Auguri Araki. Da tutte le donne del mondo

Di lui se ne è parlato verso la fine di marzo. Arrivava anche in Italia una raccolta low cost, e per la prima volta senza censure, della sue fotografie proibite, quelle scattate fra il 1983 e il 1985 a Kabukichō, storica zona a luci rosse di Shinjuku, un quartiere di Tokyo che fu chiuso dalle autorità nel 1985. Con oltre 850 fotografie Nobuyoshi Araki ha raccontato l’universo di sesso: clienti che pretendono di essere sempre soddisfatti, prostitute dopo una giornata di lavoro, gli schiavi nella gabbia della dominatrice, le ragazze dei peep-show. Tokyo Lucky Hole, il titolo della raccolta della Taschen. Oggi, 25 maggio, Araki, classe 1940, il maggiore fotografo giapponese vivente, compie 72 anni. Da donna non posso esimermi dal fargli gli auguri.
 

Nessuno più di Araki ha esplorato così tenacemente la donna in polaroid, la femminilità e l’erotismo. Potrebbero levarsi cori incazzati di femministe che vedono nei suoi lavori (16mila scatti, ragazzi) un oltraggio al gentil sesso.

Loro, le sue donne, dal principio meravigliose attrici asiatiche poi donne di strade meglio se imperfette, sono spesso legate. Nude o vestite ma legate. Ho letto in giro che le vere protagoniste delle sue foto non sono le donne, ma le corde, chiaro oggetto di sottomissione, che testimonia con una certa crudezza, la predisposizione maschilista della società giapponese.
Lady Gaga e Bjork lo adorano. Le belle dell’Asia fanno la fila per farsi fotografare da lui, che nel corso della sua carriera è stato fermato qualche dozzina di volte dalle autorità di Tokyo, per sospetta “oscenità”. Lui se la ride e se ne va in giro con una T-shirt con una maialino disegnato, certe volte si incolla delle corna in testa e adora indossare papillon colorati. Un irreverente nato.
Si dice che sia un tipo allegro e spiritoso e si vanta tanto di aver lavorato per Playboy.

Le sue muse sono state stritolate dalle corde, appese per i piedi, contorte in pose innaturali, costrette a mangiarsi banane o simboli fallici. Le ha pure costrette a farsi leccare proprio lì, da ermellini o altri roditori. Ma le sue muse non hanno mai uno sguardo triste.

Le donne di Araki, esaltate nella loro femminilità o degradate a semplice oggetto, sembrano esplorare i confini tra il bene e il male, tra il sacro e il profano, tra la realtà e la finzione. E conservano sguardi disincantati. Sereni.

Ora non dico che si siano divertite a prestare i loro corpi ai vezzi del maestro giapponese, ma credo che lui abbia preteso che comunicassero gioia di vivere. Anche in questo gioco di sottomissione. Sono belle. Eleganti, come i gatti, che Araki ama alla follia.

Annunci

Un pensiero riguardo “Auguri Araki. Da tutte le donne del mondo

  1. Con tutto il rispetto per … l'”arte” purtroppo non ci vedo niente di bello in questi scatti. Per non parlare della gioia di vivere… La Bellezza è un’altra storia …. purtroppo non appartiene a questo tempo… o cmq se ne vede molto raramente. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...