L’ammore, questo folle sentimento che…

Dorothy-Iannone

Puntata n.2 Crisalide on Air, su I need Radio, martedì 25 febbraio 2014 ore 19-21. In replica venerdì 28 febbraio 2014 ore 11. I love you all!

Episode 2 on Air Chrysalis, I need on Radio, Tuesday, February 25th, 2014  7-9pm. In reply Friday, February 28th, 2014 at 11 am. I love you all!

Episode 2 on Air Chrysalis, IneedRadio, am Dienstag 25. Februar 2014 von 19 bis 21 Uhr. Wiederholung am Freitag 28. Februar 2014 11 Uhr. Ich liebe dich!

01
 Moderat, This time

Ciao ragazzi, la Crisalide d’aria è tornata. Tutta bella luminosa, primaverile, piene di ossigeno per le nostre teste. E non fa niente che io sto qui a fumare tremila sigaretta. L’ossigeno è uno stato mentale. Avevo promesso che vi avrei parlato di neuroestetica ma per cause di forza maggiore oggi dovremo occuparci di una tipa Dorothy Iannone, che dal 20 febbraio scorso fino a giugno è in mostra alla Berlinesche Galerie. 
Dorothy Iannone, il cognome già ci dice ha nel dna qualche filamento italiano, nasce nel 1933 a Boston, dopo aver viaggiato mezzo mondo, aver vissuto a Nyc, Thailandia, Giappone, Grecia, Francia, si trasferisce in età senile a Berlino, mi pare che bazzica qui dalla fine degli anni 70. Lo scorso anno ha compiuto 80 anni. L’hanno definito la madonna dell’arte contemporanea. E devo riconoscere che ha fatto nell’arte quello che Madonna ha fatto sul palco. Usare il sesso e la sensualità, la propria, come strumento di espressione narrativa.

02 Ma ora ascoltiamoci Jonsi, leader dei Sigur Ros in uno dei suoi lavori da solista non il lingua islandese. Questa è Animal Arithmetic. Bacio. A dopo. Tanto amore.

Ben tornati. Dicevo, oggi parleremo di Dorothy. Artista americana, italoamericana per la precisione, che in maniera più o meno consapevole, di certo rivoluzionaria, ha usato la sua vita come mezzo e strumento da cui trarre ispirazione per la sua immensa produzione artistica. Per semplificare vi dirò che questa ragazzina ha creato, tra virgoletta tantissimo. Ha dipinto su tela, ha fatto centinaia di grafic novel, ha realizzato ispirata dall’arte della lavorazione della carta giapponese, patchwork di carta di cellulosa, carta di riso, petali di fiori, ha realizzato video, e sculture di legno, ha decorato armadi un po’ come se facesse decoupage e li ha trasformati in libri aperti dove raccontare storie, le sue. Dorothy, ha fatto tutto quello che ha fatto – e qua volendo ci possiamo chiedere se è giusto o sbagliato, ma più avanti nella trasmissione – parlando esclusivamente di se stessa. Ha dipinto la sua vita, ha usato le parole a volte, in praticamente tutte le sue opere – la mostra alla Berlinesche Gallerie è una delle maggiori retrospettive che sia mai stata fatta su Dorothy.
Quando sono stata alla apertura mercoledì scorso, mi sono sentita invasa dal suo ego, presentissimo ovunque, e dalla sua passione per l’amore e l’eros. Sì, Mrs Iannone non fa altro che parlare di sesso. Quello che lei voleva e che forse vuole ancora, a 81 anni.

03 Però prima di scendere nei dettagli della sua vita, ci ascoltiamo Bonobo, questo artista inglese classe 1976 che con l’album The North Borders da cui è tratto il prossimo brano, Kiara con la kappa, ha vinto il premio tipo della migliore grafica 2013 o 2014 non mi ricordo. Sì la grafica è figa, ma io mi concentrerei sulla musica. Viva l’amor, come dice il professore.



