Ecco a cosa somiglia Tempelhof!

Oggi due miei amici chiacchieravano tra di loro. Francesco dice: ma tu lo sai che Gorlitzer park era una stazione dei treni? Danny risponde: non mi stupisco, visto che Tempelhof prima era un aeroporto!
Berlino osservata un giorno di autunno dal centro di Gorlitzer Park sembra New York osservata un giorno di autunno dal centro di Central Park. Le proporzioni sono le stesse. Considerate le larghezze dei due parchi (entrambi lunghi e sottili, l’uno – vado per approssimazione – sarà largo 5 chilometri, l’altro 500 metri) i grattacieli di Manhattan sembrano alti uguale come i palazzi di Kreuzberg. Soprattutto quando la giornata è tersa come quella di oggi e la distanza (o la vicinanza) si trasforma in un dettaglio ottico. E mentre pensavo così intensamente a Gorlitzer, mi è venuto in mente che la forma di Tempelhof, il parco più bello del mondo, visto dall’alto sembra il profilo di un guantone da boxe. Un pugno nelle viscere della fighetta Schöneberg, scagliato dai quei zozzoni analfabeti di Kreuzberg!

tempelhof

Col cuore alla 34esima

Non che una mini sparatoria con due morti e nove feriti nel cuore di Manhattan valga più delle stragi di Aleppo o del dramma del Darfur. Ma… insomma, avete presente Montale quando dice “ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale e ora che non ci sei è un vuoto ad ogni gradino”? Tipo quella sensazione lì, mi sento.
Io la 34esima l’ho percorsa milioni di volte, sempre col cuore in gola, in attesa di vedere di che colore Bloomberg ci aveva colorato il pennacchio dell’Empire. Una volta blue, poi bianco, poi arancio.
Fino al rosso del sangue di oggi, di due poveri cristi, ennesime vittime e carnefici di colpe non loro. La 34esima resta la strada più bella. Quella del vanilla coffee, del donut take away, del Village voice al mattino. Quella dei negozi vintage, del profumo di crauti e hotdog e della fermata della M alla sera. E l’Empire ne è il re. Per questo poi alla gente gli girano i coglioni quando altra gente stronza si mettono a sparare alle 9 del mattino.

Continua a leggere “Col cuore alla 34esima”