Angeli e tonsille

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Da quanti anni vi imploro di strapparmi via le tonsille. Tossire non riesco. Amare nemmeno. Ho uno spillo in fronte e non e’ un unicorno. Respiro. A stento.

Sopravvivo un altro sabato sera al suo fianco. Fa male il vivere. Fa male anche il solo deglutire. Neppure la musica dei vicini riesce a distrarmi.

Sono quasi sola. Nel mio grande letto della mia piccola casa. Profumi d’oriente. Storie di amiche e di Vesuvio. Prima o poi mi addormentero’. Prima o poi l’angelo passera’ di qua.

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Lo specialista

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Tu, specialista dei miei sentimenti,

Ricorda: Potrai sposarmi ancora.

Tu, specialista della mia pancia,

Non dimenticare: saro’ sempre un po’ tua.

Non ti arrabbiare se ora non ho il coraggio delle mie paure. Non ti arrabbiare se ora non ti faccio piu’ ridere.

perlomeno la luna non la guardo piu’ sola.

E nel letto tedesco, non piu’ il freddo pazzesco.

E se ho sete, ho la mia acqua. Frizzante

 

 

L’amore sopravvalutato

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L’amore di parole.
L’amore di rose di aria di cartone.
L’amore di sospiri passeggiate e libri aperti.
L’amore di abbracci ai semafori aspettando il verde.
L’amore e non dormire, sempre vestiti da toccare.
L’amore che pesa niente che dopo un po’ si fa sangue.
L’amore sopravvalutato che dopo un po’ ha un suo cuore.
L’amore fino alla nausea e intanto cresce un corpo nuovo.
L’amore di solitudini nel toccarsi e dopo un po’ quel corpo rompe le acque.
L’amore di latte di lacrime e notti insonni.
L’amore che aumenta di peso. Parole rose e poesie, ora pero’, solo un ricordo.

Ricordo disfunzionale

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Non c’era bisogno di tornare con la mente indietro a quel giorno nel parco,

quando due corpi intrecciati in un solo maglione, giocavamo a fare la guerra.

Quando passeggiando sulla spiaggia di notte d’inverno, salutavamo mio padre.

Quando raccogliendo foglie e contando conchiglie, sfioravamo l’erba del prato del grande areoporto.

Quando non baciandosi mai quella prima volta, scrivavamo di un re e una regina molto poveri a ogni alba a ogni tramonto di ogni giorno

Quando tenersi abbracciati, significava tenersi assieme. Ciascuno per se’. Un giorno per volta.

Poi una cellula nuova.

Poi due.

Poi un figlio.

E quando il corpo si sdoppia, il cordone reciso, gli amanti si perdono.

E resta solo un ricordo. Vuoto. Del tutto disfunzionale.