Mare & tomba

Ancora un’altra tomba. Sta nel mare. Racchiude tutti i sogni, di tutti i viaggiatori che contando le monete, guardavano in Tivù la loro vita che mai più. Loro, chiusi nella stiva, inghiottono i respiri si scordano di piangere respirando acqua e sale. Nel silenzio sinistro, delle notti di primavera, sopra le stelle senza luna, sotto tra corpi danzanti e capelli pesanti. IContinua a leggere “Mare & tomba”

Crisalidi in casa teatro

Quella sera all’ultimo piano della casa teatro gli umani spostarono il loro cuori al centro del cerchio. Le farfalle accorsero a dozzine dalla torre delle televisioni per tessere manti di crisalidi attorno a ciascun cuore. Ma una forza magnetica pari al dolore dello spazio dei tre in mezzo agli accenti dei quattro, le tenne lontane. I cuori privi crisalidi stavano soffocando,Continua a leggere “Crisalidi in casa teatro”

Freundinnen

Le amiche dall’anima latina se potessero di nuovo sposarsi si sposerebbero nella stessa chiesa l’una accanto all’altra. Accennando un sorriso senza dire una parola il prete le benedirà. Lui di sicuro avrà capito. Chi loro, le amiche, sono. Cosa loro, le amiche, fanno. Come loro, le amiche, sanno. Inspitata da Sigmar Polke in mostra a Colonia.

Voglia di negativo

Al primo suono di primavera, gli amanti alla finestra diventarono blu dalla voglia. Non potevano più aspettare, rimandavano quel istante da una dozzina di kalpa. Qualche metro più in basso, alla stazione dei treni di Gorlizer Bahnhof, il tossico vagava stordito con addosso solo una voglia. Una voglia grande e pura come quando voglia si haContinua a leggere “Voglia di negativo”

Non mi concedo alcun stato di consapevolezza diminuito

Non sopporto l’arte della politica Non sopporto le manie Non accetto la coercizione, gli intrighi, la manipolazione Non perseguo distruzione e malcontento Non sopporto la guerra di un uomo contro un altro uomo Non distruggo l’anonimato di nessuno Non credo che esistano uomini che debbano mangiare più di altri Non vendo nulla che non siaContinua a leggere “Non mi concedo alcun stato di consapevolezza diminuito”

Trasmettitore di baci

Lascia il bacino oscillare, peso, baricentro, fuori centro tu Livio per piacere non cadere.  Il trasmettitore di baci cammina all’indietro tamburo i piedi contro la terra, ride se parli giapponese, affonda nel collo dell’orso sfiora il neo dell’amata regala rose di cartone per strada disegna il mondo con la punta del naso guarda curioso i lacci delle scarpe succhiandoContinua a leggere “Trasmettitore di baci”

Il cancro della paura (www.lettera43.it)

Originally posted on CRISALIDE D´ARIA:
Se ci fosse una Fukushima in Italia, gli italiani come i giapponesi oggi, dovrebbero convivere con un cancro, ancor prima di ammalarsi seriamente. Il cancro della paura. La paura di mangiare, di bere , di lavarsi, anche di respirare. Questo cancro non lo si aggira non mangiando broccoli e…