Lupin ruba (e poi restituisce) il Don Giovanni di Dalì


Hanno rubato un Dalì. Precisamente il Cartel des Don Juan Tenorio, realizzato nel 1949, del valore di 150 mila dollarazzi.
Il Cartel in questione era la locandina (Dalì è quello che ha disegnato l’incarto delle Chupa Chups. Sì, i lecca lecca) di una delle mille riedizioni teatrali del Don Giovanni. Nella fattispecie Dalì prestò la sua sapiente matita all’opera drammaturgica di José Zorilla (1844), quella che ricalca più fedelmente la versione numero uno del Don Giovanni. Ovvero: Il seduttore di Siviglia di Tirso de Molina (1630).
Martedì sera succede che la Venus gallery, Upper east side, Manhattan, New York, era in festa. Immaginate un opening con tanta gente, discreto champagne, finti sorrisi, e molti soldi.
Arsenio Lupin resta a fissare Don Juan Tenorio per un po’. Un po’ troppo, direi. A un certo punto, con leggerezza felina fa scivolare il dipinto nella borsa e, inosservato, se la dà a gambe.
La polizia lo sta cercando, grazie anche a un identikit ricavato dalle immagini delle telecamere e circuito chiuso che si trovano in strada. Il problema è che siccome pare che l’opera fosse patrimonio personale del proprietario della Venus, è probabile che non fosse assicurata. PS Meno di una settimana dopo, il 30 giugno successivo, l’impavido Lupin ha restituito la refurtiva via pacco postale.

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