Nicole Renaud, gitana dalla luna

Domani sera al théâtre du temps di Parigi, andrà in scena ‘Couleurs’, di Nicole Renaud. Si direbbe un concerto, di quelli di un’artista di piano bar, arrivata, per merito o per fortuna, a solcare i teatri della metà del mondo che conta. Lo spettacolo sembra arrivare da un altro tempo, la voce soprano di Nicole sembra arrivare da un altro pianeta.


Questa è una storia un po’ americana, un po’ francese, un po’ napoletana. Nicole è una gitana nata in Francia. Ha una voce bianca come il vento. E come il vento gira il mondo con addosso il suo lincordian, una fisarmonica trasparente che si illumina durante le performance. Lo strumento glielo ha realizzato l’artista ingenere inglese, Paul Etienne Lincoln, e lui – lo strumento – è bello almeno quanto i vestiti che indossa.  La fisarmonica produce luce, i vestiti la riflettono. E a sparargli addosso i fotocolori, ci pensa Jacques Perdigues, quello che portò l’incesto in scena al Theatrelab (New York) qualche mese fa.
Come una Mina del 21esimo secolo, Nicole reinterpreta un repertorio di musiche di diverse terre – Francia, Italia, Germania, Regno Unito  – composizioni originali o pasticciate tra canti troubadour (i canzonieri occitani, da cui il nome del famoso Nithclub di Hollywood, arie barocche, chanson francesi e melodie ambient.


A fine anni ’90 lascia Parigi. Comincia a cantare nei ristoranti di New York. Il gestore di un locale di Manhattan si innamora della sua voce, la ingaggia. I clienti sono ricconi di Chelsea e si narra che quando arrivava Nicole vestita di fisarmonica e degas, tutti smettono di mangiare. Il suono delle posate si arresta di colpo. E cominciava la magia lunare della sua voce.
A un certo punto l’istituto di cultura francese si accorge di lei. Comincia a girare il mondo torna ad essere la gitana che è sempre stata. La chiamano ad allietare il Davos world Economy Forum, apre le sfilate di Jean Paul Gautier, inaugura la biennale di Venezia, e partecipa come ospite fissa per un programma notturno del canale franco-tedesco Arte. Anche Edoardo Bennato la vuole. Torna a New York. Ora la vogliono tutti compresi registi, performer, galleristi.
Per un suo spettacolo sono disposti a chiedere mille mila dollari. Ma lei è solo gitana, e continui a incontrarla per le vie di Tangeri, nei teatri polverosi e decadenti di Brooklyn, nei negozi di Napoli. Ha un volto di quelli che ispirano i fumetti. Imperfetto, spigoloso, deformato da un eccesso di espressività. Nicole sorride sempre. Nicole abita su un altro pianeta. Nicole arriva dalla luna.

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