Ritorniamo alla mostra di Iannone. Dicevo, la Berlinesche galerie a fatto un lavorone nell’assemblare centinaia di opere d’arte prodotte dall’artista tra il 1959 e il 2014, ci sono libri, ci sono oggetti, tanti dipinti su tela, tanti acquerelli su carta. Aveva già esposto da sola lo scorso anno al Camdem arts centre di Londra, nel 2009 al New Museum di New York nella galleria berlinese che si chiama September l’anno precedente.
Dorothy all’arte ci arriva per sbaglio. Stava lì beata che studiava letteratura americana all’università quando si mette assieme a questo pittore e matematico James Phineas Upham. E comincia a dipingere, completamente autodidatta anche lei. I due amati cominciano tra l’atro a fare il giro del mondo. Visitano le maggiori città d’europa, vanno in Nord Africa, arrivano in India, fanno tappa in Cambogia, Thailandia, si fermano qualche mese a Kyoto, e sulla via del ritorno, verso gli Stati Uniti, passano per la Turchia e Capo d’Antibe. E’ a Kyoto che Iannone impara a giocare con la carta e a trasformare il mezzo in contenuto. Ma di carta parleremo anche dopo. Adesso.

04 Facciamo un tuffo nel passato con i Pulp. Che mi ricordano tanto i miei anni d’oro. Mi ricordano tanto gli anni dell’Università. Questa è FEELING CALLD LOVE. Sempre di amore vi parlo, bello no?

Prima di ritornare alla vita a luci rosse di Dorothy, volevo fare un breve cenno al valore che nell’arte asiatica si attribuisce alla carta. Sarà perché la realizzano dal riso, sarà che devono farla bella rugosa per scrivere meglio gli ideogrammi, sarà appunto che la scrittura degli ideogrammi presuppone una capacità manuale di quella che serve a noi per scrivere decentemente, sarà per questa storia fatta di mantra, fatto sta che in oriente la carta è più valorizzata di quanto non lo sia qui. Qualche mese fa ho conosciuto un artista mezzo malese mezzo berlinese, si chiama Zubin Zainal. Lui ha davvero una bella storia. Ha tipo studiato una qualche ingegneria non mi ricorso quale di preciso e lavorava come manager per non so bene quale società, poi dieci anni fa a Kula Lampur ha un grave incidente. Rischia la vita.Lascia perdere tutto quello che aveva fatto fino ad allora e si mette a dipingere. La pittura era, ed è ancora la sua passione. Poco importa che di quadri si campa male. Ci si mette con tutto il cuore e si dedica ai pennelli alla carta 24 ore su 24, 7 giorni su sette. Campicchia così così, vende agli amici, vende su internet, qualche volta gli commissionano di realizzare le copertine di album, illustrazioni di libri. Poca roba. Poi lo scorso anno la Berlin Liste, che è una lista dei migliori emergenti della settimana dell’arte contemporanea che si tiene a settembre ogni anno (attenzione: sulla berlin Liste stanno puntati gli occhi del mondo) lo seleziona come rivelazione dell’anno. Perché? Perché lui che arriva dall’Asia e ha un particolare amore per la carta, decide da qualche anno di farsi la carta in casa. CI mette la terra, ci mette la cellulosa, ci mette l’amido, crea dei composti grezzi, bianchi, sporchi, variopinti, la mette a seccare e prima di dipingerci sopra li accartoccia (siccome è grezza la carta mantiene pure accartocciata il suo volume e la sua eleganza). Provate a immaginare la carta accartocciata: è fatta di spigoli, tanti spigoli casuali, che creano linee disordinate. Ebbene lui tramite quegli spigoli crea figura, dipinge bordi sugli spigoli e realizza che ne so gufi, volti di donne, tigri, eccetera. Insomma la carta è bella. E mi piace chi le dà importanza.

05 Ma torniamo a Dorothy e alla sua sua passione per la carta che nasce negli anni ’60 in giappone. Però prima ascoltiamoci Devendra Banarth, artista texano 1981. Per ragioni che non mi sono chiare il titolo di questa canzone è tedesco: Fur Hildegard von Bigen. Bacio.

