Seppe, un uomo trans-generazionale (https://storieaperte.com/)

Questo e´ trailer di un Podcast che racconta la vita di mio padre, Seppe, un uomo trans-generazionale, un uomo che nel bene e nel male ha attraversato più generazioni in una sola esistenza. Seppe, sta per Giuseppe, cosi´ come lo chiamava mia madre, Maria.

Il mare era la sua casa. Al mare ha deciso di trascorrere la seconda meta´ della sua vita, dopo 34 anni vissuti tra il suo paese di origine in Irpinia, da bambino e da ragazzo, e in Svizzera, quando era già un uomo. E di nuovo al mare e´ morto, dopo aver combattuto per tre anni contro un brutto cancro, il Mieloma.

Giuseppe (classe 1951) e´ nato a Vallesaccarda, un paesino del Sud Italia, reduce non solo di due guerre mondiali, ma anche di un terremoto devastante che fece piu´ di 1.400 morti, quello del 1930. In questo mondo di poverta´ e macerie, Seppe riuscito a realizzare una crescita morale, sociale ed economica strepitosa che gli ha permesso di vivere il sogno americano, prima in Svizzera dove e´ emigrato seguendo le orme di sua sorella e dei suoi fratelli, poi in Italia, a Fondi, vicino al mare, in veste di orgoglioso rimpatriato.

Per lui l´America era imparare un mestiere, quello dell´elettrauto, avere uno stipendio, un conto in banca. Finalmente comprarsi una camicia bella, a quadretti, quella da mettere la domenica, alle feste, nelle occasioni speciali, finalmente potersi comprare una cinepresa, la Super 8. Finalmente godersi il weekend con i fratelli, fare una gita al lago, staccare.
Il concetto stesso di weekend o di vacanza era del tutto nuovo per ´Seppe, difficile da immaginarsi, in un mondo dove si era nati per lavorare sempre, a tutte le ore, e far lavorare i bambini era una cosa del tutto normale.
E quando tornava a far visita ai genitori e a quel mondo che aveva lasciato, per la super evoluta e ricca Svizzera, era tutto orgoglioso di sfoggiare la sua camicia nuova a quadretti, e la Super 8.

Quella macchina da presa fu una delle prime telecamere a raggiungere Vallesaccarda. In quegli anni arrivarono anche le automobili, i trattori, l´aratro. E gli emigrati che scendevano dalla Svizzera in vacanza, portavano anche le prime cioccolate, caramelle, che li mangiavano anche gli adulti, perché qualcosa di nuovo, un lusso.
Ma il grano, miei nonni che di lavoro avevano fatto i braccianti per tutta una vita, lo mietevano ancora a mano, con la falce.
Seppe conobbe Maria, a sua volta figlia di emigrati in Francia, la sposo´ e con lei formo´ la sua famiglia, prima in Svizzera, poi a Fondi.

La storia della vita di mio padre e’ la storia di tanti emigranti, della forza collante, salvifica ma anche a volte distruttiva della famiglia. e’ la storia del coraggio di voler cambiare le cose, di resilienza, di successo e tanta voglia di vivere. Mio padre, a prescindere da tutto, ha sempre voluto vivere, ha sempre sorriso. Ma la sua storia e’ anche una storia di patriarcato, di solitudini, di discriminazioni, di profonde depressioni. Le emigrazioni e le contro emigrazioni indipendentemente dalle latitudini dove avvengono, sono fenomeni sociali eccezionali ma anche molto rischiosi, dove ogni individuo per sopravvivere deve imparare a contenere tante vite, tante esistenze, tante esperienze. Non sempre questo “passaggio” ha successo. Per questo mi e’ sembrato importante raccontarla

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