The Greatest

I miss Long Beach and I miss you, babe
I miss dancing with you the most of all
I miss the bar where the Beach Boys would go
Dennis’s last stop before Kokomo

Those nights were on fire
We couldn’t get higher
We didn’t know that we had it all
But nobody warns you before the fall

I’m wasted
Don’t leave, I just need a wake-up call
I’m facing the greatest
The greatest loss of them all
The culture is lit and I’ve had a ball
I guess I’m signing off after all

I miss New York and I miss the music
Me and my friends, we miss rock ‘n’ roll
I want shit to feel just like it used to
And, baby, I was doing nothing the most of all

The culture is lit
And if this is it
I had a ball
I guess that I’m burned out after all

Oh I’m wasted
Don’t leave, I just need a wake-up call
I’m facing the greatest
The greatest loss of them all
The culture is lit and I’ve had a ball
But I guess that I’m burned out after all

If this is it, I’m signing off
Miss doing nothing the most of all
Hawaii just missed a fireball
LA’s in flames, it’s getting hot
Kanye West is blond and gone
Life on Mars ain’t just a song
I hope the lifestream’s almost on

Contorni

E´ come la parete del ghiacciaio che si scioglie troppo velocemente in primavera. Fa paura

O la linea del mare spezzata dalla burrasca,
mentre i migranti fanno rotta verso nord. Non si vede niente

E´ come la pelle umana che si allarga fino a contenere due cuori. e non sa difendersi neanche dalla rabbia.

O il muro di fuoco in Amazzonia: si mangia l´aria e i giaguari. Alle sue spalle quel grigio puzza di morte.

E´ come il bordo tremulo dell´aurora boreale. Si avvicina immenso il verde, si immola verso dio, e poi scappa via.

O il decidere di star bene a casa propria, mettere i confini, tenersi fuori dai casini.
alzare barricate. scendere in piazza.

 

Lava di ghiaccio

La paura della morte

Come un’onda di lava gelata sul corpo

Non c’e’ piu’ riposo per il cuore

Torna il ricordo del dolore

Del padre che affanna nella sua malattia

Ora sta steso da quattro anni sui colli piu’ belli (mio dio quanto manca)

Fisica e quanti, le sue membra si sgretolano

Dov’e’ l’eterno in questo materno dissolversi?

Dov’e’ l’infinito in questo io costante?

Arrivera’ quel momento. Di ricongiungimento.

Che si spenga la mente, prima che il respiro si fermi.

Sabato di mezzo autunno

Il giallo impetuoso di queste foglie

che diventano

morte,

scaccia ogni alibi del non vivere.

Anche se l’indifferenza della città

senza muro

da oltre trent’anni

ferisce

finanche negli ospedali ebrei

(Ospedali imbrattati da chi sogna

La fine della guerra con l’intifada).

I bambini ora dormono

Gli scivoli ora piangono

Le nuvole restano

Il quadro e’ perfetto.

Per un te di un sabato di mezzo autunno.

Battaglia finale

E’ la notte delle preghiere

La notte di tutti gli insonni

Mentre fuori piove appena

Nel buio in affanno d’autunno

Lei si riempie di piaghe

Sotto quelle croste di sangue

E’ come se non avesse la pelle

E come se pure lei senza enzimi

Purificasse il nero del mondo

Continua a ridere bambina mia

Noi adulti basta farci del male,

Tu padre lasciaci stare, da te io non ci voglio mai piu’ venire

Il sonno mi casca addosso, partono gli ultimi aerei,

A qualcuno sta salendo la febbre. Topazio imperiale

Sono quasi pronta.

Per la battaglia finale

Oceano mare

Scappa via da me, oceano

Rifugiati nel fondo del mare.

Rannicchiati, filtra i rifiuti.

Piangi lo sporco, l’olio, i colori

Nascondi i tramonti. Le onde possenti

Salva il sale dalla mia presunzione

Misurati la febbre. Rompi il ghiaccio

Uccidi balene, con quintali di plastica

Dimentica i sogni, penelope, gli orizzonti.

Respira piano. E non gonfiarti

Prendi le medicine, butta la scatola

(18 costole rotte, due polmoni perforati

Potevi lasciarci le penne, mia cara Gea)

Aspetta la prossima glaciazione

Aspetta in silenzio la nostra dipartita

Non ci metteremo molto a morire questa volta, te lo prometto.

Scivoleremo sul bagnato

Alzeremo i calici al cielo

Saliremo sull’astronave, tutti in viaggio verso keplero

Alla ricerca di nuova acqua

Fonti termali, foreste, poesie non scritte

Futuro manifesto. Forse e’ troppo tardi

Essere responsabili, chiudere gli occhi

Fare finta di non sapere, pagare i contributi

Vivere il presente e Fare ancora un’altra volta la spesa.

Tu stai la’ senza dire una parola. La febbre non scende. I coralli stanno male.

Forse però presto la pace.

Alba

Non facile rompere un cuore gia’ rotto (eppure…)

Oggi la luna e’ sottile come l’acqua

L’amore affilato come una lama

Le sue carezze sul seno leggere come il vento

Eppure il dolore come stato di essere

non cessa

Dormire come stato mentale non basta

Scrivo a rime sconnesse, librerie infinite, dipinti sui muri

Fa male (Non tanto) Sognare (Mai abbastanza)

Prigioniera delle rughe, sto li’ a contare i mesi, le rose, i diamanti mai avuti.

Con la schiena a rotta, Aspetto la brezza del mare

Magari un giorno mi svegliero’ a Malibu’

Il mio cuore a pezzi, lo buttero’ lontano

adesso solo silenzio, nessuna alba all’orizzonte

Laghi di sangue, torno a essere donna

Ma Lui non c’e’ piu’. Lui non c’e’ di nuovo piu’.