20 milioni $ per un Basquiat (che vi avevo detto?)


Insomma, chi legge crisalide d’aria sa che ho una simpatia particolare per Jean-Michel Basquiat: un po’ ragazzo i strada, un po’ figlio di papà, appassionato filoso e graffitaro di New York, clochard per scelta, don giovanni ed eroinomane per necessità. Bravo con i colori, bravissimo con le scritte, eccezionale con le idee. Le sue opere sono introvabili. Pure perché essendo crepato giovane giovane (27 anni), nonostante la sua spiccata produttività, non è che avesse avuto tempo di far girare tanta roba.
Risultato? Sta per andare all’asta il Pescatore (questo qua). Il 14 novembre da Christie’s. Si dice che saranno battuti tutti i record: 20 milioni di dollari per un pezzo soltanto. Quanto 20 attici belli in piena Milano, 10 a Londra, 5 a Manhattan.

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La notte del Basquiat

La notte del Basquiat è arrivata. Dalla Annina Nosei Gallery di New York (1981) passando per il maggiore museo di Israele, fino ad arrivare alla sede di King’s Cross di Christie’s a Londra. Nessuno si sbilancia ma per questo Senza titolo di Jean-Michel si attende un incasso minimo di 20 milioni di dollari. Secondo me sforiamo tutti i record. Vedremo che succede il 27 giugno sera.

Campiture, rettangoli, suicidio. E Rothko va a ruba

Rothko, record da Christie's
Rothko, record da Christie’s

Eccone un altro. A meno di una settimana dal record incassato da uno dei 4 Urli di Munch in casa Sotheby’s, il concorrente Christie’s vende un Marc Rothko dal titolo “Orange, Red, Yellow”, a 87 milioni di dollari.  Conoscendo qualche commentatore pignolo del settore potrebbe essere che mi senta dire “e vabbé, allora vuol dire che Rothko è una pippa (tradotto: vale niente rispetto al norvegese)”. Facendo due calcoli direi proprio di no. Quei milioni di dollari spesi per un po’ di canapa colorata, restano una cifra enorme che equivalgono a circa 87 attici nel centro di Milano. Per dire.

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