Scaccomatto (2021)

L’inganno del gioco di me che guardo

E di loro che per loro tutto dura così poco

Generali di eserciti di centinaia di farfalle

Nello stomaco a saltare come se dentro ci fossero le molle

E certo che il vento non ha l’ombra

E certo che l’ombra non fa rumore

in questo programma si ripete una specie di errore

qui mi chiamo (esclusivamente) mamma mamma

(Reagisco) Maledetto cappio dramma, elettrocardiogramma

Queste parole stese al sole sole

Una vita appesa al chiodo ruoto

Mille pensieri francesi mal spesi

Un solo destino – tre steli – un lungo cammino

Si chiude l’anno del maestoso riscatto

Scaccomatto scatto leggera come un gatto

Scivolo affusolata nel mio nuovo ritratto

Mi sciolgo consumata nel mio ultimo autoscatto

Blade runner

L’ecosistema di sistema, che sistema le cose

Collassa (to be Continued)

La ballata delle slitte

Tutte strette
per mesi in cantina
(STANNO) 10 milioni di slitte

Tutte contente (ESCONO)
allo scoperto di Berlino
nella sua veste più carina

nell’ora blu
tanto bianco di primo mattino

(SUONA) la sveglia del nascondino


Niente scuola ne’ colazione
i nostri bambini (DIVENTANO) gli alleati
della vera rivoluzione

I rifugi al parco
la guerra di neve
discese stratosferiche
(PRENDONO FORMA) in questa città dalla nuova metrica


Inverno

Ricordo ancora il sole,
a novembre le lacrime sul mio balcone
ricordo la tremenda verita’
di quel ultimo dicembre di sei anni fa.


Vorrei poter non dover commettere sempre gli stessi sbagli,
Potrei a questo punto non dover commettere di nuovo gli stessi sbagli;
Ma le persone muoiono, cambiano, se ne vanno.
E lasciano un vuoto tiranno, stalattiti d’oro e tanto affanno.

Sento dire in continuazione:
bisognerebbe vendere, comprare, aumentare la produzione.
E di restare, fermarsi, disfarsi definitivamente delle munizioni?
quello – stano – a nessuno viene in mente. Maledizione

E no, non avevi gli occhi blu, tu
E sì. Quel tramonto rimarrà il nostro eterno dejavù
La tua voce come una scheggia ancora in testa riecheggia
Vestita di nero, d’inverno, il cimitero sembra ancora più vero

Le case di quel paese lontano, sono nidi di vespe al contrario.
Poco più a Sud, nel mare, un’immensa tomba liquida, celeste.
Niente di strano se da lì te ne sei scappato,
niente di strano se io lì non ci sono più tornata

Per rabbia

  1. Per rabbia
  2. Correrei
  3. Di corsa
  4. Tutta-notte
  5. Per i non-boschi di Wedding.
  1. (E lo so benissimo che noi con l’anima addosso moriamo più spesso) * Emily Dickinson
  1. Addestrata
  2. da decenni
  3. alla fame
  4. mi godo
  5. i miei trecento tramezzini, di rame
  1. (E so altrettanto bene che le vite sono due: una ad occhi aperti, una ad occhi chiusi) * Federico Fellini

L‘eterna arringa

Il problema è che a un certo punto non sai più come dormire

Stanca, sei stanca. Stanca morta per la precisione

Poi ci sono quei tre pensieri ossessivi. Climax. Diventare

E due bambini che a momenti voglion fare colazione

Spegnersi, a questo punto, non è più un’opzione.

La luna piena va in conflitto con le ovaie

Novembre fuori si mangia la luce delle foglie

Lei nel frattempo presto diventerà sua moglie

Mentre appoggio un giglio bianco sul sagrato del tribunale

Tutta notte eterna arringa, per difendersi dal male

Un numero di ore pari a 24 moltiplicato per 365

Il tempo trascorso a decifrare questo male

Mele. Miele. Mole. Antonelliana. Italia gentile

Sottile, con stile, virile. Germania cattiva paternale canaglia

Il giorno dopo eterna arringa per difendersi dal male

Quartieri a casaccio

Come fa il tempo a essere sprecato,
se dopo cinque anni di digiuni (veri!)
salti in sella alla bicicletta più bella, corri come una gazzella
ti tuffi nel buio, fendi il ghiaccio, corri veloce per quartieri a casaccio?

