Mi vorrai, quando mi vorrai.
Nello sciabordio di pietre laviche intarsiate di gemme, su spianate di pomice da dove orizzonti metallici, lattiginosi carta di zucchero, molteplici, si fondono.
Mi vorrai, quando mi vorrai.
Nello sciabordio di pietre laviche intarsiate di gemme, su spianate di pomice da dove orizzonti metallici, lattiginosi carta di zucchero, molteplici, si fondono.
Non sono riuscita a dire neanche una frase come andava detta.
Con te al mio fianco, il tuo odore, il letto, miincartoemiincartoemiincarto
I do love you in questa estata freddissima. E di nuovo: miincartoemiicartoemiincarto.
Fame di tregua
Fame di silenzio
Fame di invisibilita’
Sparire non-sparire
Esistere in quanto pelle respiro cuore
Sentire non-fare
Sentire non-giostrare
Sentire non-pensare
Esistere in quanto pelle respiro battito
Vuota di rumore
Piena di presenza
Io Regina dell‘assenza

(According to your narrative
According to your narrative
No: According to YOUR narrative)
La grana del mondo globale si scioglie
Trattati infranti,
cerimonie nunziali nascoste.
Scuole sorrisi e stragi,
corpi appesi alle macerie del palazzo bombardato.
(According to your narrative
According to your narrative
No: According to YOUR narrative)
La grana del mondo globale si scioglie
Una sera d’estate
Nel vecchio aeroporto della città spezzata
L’anima tagliata in due mille kalpa fa,
Trovo’ l’altra se stessa.
Da quell’istante
Le mani danzanti cominciarono a cercarsi,
Si aziono’ il codice della parola verbalizzata,
Che condusse gli amanti a generare albe e poesie
Poi venne la primavera
E la sete si fece talmente profonda
Da costringere le due bocche
A diventare sorgente.
Cavità ascellari si trasformarono in rifugi antiatomici
Lenzuola di cieli stellati si fecero sudari
Letti sospesi subirono metamorfosi,
Scoprendosi nuvole (7).
Tra cicatrici, AGERE CONTRA, e sorrisi
Le due parti dell’anima,
Che pure erano state brave a imparare a bastarsi da sole,
una volta trovatesi, nessuno spazio tra loro fu più possibile
Così mano nella mano, fino all’ultimo giorno
Verso pontili di cave di pomice,
Alla scoperta di vulcani e carceri di resistenza,
Crebbero le mezze anime, in marinai di buona speranza

Gli amanti non ancora amati,
amandosi profondamente
per tre mesi con migliaia di parole,
Attraverso oceani porti dune e redazioni,
Stavano per incontrarsi.

Ognuno con i suoi tempi
Con la sua storia
A riappropriarsi dei mezzi di produzione di massa
Ballando al Kitkat
Ore di parole che sembrano non bastare mai.
La sostanza di un sentire rannuvolato nel nostro tatto.
Eccoci arrivati alla settimana degli abbracci.
Portami, o nave dell’alba, al più presto i suoi occhi
Stiamo. Finalmente l´un sull´altro distesi,
Con i corpi in silenzio. Pure le apnee e le guerre rimarranno sospese.

Tra un risveglio e un altro,
nelle immense notti medievali
I baci saranno così numerosi,
da farci stancare.

Sorvolando la conoide sottomarina del Bengala occidentale.
Nella notte lunga. La luna è piena. Nei nostri segni: i nostri sensi, i nostri sogni.

La mia mano sul corpo
Scivola
Disponendolo
Alle tue
Dei pessimi venti neri che ventono sul nostro oggi, restiamo nudi in attesa, attraverso mezzo mondo di mare.
Nella mia testa ti parlo senz’ombra. Ho giurato il silenzio, spegno la fiamma e brucio di dentro. Che tanto fuori fa freddo.
Nel frattempo mi scaldo. Di un ingombrante sentire. Sfere intense i miei polpastrelli. Arriverà l’estate fatta di baci e di pelli.
Socialdemocrazia e quel dissenso essenziale. l’Unione Sovietica ci parla al contrario. E’ la fine dell’era dal cielo basso. Io aspetto te , fino al collasso.