
Bolle di Antares



certe notti non è importante la lingua che parli
basta andare sui tetti. Dimenticare il dolore.
Gridare alle stelle. Non bere, per piacere non bere.
Perdersi. Non importa il freddo che fa.
Non bere, per piacere non bere. Perdersi.
Saltare di sotto. Saltare giù dal tetto.
Chiamarsi sole. Non vedere la luna.
Suonare il piano. E poi tacere
certe notti non è importante se vivi o se muori
basta stendersi a letto. Assecondare il dolore.
gridare al tuo cuore. Non bere, per piacere non bere.


Il lago nel ventre
ha fatto centro.
Cuoricino tu batti,
mai nessuno così dentro
energia mi strazi
energia mi prendi.
Sole nel parco
è diventato niente
rami voi crescete
in grande circolazione
piccola circolazione, poi
vi divedete.
L’amore nel cuore
è diventato acqua
di carta la barca,
galleggia nell’anca.
I tuoi occhi papà
sono di nuovo qua.
I tuoi occhi papà
sono finalmente di nuovo qua.

E primavera sara’
anche l’ultima vera.
In questo marzo
Mimose conchiglie limoni.
Tutti a chiedersi dove ti sei nascosto.
Sei dall’altra parte. Dicono i mostri.
Ma i desideri tuonanti
gli occhi rugosi
le mani presenti
sono tutti assenti
I laghi ghiacciati
dei nostri cuori
se ne stanno fermi.
Il sole non basta
neanche al solstizio
Le lune piene, sono vuote.
E primavera sara’
anche l’ultima vera.
In questo marzo
Sono quella dalle emozioni extreme,
dai numeri dispari,
dalle sveglie inutili.
Il numero uno, se ne andato
Allora ho scalato. Il monte.
Cantato agli uccelli. Bianchi.
Tagliato il cielo. Le foglie.
Scendi via da lì,
la guerra è finita,
vai a cercare. il tuo cuore,
correndo di notte
a spaccare citofoni
senza promesse
di lago nel ventre.
Bello il vestito.
Sei Freddo.
Mi piace che ridi.
La Neve.
Ottone sul marmo.
Il vento.
Vestita di Nero
ricomincio a fumare.
Affamata dal seno
combatto la noia.
Sono quella dalle emozioni estreme,
dai numeri dispari,
dalle sveglie inutili.
Oggi imparo a sentire di meno..

Piccole stelle di cristallo
aveva deciso il cielo
di regalarmi,
nel giorno in cui
non per tua scelta
sei andato a distenderti
di fianco a tuo padre.
Freddo sei freddo
bello sei bello.
Torna ad essere acqua
Inseguo la tua voce,
dietro al carro in fiore.
Finalmente, mi dice, sorridi,
niente piu’ sangue, niente piu’ guerra
questa volta e’ finita
fai ciao con la mano
mi tocchi i capelli
il respiro rallenta
lei si appoggia sul cuore
il tempo di un soffio
lo spazio immenso del mare
non c’e’ piu’ nulla da fare
Libera l’anima tua
ritorna a volare.
Torna a essere acqua.
Acqua di Mare
BAM BUM BAM BAM
E scoppiano le bombe
No ti prego ora non farti vedere che piangi.
Continua sparare.
Verra’ il giorno che farai l’amore col nemico.
Hai la mia parola.
Ti prego ora asciuga quegli occhi di cristallo,
arrivera’ il vento
portera’ via il gas
e l’aria sapra’ di gelsomino.
BAM BUM BAM BAM
Cala la notte, cala il silenzio
FInalmente e’ di nuovo sabato
Paghi il sovrapprezzo
Scappi via dall’inferno.
Ora non piangi piu’.
Dimentichi il fuoco dimentichi l’odio.
Ti rifugi in spiaggia.
A contare le biglie,
e mentre giochi con la sabbia,
appare l’unicorno
vestito da grande granchio azzurro.
Della morte, solo un’ombra sul cuore.
del gas, solo un mal di testa.
L’aria densa, e la polvere.
Se piove, solo rivoli sporchi.
Ai topi,
ci han gia’ pensato i Gatti morti.
Che non sono belli né conoscono pace.
Regalano pulci, e sono voraci.
Del profumo di bucato, solo un ricordo.
E’ ora del pranzo.
scordatevi le vitamine che a merenda arriva il gas.
Poi Redbull, poi male alla testa, poi basta.
Nei vicoli stretti ancora
sangue di oggi, pane di ieri, sigarette di sempre.
E tutte le biglie della città.
Se solo avessi una fionda
tornerei bambino.
Correrei ridendo
contro l’invasore,
in tasca tante biglie.
E dopo una secchiata d’acqua.
A ridere a crepapelle.
Solo per dimenticare.
Che la guerra e’ bella e sa fa male.

E se quel bambino col muso rivolto nella sabbia,
sulla spiaggia, a qualche chilometro a sud da qui,
mi avesse carezzato il collo con i palmi rivolti al cielo,
come un amante, come una madre, come il vento,
mi sarei di certo sciolta in lacrime nel mare.
E se quel bambino prima di perdersi nell’acqua,
avesse saputo chiedere a dio di diventare luce
nel cuore della gente che muore,
in molti in questo preciso istante farebbero l’amore.
E se quel bambino avesse avuto una carta verde in tasca,
e non una karter emozionale sotto pelle,
probabilmente oggi sarebbe sobrio, non affogato.
E se quel bambino fosse morto di proposito, nel giorno del tuo matrimonio,
per liberare me dalle catene del mio io.
E se qual bambino fosse già angelo prima di diventarlo.
Per rendere noi, fino a Budapest, mondo migliore.