La caducità si fa un tuffo in piscina (che però è vuota)


Tracce di rossetto sui mozziconi di sigarette, tappeti di sterpaglie bruciacchiate che un tempo erano foresta, o sagome tenui di noi stessi che sembrano fantasmi che vediamo ogni volta che un autobus ci attraversa la strada, ma che poi, di colpo, dimentichiamo. O ancora: il relitto di una piscina olimpionica.
Questa è la poesia di Robert Montgomery, artista anglosassone che si è conquistato quattro mesi in vetrina alla Neue Berliner Räume, con l’esibizione dal titolo Echoes of Voices in the High Towers.
Montgomery cerca luoghi meravigliosi, trova parole per descrivere queste post-situations, dopo di ché scrive con caratteri fatte di luce, asticelle fatte di led. A volte inquadra il tutto nello spazio di una gigantografia pubblicitaria.
Scrive cose tipo questa: ALL OUR SPLENDID MONUMENTS / LIPSTICK TRACES ON A CIGARETTE / THE LIGHT COMES UP ON ONLY LAND / FOREST HERE ONCE / FOREST HERE AGAIN.
O questa: THERE IS NO HISTORY HERE / WE SEE GHOSTS OF OURSELVES PASS BY ON THE SIDES OF BUSES/ AND WE REMEMBER NOTHING,
O ancora questa: PEOPLE YOU LOVE/BECOME GHOSTS INSIDE/OF YOU AND LIKE THIS/YOU KEEP THEM ALIVE.

Alcuni suoi lavori sono esposti alla Neue Berliner Räume. Ma tutta la città si è inchinata al poeta visuale. Molti spazi pubblicitari stanno accogliendo i suoi led, mentre una piscina dimenticata dell’ex aeroporto di Tempelhof (la foto in apertura) dove scorsa settimana hanno deciso di impiantare la Berlin Art Week, è diventata la scenografia di ALL PALACES ARE TEMPORARY PALACES (‘mazza che botta di caducità umana con una frase luminosa su una piscina vuota, non trovate?) . Continua a leggere “La caducità si fa un tuffo in piscina (che però è vuota)”