Come muore il mare

Galleggia lo specchio che sta sul mare. Riflette il sole che sta nel cielo. Lava via il sale dietro le rocce scavate dal vento. E qui difatti che il mare si è scavato la tomba come stabilito cinquemila anni fa dall’alto sentato dei gatti di Jaffa Guarda che se non odi il prossimo tuo come te stesso muori, gridava al mercato il venditore ambulante di Gerusalemme E fu così che non potendo odiare nessuno, il mare morì sprofondato 450 metri sotto la terra santa. Continua a leggere Come muore il mare

La poetica dei ratti e delle banane (Here the last Bansky)

All’uomo che ha ucciso una cabina telefonica inglese, che ha tolto le pistole dalle mani dei cattivi di Pulp Fiction e le ha sostituite con delle banane, all’artista di Bristol che nessuno sa chi è che è riuscito a tappezzare i muri di Londra di tanti piccoli ratti (ART come anagramma di RAT e RAT come anagramma di ART), a colui che ha preso per culo gli israeliani, dipingendo sul muro che divide Gerusalemme la vita vacanziero-caraibica dei vicini mal tollerati palestinesi. Al ragazzo di strada che ha poco più dei miei anni che ha rivisitato la Santa Teresa del … Continua a leggere La poetica dei ratti e delle banane (Here the last Bansky)