I genitali dello scandalo (sudafricano)

Tutto nasce da questo quadro qui.

In modalità Obey-the-giant (l’artista di strada di Washington che ha trasformato Barack Obama in un fumetto e che poi ha ispirato il Rolling Stone magazine a fare una copertina analoga dedicata a SILVIO BERLUSCONI) è stato ritratto pure il presidente del Sud Africa, ex colonia britannica, dove si guida dall’altra parte e hanno legalizzato l’apartheid.

Jacob Zuma, che tra le altre cose è anche il Presidente dell’Onu africana, l’inutilissimo African national Congress (Anc), è stato disegnato con i genitali in bella mostra. E tutte le istituzioni a gridare allo scandalo. Il partito di governo sul proprio sito internet recita: “Questo è un attacco frontale non solo la dignità del presidente, ma all’intero organismo della Anc”.
Volevo però ricordare che il presidente oltre ad avere 5 mogli e almeno 20 figli dichiarati, è un cazzone che vince il premio del mongolino d’oro per non essere riuscito a muovere un-dito-uno a favore del continente nero.

Circa 15mila persone, mentre scrivo, stanno sfilando nel centro di Johannesburgh per difendere il diritto di espressione. La protesta è stata organizzata dalla Galleria Goodman che ha avuto la sciagurata idea di esporre l’opera dello scandalo firmata dall’artista Brett Murray. Stanno lì per difendere il ritratto (che si intitola curiosamente “The Spear”, in assonanza con sperma, spearmint, speranza e mille altre cose) che non solo sta diventando un ennesimo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione, ma che rischia di finire vittima della censura di Stato e dell’Anc che hanno minacciato  congiuntamente di boicottare quanti lo promuoveranno. (Quei codardi del Sunday Newspaper press hanno subito cancellato la photogallery dal sito internet).

Settimana scorsa era stato il turno dei sostenitori di Zuma che per le strade hanno fatto appello alla tutela della privacy del Presidente nero. Ridicoli.

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