Ceci n’est pas Mona Lisa

amor_mediterraneo
Erre moscia
fossetta sul mento
naso all’insù
occhi di gatto
zigomi rossi
Gambe calesse
bocca a cuore
figa a bocca
seni a coppa
vitina da vespa
capelli all’orientale
l’altra notte ho scelto di farmi violentare.
L’altra notte ho scelto di farmi del male.

La folle gelosia di Gala per Gioconda

Se Salvador Dalì si trovasse a realizzare un film su di sé, lo farebbe surrealista. Eccentrico barocco colorato fantasioso e ovviamente in 3D.
Potrebbe essere difficile distinguere episodi della sua vita realmente accaduti da quelli inventati. E il regista Philippe Mora, rispettando la presunta volontà del pazzo catalano, ha scritto la sceneggiatura di quello che promette di essere il prossimo capolavoro a tre dimensioni, The Surrealist. Ha immaginato, per capirci, che Gala, moglie di Dalì, abbia trascorso una vita intera a dannarsi di gelosia per una relazione presunta, immaginata e platonica, tra il suo uomo e (questa fa ridere) il modello che avrebbe posato per Leonardo da Vinci nella Monna Lisa. Schizofrenia al quadrato.

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Rudavsky come Méliès: se l’eclettismo funziona

Non troppe ore fa ho visto l’ultimo film di Martin Scorsese Hugo Cabret: bei colori bella la stazione di Montparnasse e ovviamente bellissima Parigi.
Se c’è lei tutto attorno il film viene bene comunque pure se, come nella fattispecie, la favola è un po’ noiosa. Un altro elemento a favore, Hugo Cabret, ce lo aveva.
Sono stata costretta a ricordare un uomo che ha fatto la storia del cinema che io avevo completamente dimenticato: monsieur Maries-Georges-Jean Méliès, o George Méliès e basta.

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