Paralisi d’amore

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Sai caro Thom (Yorke),
anche io ci ho avuto la mia paralisi.
Da allora non so più distinguere
il giorno dalla notte,
il sogno dalla realtà,
il dentro dal fuori,
il bianco dal nero,
l’acqua dall’olio.
Quel giorno di fine marzo di cinque kalpa fa,
c’erano capelli rossi dapperutto.
Lui mi disse che amava lei,
E all’improvviso mi cadde un dente,
Si chiuse l’occhio destro. Non si riaprì più.
Ora ci vedo solo per metà.
Vivo solo per metà.
Muoio per intero nel dolore di chi pur ridendo,
si impicca con la corda nella lontana America.
La prossima volta al Berghain ci vado di notte.
La prossima volta la cena la paghi tu.
La prossima volta spegni la telecamera.
Caro Thom, so già tutto.
Non ci salveremo neppure con mille chili di acqua colorata. 

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