Avete voluto la bicicletta? (Ai Weiwei @ San Gimignano)

A woman looks at an art installation by dissident Chinese artist Ai Weiwei during a media preview in Taipei

E ancora una volta Ai Weiwei ha dato prova di essere un genio. Nel suo ultimo lavoro dal titolo Staked – 160 biciclette impilate l’una all’altra come un unico corpo meccanico alla Galleria Continua di San Gimignano (sì, la piccola San Gimignano di Siena contro il gigante cinese) – se da un lato riflette sul cambiamento sociale del Dragone, dall’altro polemizza contro le ossessioni bio e green dei radical chic occidentali. Non che mangiare bio o andare in bici faccia male, ma si rischia, ecco la genialata dell’artista, di trasformare la bici nel simbolo di uno stile di vita in cui non si crede veramente.
Fino a qualche decennio fa la bici rappresentava, senza troppe pretese, l’unico vero mezzo di trasporto di miliardi di musi gialli (e lo è ancora per chi non ancora mai visto l’asfalto in vita propria). Oggi, con troppe pretese, la bici è diventata l’orpello più ostentato di coloro che camminano scalzi, mangiano tofu, hanno più amici cani che umani. Insomma i poveri si comprano la macchina, i ricchi la bici. E il mondo ancora una volta, dà prova di funzionare al contrario.
PS l’installazione a San Gimignano dura fino al prossimo 16 di febbraio.

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Do not forget Tienanmen

Stuart Franklin – Magnum

4 giugno 1989. Ventitré anni dopo la Cina è diventata il secondo Paese più ricco del mondo che con DUE MILIARDI di cinesi al suo interno, tiene in mano le redini del pianeta. Compra l’Africa, compra euro se le va, uccide decine e decine di migliaia di feti femmine ogni anno.
Piazza Tienanmen è il simbolo di Pechino che è capitale del Dragone.
Piazza Tienanmen è il simbolo di una protesta contro la dittatura andata male: 200 morti secondo il regime, 800 vittime secondo la Cia,  3000 secondo la Croce Rossa. Diecimila secondo le madri dei ragazzi ammazzati. Copio e incollo quanto scritto da Pio d’Emilia (corrispondente Skytg24 Giappone) oggi su Facebook: “Oggi, come al solito, nessuna manifestazione, nessuna pubblica commemorazione, a Tienanmen. La piazza è aperta, come tutti i giorni, ma si deve passare attraverso i checkpoint della polizia. Altri poliziotti, in borghese, presidiano la piazza, pronti ad intervenire al minimo tentativo di tirar fuori uno striscione, mostrare un cartello”. Crisalide non dimentica. Con una foto di Stuart Franklin.

The Wei ahead: dopo i semi di girasoli, arrivano i granchi giganti

Ai Weiwei e i suoi semi di girasole alla Teta Modern di Londra

E’ passato un anno da quando Ai Weiwei è stato bloccato dalle autorità di Pechino in aeroporto per evasione fiscale. La sua partenza, dissero poi le autorità, poteva potuto mettere in pericolo le sorti del Dragone (Ammazza!)
Così per 81 giorni è stato costretto agli arresti domiciliari sorvegliato giorno e notte. Ammanettato a una sedia è stato sottoposto a circa 50 interrogatori e i militari gli ponevano sempre la stessa domanda: “Qual è il tuo mestiere?”.
“Artista”, faceva lui. “Chiunque può definirsi artista”, replicavano loro, “Tu al massimo sei un lavoratore nel settore dell’arte”.

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Avrà pure un Pil superiore al Giappone…

E’ un periodo che mi faccio un sacco di domande sulla Cina. L’ultima – in ordine di tempo e nell’elenco che segue – mi è stata scatenata dalla lettura del rapporto 2010 sulla pena di morte “Nessuno tocchi Caino“.

1) E’ vero che quando tutte quelle persone lì cominceranno ad aver l’auto, il frigo, lavatrice, aria condizionata, manderanno in tilt la domanda e l’offerta energetica del Pianeta?

2) Come si può stare in fila in autostrada per nove giorni senza diventare matti? (avete idea del Ttt, del tasso-tolleranza-traffico del milanese medio nel mese di luglio in circonvallazione?)

3) E’ possibile che la Cina, per metà ancora nel Medioevo, produce più cose del Giappone?
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