Canzone Pop

sole_in_acqua
Nel momento esatto in cui il ragazzo siriano dai polpastrelli screpolati,
infilò, senza bussare, i suoi occhi nel suo cuore,
gli aerei cominciarono a cadere al suolo e le navi affondate a riaffiorare in superficie.
Doveva essere successo qualcosa di grosso.
Anche la radio che trasmetteva dal pianeta M, si spense all’improvviso.

(gli occhi del siriano erano rimasti incastrati nel cuore di lei)

In quei minuti al ritmo di Popplagið
nel paese dei gatti,
una donna di mezza età
vestita per bene,
raccoglieva i vuoti di bottiglie da terra
per buttarli
senza motivo
nei cassonetti dell’immondizia
Suo figlio, a cui aveva vietato di guardare la tivù,
costruiva torri gemelle con i regoli.
A lui non importava
che di lì a poche ore
sarebbe nata una sorella
che,
da come aveva capito,
aveva il cuore a destra
e tutti gli organi a sinistra.
Suo padre, cha lavorava in banca,
avrebbe dovuto bonificare il cervello a sua madre, anzicché l’assegno di divorzio.
Pensava, abbattendo divertito le torri giocattolo.

(gli occhi del siriano erano rimasti incastrati nel cuore di lei)

Poi la canzone Pop, scritta in con una lingua inventata in Islanda, riprese a suonare.
Il Paese dei gatti scomparve,
i missili ripresero il loro viaggio verso la striscia,
mentre un aereo parcheggiato ad Amsterdam
si stava preparando per portare il cuore di lei nella grande casa tinta di bianco.

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