Dopo le composizioni con la carta Iannone lavora molto a una forma di espressionismo astratto. Quando si parla di espressionismo astratto, si intendono per capirci Rothko, o James Pollock, ampie tele di canapa, amore per le superfici piatte, predilezione per tutto lo spazio pittorico, bordo o centro della tela. Dorothy, dicevo, con il marito pittore matematico James Phineas Upham comincia a girare il mondo, e dopo la tappa in Giappone dove gioca con la carta si ferma a fine anni ’60 a Reykjavik. Tempo un secondo si innamora di un altro, l’artista Dieter Roth. Tramite lui, che fu un rappresentate di questa corrente detta Fluxus, contraddistinta da una roba molto tipica della fine degli anni 60 nel mondo dell’arte, cioè mescolare senza riserve alcune la vita e l’arte. Dieter Roth, per capire che tipo era sia negli anni 70 sia a fine degli anni 90, un anno prima di morire, aveva presentato alla biennale di Venezia questi Solo Scenes, scene solitarie in cui portava scaffali pieni di cose seriali. Nel primo caso, nel ’75 erano una serie di faldoni cartelle da archivio, mentre nel 97, un anno prima di morire tante tante televisioni, tutte accese, sintonizzate a canali diversi, attaccate a videoregistratori. Lo scorso anno Hangar Bicocca Economy bar. Iannone impara da questo artista singolare. E lo trasforma, Roth, nella sua musa. D’atronde mica solo gli uomini ci devono avere le muse, no?

Andiamo con il 06 brano della serata. Vedo qui che abbiamo Goodbye Apparat, featured by Soap&Skin. Come ho detto altrove sulla Crisalide d’aria: il modo più bello per dirsi addio è proprio con questa canzone, anche lei tratta dalla colonna sonora di Drive. Capolavoro. A dopo carissimi.



Allora, Dorothy dopo aver viaggiato mezzo mondo col marito, si ferma a Rekyavik nel 1967 dove conosce Dieter Roth artista mezzo svizzero mezzo tedesco, si innamora perdutamente, sposa la sua di lui filosofia artistica Kunst ist Leben und Leben ist Kunst, cioè tutto ciò che è vita è arte, ciò che è arte è vita (siamo alla fine degli anni ’60 inizio anni ’70). Il marito tradito nel frattempo se ne torna a New York da dove era venuto e Iannone comincia a una produzione artistica smodata. Fedele al motto che la vita entra nell’arte e l’arte entra nella vita realizza una specie di grafic Novel sulla sua vita con il suo amante a Reykjavik. Questa specie di fumetto in sequenza, che forse è il lavoro più interessante esposto alla Berlinesche Gallerie, si chiama la Saga Islandese. Lei racconta ogni dettaglio di sé in quegli anni, raffigurando prima di tutto se stessa. Lei che prepara la valigia per lasciare l’America e andare in Islanda, il primo incontro con Roth, come il suo amore poco alla volta abbandona il marito per spostarsi su questo affascinante europeo. DI come lei, Iannone decide di dedicare tutta la sua vita all’amore, amore senza veli, amore senza censure, di come questa relazione con Roth, incentrata sull’estasi fisica, diventi anche il centro dei suoi pensieri e di conseguenza delle sue espressioni artistiche. D’altro canto lo aveva detto: Vita e arte sono la stessa cosa.

Passiamo oltre, con il nostro 07 brano che è…. fatemi vedere cosa ci riserva la playlist…. a ecco di nuovo Bonobo. Questa è Sapphire e la dedico alla sorella di Orhi che si chiama proprio Sapphire. Vi ricordo, informazione di servizio che il 15 marzo il nostro ragazzo sarà al Columbia Halle a Berlino. In prevendita i biglietti ahimè sono già sold out. Forse però ne mettono in vendita un altro scaglione nei prossimi giorni. Teniamoci pronti. A dopo.

Gli anni di Rekyavik, com Roth saranno cruciali. Con lui lei si libera completamente. Dopo le più dimesse grafic Novel (che sono piccole e in bianco e nero se vogliamo ancora pudiche, non ci dimentichiamo che prima giocava a fare fiori di carta a Kyoto) non avrà più alcun pudore a mostrare se stessa in veste, svestita, di super giunone gigante avvinghiata a uomini, in atteggiamento lascivo e promiscuo. Tanto è vero che abbandona il carboncino e la china e si diletta con i colori più sgargianti all’azzurro turchese all’oro in motivi bizantini. Come se stesse raccontando di una nuova femmina ancestrale e magica di età medioevale, colei che dall’abside di un chiesa controlla l’amore. E il sesso è diventata una cosa sacra.

