alberi volanti

i paesaggi stanno cambiando, non c’e’ piu’ orizzonte dritto, tramonto infuocato, fogliame verde. oggi il nostro mondo e’ instabile. oggi i cieli si tingono di giallo e nei fiumi scorre liquido rosa. nessuna guerra mondiale. solo un’altra prospettiva. incerta per noi abituati a tutto regolare, stipendio fisso, figli a scuola, mariti decenti e mogli attente. certe volte volano gli alberi, i laghi diventano neri, angeli appaiono all’orizzonte. aquile rapaci su milioni di chiese. come se per pregare non bastasse piu’ solo il cuore. e’ chiaro che in questo mondo non si dorme la notte, pure se si dovrebbe – ce lo ha detto il dottore. e’ chiaro che questo mondo non si adagia su un liscio letto bianco. la tela e’ canapa grezza e consunta. irregolare. pungente, fastidiosa. non si lascia ammaestrare da pennellate di gesso. restano aperti i fori. attraverso i quali il mio universo instabile trova casa. Attraverso i quali il mio universo trova pace.

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Frida

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Frida voleva scappare da scuola.

Disegnare sui muri.

Non stava ferma un secondo.

E appena incrociava il mio sguardo,

arrossiva, si calmava, mi sorrideva.

Le compagne le davano della matta,

Le maestre col velo,

fingevano di non vederla.

Frida bambina che amava le donne, era come se in Palestina non fosse mai nata.

E chissa’ se due anni dopo nella galera della galera, frida sorride ancora.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nostalgia, dice Maria

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Il dolore che sento

e’ solo nostalgia.

Dice Maria.

Nostalgia di quei giorni

quando ti accarezzavo

sulla riva di un lago

luccicante, la testa.

Ora dorme tuo figlio,

il ventre cresce,

il seno si sgonfia,

quel lago si allontana.

Io faccio quello che devo.

Inseguo la volpe,

divento unicorno,

lavoro di piedi

raccolgo la sabbia.

Nostalgia dice Maria.

Io i tuoi occhi li desidero ancora.

Io i tuoi occhi vorrei guardarli per sempre.

 

Angeli e tonsille

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Da quanti anni vi imploro di strapparmi via le tonsille. Tossire non riesco. Amare nemmeno. Ho uno spillo in fronte e non e’ un unicorno. Respiro. A stento.

Sopravvivo un altro sabato sera al suo fianco. Fa male il vivere. Fa male anche il solo deglutire. Neppure la musica dei vicini riesce a distrarmi.

Sono quasi sola. Nel mio grande letto della mia piccola casa. Profumi d’oriente. Storie di amiche e di Vesuvio. Prima o poi mi addormentero’. Prima o poi l’angelo passera’ di qua.

Lo specialista

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Tu, specialista dei miei sentimenti,

Ricorda: Potrai sposarmi ancora.

Tu, specialista della mia pancia,

Non dimenticare: saro’ sempre un po’ tua.

Non ti arrabbiare se ora non ho il coraggio delle mie paure. Non ti arrabbiare se ora non ti faccio piu’ ridere.

perlomeno la luna non la guardo piu’ sola.

E nel letto tedesco, non piu’ il freddo pazzesco.

E se ho sete, ho la mia acqua. Frizzante