The Wei ahead: dopo i semi di girasoli, arrivano i granchi giganti

Ai Weiwei e i suoi semi di girasole alla Teta Modern di Londra

E’ passato un anno da quando Ai Weiwei è stato bloccato dalle autorità di Pechino in aeroporto per evasione fiscale. La sua partenza, dissero poi le autorità, poteva potuto mettere in pericolo le sorti del Dragone (Ammazza!)
Così per 81 giorni è stato costretto agli arresti domiciliari sorvegliato giorno e notte. Ammanettato a una sedia è stato sottoposto a circa 50 interrogatori e i militari gli ponevano sempre la stessa domanda: “Qual è il tuo mestiere?”.
“Artista”, faceva lui. “Chiunque può definirsi artista”, replicavano loro, “Tu al massimo sei un lavoratore nel settore dell’arte”.


Mr Weiwei è un caso singolare. La sua produzione artistica è un po’ politca, un po’ sociale, di certo bella minimalista ed elegante. A 12 anni ha avuto la fortuna di studiare un po’ a New York. D’altronde è un figlio d’arte: so papà è un poeta di quelli che si studia nelle scuole dell’obbligo cinesi. Rientra a Pechino nel 1993 (24 anni) e comincia a decorare oggetti antichi della tradizione cinese, tipo vasi, con marchi occidentali, tipo la Coca Cola. Nel 1999 va a vivere in un villaggio alle porte della capitale e dà vita a uno studio di progettazione che lo chiama Fake, che inglese vuol dire Falso, in cinese Fuck, trombare, perché, dice, i doppi sensi gli piacciono tanto, così come i gatti.
Il mondo si è accorto di lui quando ha progettato il famoso stadio a Nido d’Uccello per le olimpiadi di Pechino del 2008, e a quel punto tramite Sina, l’internet provider di di Stato, si è messo a scrivere un blog su diritti umani, libertà e trasparenza. Così si è guadagnato da un lato la fama mondiale, dall’altro l’antipatia delle autorità.

Ai weiwei, Study of perspective tiananmen
Ai weiwei, Study of perspective tiananmen

L’incazzatura più grande a quelli del Partito comunista, l’hanno scatenata gli studi sulla prospettiva di piazza Tiananmen (i suoi diti medi fotografati da tanti angoli della piazza). Ai Wei Wei così facendo si è autoincoronato dissidente. Alle autorità ha spiegato che il dito medio mica è sempre un vaffanculo (in effetti è vero). Ma quelli del Partito non l’hanno bevuta e dopo tre mesi di carcere lo hanno multato per 2,4 milioni di dollari per evasione fiscale.
L’artista ha pagato ed è stato liberato. Da giugno prossimo riavrà indietro il suo passaporto e quindi in teoria potrà riprendere a viaggiare. Ma ancora non si sa se gli sarà permesso lasciare la Cina o di tornare indietro.
Nel frattempo i suoi semi di girasole (tutti fatti a mano in finissima porcellana) sono arrivati nei grandi musei e i collezionisti molto ricchi hanno cominciato a sgomitare per averne qualcuno.
Ieri una tonnellata di semini è stata venduta da Sotheby’s (che in una settimana ha piazzato per 120 milioni di dollari l’Urlo di Munch, per 45 milioni la Sleeping girl di Lichtenstein) hanno superato gli 800mila dollari. E oggi finita l’era dei Sunflowers l’artista pensa ai granchi. Avrebbe in progetto di realizzare un’istallazione di 1000 grandi granchi di porcellana. La parola granchio in cinse vuol dire anche armonia, slogan tanto usato nella comunicazione istituzionale di Pechino. Vorrebbe restare in Cina ma aprire anche una base in Europa. L’arte vince sempre, ama dire Ai. Qualsiasi cosa succeda a me o a te, lei rimane.

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