08 dall’album Hercules and Love Affair, questa è Blind. Che mi piace assai. Progetto del DJ NYC Andrew Butler e di quella bella voce femmina che è Antony Hegarty. A&J

La liberazione dal pudore prosegue negli anni al fianco di Roth. Siamo sempre a Rekyavik. I colori delle sue tele diventano sempre più sgargianti, c’è qualcuno che in questa produzione islandese l’ha addirittura assimilata a Gustav Klimt. Ma qui manca l’infinita tenerezza del Bacio del pittore viennese. Però i suoi personaggi, che sono lei la Giunone, e lui, la sua musa di Giunone, vengono sempre più decorati in maniera vistosa ed eccentrica con le stelline, i cerchi dorati, i filamenti colorati, i fiori le foglie, i rami. Le opere diventano in questi anni ’70 veri e propri kamasutra a colori, celebrazioni disegnate di un hippie erotismo. Hippie erotismo, vi piace questa definizione?Alle tele alterna i dialoghi, scene di vita quotidiana in bianco e nero con il suo uomo. Tutto racconta, non si vergogna di niente. Arriva nel 1968 a pubblicare una specie di diario intitolato lista IV, enumera gli atti sessuali con tutti gli uomini con cui era stata prima di Roth. Nel 1967 doveva esporre la serie People (uomini , donne, amici, personaggi mitologici tutti con gli zebedei di fuori) e niente gli hanno confiscato tutto. La censura dura per fortuna solo un paio di giorni. 
Nel 1974 la coppia di amanti si separa e Dorothy si trasferisce nel sud della francia, in un monte vicino Nizza. E comincia una semiconversione metafisica di cui vi parlerò dopo il prossimo brano.
 
Sentiamoci il prossimo brano che è ….

09 I See the Darkness Johnny Cash, il mio amore del momento. 

In Francia Dorothy Iannone ci rimane un paio d’anni, poi nel 1976 si trasferisce a Berlino (attenzione nella puritana america non ci torna più!). Il tema della sua produzione artistica resta sempre lo stesso.

Amore, sesso, se stessa, patate di qua uccelli di là, accoppiamenti, stelline filamenti colorati, orgasmi, occhi estasiati di uomini e donne, che le assomigliano tutte con questi immensi occhi neri, ciglia lunghissime, peli pubici. Però comincia a sperimentare nuovi media. Quindi ripetiamo. Aveva cominciato con la carta giapponese a fare fiori, si è spostata sul grafic novel, in bianco e nero, poi le grandi tele bizantine, sgargianti di amore, per approdare a un quasi kamasutra d’occidente, erotismo hippie. Adesso comincia a usare il video, a decorare come stesse facendo decupage, mobili, scaffali, pezzi di legno. Nel 1975 realizza questo video, con televisore incastonato in un mobiletto ultra decorato alla sua maniera, intitolato “Stavo pensando a te” dedicato all’amico tedesco avuto a Rekyavik. E’ lei che si riprende ha un orgasmo. Mi sa che Crisalide d’aria me la censurano…. in Italia, che dice professore? Devo dire che però alla mostra settimana scorsa c’erano tanti mamma papà con figli…. Bella berlino.

Brano numero 10: A real Hero, di nuovo dalla colonna sonora del film Drive, una delle mie carezze preferite. Baci baci baci Peace and Love.

Gli anni francesi e berlinesi l’ego smisurato di Dorothy tocca il punto più alto.

Ormai la Bad Girl non ci prova neanche a nascondere la sua auto celebrazione e l’auto assimilazione a divinità. SI va a cercare delle figure chiave degne di venerazione femmine, del passato e raffigura la dea Bianca, Cleopatra e Penthesilea. I tratti di queste dee non si sa come mai le somigliano tutte. Gli occhi le ciglia, fin anche gli occhiali mette a queste divinità, sono, guarda caso le sue. Aumenta il tono sacrale delle opere. Ora queste donne sono dotate di corona, scettro, mantello. Sempre nude, sempre in procinto di una Fellatio (posso dirlo?). Oggi qui in radio chiamano la buon costume…

Andiamo col prossimo brano 11 poi prometto torno coi toni da programma preserale. Ora grande classico Massive Attack, Man next door, era il 1998, l’album bello bello era Mezzanine.

