Tra amore e incesto al Theatre lab, NYC

Al centro della scena c’è un grande cuore fatto di filo. Un filato di iuta pulita e molto spessa. Il cuore, non quello di San Valentino, quello dei libri di anatomia, sembrava una delle borse realizzate all’uncinetto dalle nonne. Un borsone bello grande.
E dai ventriloqui di destra e di sinistra, grande circolazione e piccola circolazione, partivano arterie e vene di iuta intelate pure loro.


Belle candide andavano a collegare da un lato il figlio-adulto, dall’altro la madre-ragazza. Lei leggeva col pancione le poesia al suo bambino. Il bambino di là già quarantenne si dimenava nella placenta.

Poi il bozzolo – crisalide 😉 – si rompe. Il grande ventre della donna si sgonfia. Mamma e figlio si scoprono si guardano si toccano si amano si baciano per anni, decenni, secoli.
Lei non invecchia mai e resta la più bella donna della terra, lui diventa uomo nell’animo. Mamma e figlio finiscono col fare sesso. Almeno questo è quello che vogliono.


Da Sofocle a Freud la storia non cambia. I desideri sessuali hanno origine proprio lì dove la vita comincia: dalla vagina della donna che ti ha generato. E quindi sei destinato ad amarla e a soffocare per sempre il desiderio di possederla.
E lei che sa di avere l’immenso potere, ti tiene al guinzaglio. Ti tiene agganciato al ventriloquo del suo cuore, ti tiene legato direttamente all’ombelico (sempre con la corda fatta di iuta intrecciata).
La frustrazione però si farà insopportabile. E a quel punto deciderai di tagliare quella corda. Sarà lei, la tua bellissima mamma a rinchiudersi di sua iniziativa nella placenta che ti ha avvolto, quando l’età e gli anni non esistevano ancora. Tu scegli la libertà. Lei sceglie di sparire nel bozzolo. E da ora in aventi, il dolore della separazione sarà ancora più forte della frustrazione.

Questo per sommi capi quello che avreste potuto vedere nello spettacolo di arte contemporanea di musica teatro danza pittura e arti visive allestito il 22 febbraio al Theaterlab a New York dal titolo orrendo Heart Wommmen 3.

Il re della performance Monsier Jacques Perdigues, da Parigi. Io sono uscita in lacrime dallo spettacolo. Se potete, fatevelo spedire in Italia.

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