Da qui dove ora mi trovo, sono lontani tutti i massaggi,
i mesi, gli anni e i compleanni. Scappo indietro nel tempo
a salutare un occhio-fotografo dal sorriso gioviale.
Correva anche lui. Veloce. La vita se l’è trascinato nel canale

Stando a tremende leggende di questa città
stretta tra monti, pirati e cieli stellati
con al centro un castello, tutto fiorito,
di tre chiese una, si entra scendendo tre scale, tanta luna molta sfortuna



Africa

Un viaggio eterno

Dal Ghana al disarmo

Dell’io – mio dio – che decide l’addio

Per finire nelle stanze dell’Europa del nord

A togliere di mezzo gli ostacoli con GOD

Pregando – si fa per dire – di non avere pensiero

Nei fatta di strada, amico, dall’Africa forestiero.

Dopo aver brindato con litri di vodka

All’attracco in Italia, la costa
La barca era stretta
il mare immenso
i giorni fuori eterni
la fame interna eterna

Scampato per un pelo alle prigioni libiche,

Eccoti oggi a tendere la mano alla bambina Lirica

Autoritratto

Le donne di luna hanno frangia e capelli lunghi
Un tatuaggio sull’indice destro in asse perfetto con le loro figlie dalla pelle fragile
Le donne di luna sono belle anche in quarantena
Bravissime a piazzare detonatori nei i tribunali minori
Le donne di luna se urlano, fanno tremare voi uomini
Salutano scivoli e nuvole, guardando le foglie diventare
Addosso una maschera, senza rossetto, la corrente risalire
Le donne di luna i quarant’anni ce li hanno scritti nel cromosomi
Oggi oggi domani domani aspettano il vento, sedute di fianco

Just Stay

Cadi leggera stella croccante
Just stay
Felice saltella, grida l´amante
Just stay
Il bianco infinito della neve brillante
Just stay
Cerca la pace, sotto la coperta ardente

Turbamento

E poi c’è la notte dell’ insonnia

Dove a nulla servono la preghiera e l’oro delle foglie

Tra pioggia e vento d’autunno, si infiltrano mille pensieri canaglia

Tutto scorre da un anno in questo corpo vuoto niente amore

Il trasloco la scuola in questa enorme città senza lavoro

Dicono lavate i cristalli che è luna nuova in scorpione

Tutti a correre, raggiungere traguardi che arriva la promozione

E mentre giù in Italia impazza l’uragano e muore lo stagno

noi respiriamo lenti gli oli essenziali a mollo nella vasca da bagno.

E mentre i nostalgici dell’ecstasy stanno in fila controvoglia per farsi il vaccino,

40 anni fa un uomo baffuto che rideva spesso, comprò per due soldi una palude dal vicino

Per piantare mille alberi, drenare il mare, coltivare l’uva, farne un buon vino.

(voce fuori campo)

Linee sugli occhi formano quadrati, accarezzano il sole e i ghiacciai malati.

ballare sul tetto, ballare per lutto ballare come se fosse un delitto

io nessuna lady, continuo a vivere sul mondo trascinandomi in punta di piedi

ancora un aereo ancora un compleanno se non fosse per il karma penserei all’ennesimo inganno

inverto le rime capovolgo il senso aspetto la sera, il turbamento

Scozia

Scappan le nuvole, scappa il vento
si infilano lingue d´acqua tra le rughe del mento

avrebbe tenuto tutto l´amore delle alte terre
in un giuramento scritto a fuoco sulla sua pelle

ma l´elettrocardiogramma teso lungo le spalle
prometteva un altro inverno senza farfalle

E´ la scozia mia grazia, e´ la voglia mai soddisfatta di viaggiare nel tempo
che proietta fate, incanto e delizia nel firmamento.

(A bassa voce)

(E´ la scozia mia grazia, e´ la voglia mai soddisfatta di viaggiare nel tempo
che proietta fate, incanto e delizia nel firmamento).