Dopo tanti eccessi, tanto colore, dopo aver scomodato anche delle importanti divinità precristiane, femmine, regine, cape, Dorothy, dopo aver usato tutti i media a sua disposizione, libri, fumetti, video, sculture istallazioni sonore eccetera eccetera, dopo aver viaggiato da una parte all’altra del mondo, insediata dal 1976 nella Berlino Ovest (ci è arrivata tramite una borsa di studio per artisti e poi non se ne è più andata) scopre il buddismo tibetano. Gli anni ’80 sono contraddistinti da un nuovo tipo di amore. La relazione con Roth è finita, I due rimarranno buoni amici fino alla morte (alla morte di lui, lei è ancora viva, vive qui a Berlino e pare stia bene). Il femminismo e la voglia di manifestare la libertà sessuale si è attenuato. Ormai sui palchi di mezzo mondo c’è Madonna con Like a Virgin. In tutti i programmi di tutte le tivù in prima serata si parla di sesso. Il tema non è più tabù. E Dorothy, sempre affascinante, comincia ad avere le sue rughe (è nate nel 33, il che vuol dire che ha 60 anni negli anni ’80). E finalmente dopo vent’anni di ininterrotta attività artistica e figurativa abbandona, o lascia un po’ più in disparte le esperienze personali. Non ha più bisogno di parare delle sue personali innumerevoli avventure sessuali. Anche il tempo del Fluxus, la corrente artistica di cui il suo ex uomo faceva parte, è svanito. Non c’è più bisogno di mescolare l’arte alla vita e la vita all’arte. E allora l’amore, sempre centrale nella sua produzione, inteso come unione tra uomo e donna, diventa un’unione estatica, dove la componente fisica non scompare ma si, per come dire, arricchisce di componenti metafisiche.
Sentiamoci il prossimo brano e poi vi parlo di My Caravan. Un quadro del 1990 che spiega un po’ questo amore estatico di Dorothy.

12 Postal Service, The district sleeps alone tonight. Questa è dedicata al mio fratello a cui piace tanto tanto.

Avete presente la statua di Kate moss tutta d’ora, una cagata di trash fatta da questo artista inglese Marc Quinn e venduta a un pazzo psicopatico fa della modella per 900mila dollari, Bene, Kate in quella statua assume una posizione diciamo triangolare, che sarebbe una posizione di Yoga tipica di queste divinità femminili delle Upanishad, i testi sacri indiani che poi danno origine a tutta la filosofia orientale, in cui lei incrocia gamme e braccia come una divinità indiana. Bene, nel My Caravan di Dorothy Iannone, venti anni prima raffigurava se stessa in una posizione analoga. Non è più né Cleopatra né Pentesilea, c’è questa nuova Dorothy in versione buddista sempre a tette di fuori, al posto della patata ha un cuore, stesso cuore che è al centro della fronte. Volto sempre sorridente (Lei amava dire che a chi le contestava un eccesso di erotismo nelle sue opere che mettevano di buon umore, in effetti è vero) ai suoi piedi o meglio sotto le sue gambe (le pose kamasutra non ci sono più) la testa di un uomo. Adesso infatti quando raffigura l’unione tra uomo e donna, raffigura un unione spirituale, priva dell’atto sessuale in sé. Due teste con un solo corpo. Principio buddista fondamentale. Ein Koft viele Koerper.

Brano numero 13. Siamo quasi arrivati alla fine di questa puntata amici. Merry Christmas Mrs Laurence di Sakamoto.



Un’ultima e importante sessione della mostra alla Berlinesche gallerie è riservata a Berlino. Una raccolta di 70 lavoro, per lo più disegni dal titolo Berlini Beauties. Ai disegni, che risalgono all’età matura (1977-2009) affianca sempre storie non più personali di sesso, ma poetiche descrizioni del suo luogo del cuore, scelto come casa da ormai più di trent’anni. “Du hast ja keine Anhung wie schoen du bist Berlin”. In realtà critica anche un sistema materialistico e patriarcale, quello tedesco, che ha tentato di frenare la sua espressività (caso Stoccarda nel 1976, ma ci sono anche casi successivi). Tuttavia lei accetta la sfida e si dedica negli ultimi anni proprio a far passare il messaggio: che non c’è niente più bello dell’amore. Si attiva con la serie To reform germany, che è una specie di saga islandese, grafic novel in bianco e nero, in cui racconta storie di uomini, storie di dolcezza berlinese, intrise di sensualità.

E sulle note dell’orchestra Baobab, liti liti, vi do appuntamento a martedì prossimo. Baci ragazzi.

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