Nati ultimi negli anni ´70

Si spengono le luci di Natale
nella notte dell´ ultimo avvento
Si torna a casa. Al liceo. Al libretto delle giustificazioni
Si torna indietro nel tempo. Si scavano i tunnel.
come se noi, nati ultimi negli anni ´70,
non avessimo il diritto al presente nel presente.

Persi negli scroll alla disperata ricerca di un like
Noi che a stento sappiamo usare i computer.
Ci deridono il nostro far domande ai tarocchi.
Professionisti di niente. Dal cuore spezzato.
Quasi tutti soli. Divorziati. Leggermente incazzati.
Sparsi. In quel che resta della vecchia Europa.

Ci hanno insegnato mestieri fuori dal tempo.
E non ci hanno detto che guardare la luna per ore,
disegnare con acqua di mare sulla sabbia,
cantare stonati all´oceano, ascoltare il vento d´estate
non sono attivita´ sufficienti a farci avere uno stipendio
degno di un affitto delle case moderne.

Strozzati tra il mantenere le promesse, restare fedeli
e venire sistematicamente sottopagati.
Soffocati tra il vivere di corsa nella fuliggine della citta´
e il rifugio invisibile dello schermo piatto di Neflix,
Senza nessun nome ne´ definizione, tra le aspettative di papa´
e la paura di guidare. Restiamo ahime´ gli ultimi che ancora piangono sotto il getto della doccia. Mentre di la’ rosso crepita il camino.

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