Per piacere non bere/Please do not drink

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certe notti non è importante la lingua che parli
basta andare sui tetti. Dimenticare il dolore.
Gridare alle stelle. Non bere, per piacere non bere.
Perdersi. Non importa il freddo che fa.
Non bere, per piacere non bere. Perdersi.
Saltare di sotto. Saltare giù dal tetto.
Chiamarsi sole. Non vedere la luna.
Suonare il piano. E poi tacere
certe notti non è importante se vivi o se muori
basta stendersi a letto. Assecondare il dolore.
gridare al tuo cuore. Non bere, per piacere non bere.

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Metti la muta
prendi il fucile
vai a sparare
Non discuti.
La buoncostume ha vietato l’amore
Stai molto attento, avverte,
che il venerdi’ ti tirano le biglie.

BAM BUM BAM BAM
E scoppiano le bombe

No ti prego ora non farti vedere che piangi.
Continua sparare.
Verra’ il giorno che farai l’amore col nemico.
Hai la mia parola.

Ti prego ora asciuga quegli occhi di cristallo,
arrivera’ il vento
portera’ via il gas
e l’aria sapra’ di gelsomino.

BAM BUM BAM BAM
Cala la notte, cala il silenzio

FInalmente e’ di nuovo sabato
Paghi il sovrapprezzo
Scappi via dall’inferno.
Ora non piangi piu’.
Dimentichi il fuoco dimentichi l’odio.

Ti rifugi in spiaggia.
A contare le biglie,
e mentre giochi con la sabbia,
appare l’unicorno
vestito da grande granchio azzurro.

Della morte, solo un’ombra sul cuore.
del gas, solo un mal di testa.

Palestina

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L’aria densa, e la polvere.
Se piove, solo rivoli sporchi.
Ai topi,
ci han gia’ pensato i Gatti morti.
Che non sono belli né conoscono pace.
Regalano pulci, e sono voraci.
Del profumo di bucato, solo un ricordo.
E’ ora del pranzo.
scordatevi le vitamine che a merenda arriva il gas.
Poi Redbull, poi male alla testa, poi basta.
Nei vicoli stretti ancora
sangue di oggi, pane di ieri, sigarette di sempre.
E tutte le biglie della città.
Se solo avessi una fionda
tornerei bambino.
Correrei ridendo
contro l’invasore,
in tasca tante biglie.
E dopo una secchiata d’acqua.
A ridere a crepapelle.
Solo per dimenticare.
Che la guerra e’ bella e sa fa male.

Polvere

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Voi potreste dirmi: Si’ vabbe ma se la sono cercata.
sono loro che vanno a rompere i coglioni ai soldati e tirano le pietre.
E i soldati di conseguenza sparano.
Ma per tirare le pietre mentre ti tirano i lacrimogeni,
devi avere una volonta di ferro
Devi essere molto arrabbiato.
Io lo sarei se le mie figliolette, piccole piccole, due e un anno ciascuna,
fossero malate croniche, perche’ nel campo dove vivono da quando qualcuno ha rubato la terra del nonno – che era bella, profumava di fresco, di mare, di olive e limoni – l’acqua e’ poca e sporca,
l’aria puzza di marcio, a pranzo certe volte c’e’ solo polvere.

Il mio caro angelo (Aylan)

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E se quel bambino col muso rivolto nella sabbia,
sulla spiaggia, a qualche chilometro a sud da qui,
mi avesse carezzato il collo con i palmi rivolti al cielo,
come un amante, come una madre, come il vento,
mi sarei di certo sciolta in lacrime nel mare.
E se quel bambino prima di perdersi nell’acqua,
avesse saputo chiedere a dio di diventare luce
nel cuore della gente che muore,
in molti in questo preciso istante farebbero l’amore.
E se quel bambino avesse avuto una carta verde in tasca,
e non una karter emozionale sotto pelle,
probabilmente oggi sarebbe sobrio, non affogato.
E se quel bambino fosse morto di proposito, nel giorno del tuo matrimonio,
per liberare me dalle catene del mio io.
E se qual bambino fosse già angelo prima di diventarlo.
Per rendere noi, fino a Budapest, mondo migliore.