Amore di ossa e carne

spazio
Lo scheletro danzava
nel non ritmo del non tempo.
Occhi grandi,
sorriso eterno,
testa leggera.
A ginocchia molli,
avanzava.
A braccia spalancate,
voleva te.
se solo avesse potuto
quell’essere speciale,
raccontare l’armonia
di un amore di ossa e carne.

Crisalidi in casa teatro

crisalidi

Quella sera
all’ultimo piano della casa teatro
gli umani spostarono il loro cuori
al centro del cerchio.
Le farfalle accorsero a dozzine
dalla torre delle televisioni
per tessere manti di crisalidi
attorno a ciascun cuore.
Ma una forza magnetica
pari al dolore dello spazio dei tre
in mezzo agli accenti dei quattro,
le tenne lontane.
I cuori privi crisalidi
stavano soffocando,
quando il vento
spalancò le finestre
dell’ultimo piano della casa teatro
lasciando entrare decine di melodie
che arrivanano da Tucson.
I cuori ripresero a battere
nel terzo tempo,
nella terza stanza,
al buio del tramonto.

Le parabole di Kreuzberg

Gleichnisse des Gehirns, Watercolor and charcoal on paper, December 2014, Berlin
Gleichnisse des Gehirns, Watercolor and charcoal on paper, December 2014, Berlin

Era un giovedì
a Berlino si moriva dal freddo
si stavano ghiacciando le ali delle farfalle di tutta la città
a molti era stata revocata addirittura l’autorizzazione a volare

ma il regista, vestito di stracci puzzolenti,
quella sera, impazziva di gioia,
al solo pensiero che di lì a poco,
avrebbe mangiato pasta asciutta

E mentre chiacchierava allegro
con i moribondi di tutto il mondo,
la parabole di Kottbusser Tor
all’improvviso
si orientarono
verso Istanbul.

Ai Weiwei. Martin Goupius Bau. Berlino

aiweiwei
Per fare le cose in piccolo ha recuperato 6mila vecchi sgabelli usati dagli uomini e donne delle dinastie Ming e Quing (anche l’aristocrazia cinese sedeva su sgabelli, talvolta). E anche 3.500 preziose porcellane. Vecchie pure loro. Piazzate nelle 18 stanze da 3mila metriquadri della Martin Gropius Bau.
A partire da domani (ufficiosamente da oggi). Ai Weiwei a Berlino.
Qui qualcosa su di lui ❤ http://ineedradio.funkhaus-gruenau.de/wp-content/uploads/2014/01/crisalide4.mp3
Da ascoltare mentre preparate la cena, guidate, sognate.

Devo salutare una persona

lou reed

 

In Berlin, by the wall
You were five foot ten inches tall
It wasv ery nice
Candlelight and Dubonnet on ice

We were in a small cafe
You could hear the guitars play
It was very nice
It was paradise

You’re right and I’m wrong
Hey babe, I’m gonna miss you now that you’re gone
One sweet day

Oh, you’re right and I’m wrong
You know I’m gonna miss you now that you’re gone
One sweet day
One sweet day

In a small, small cafe
We could hear the guitars play
It was very nice
Candlelight and Dubonnet on ice

Don’t forget, hire the vet
He hasn’t had much fun yet
It was very nice
Hey honey, it was paradise

You’re right and I’m wrong
Hey babe, I’m gonna miss you now that you’re gone
One sweet day
You’re right, oh, and I’m wrong
You know I’m gonna miss you now that you’re gone
One sweet day, one sweet day

One sweet day
One sweet day, oh, one sweet day
One sweet day, baby, baby, one sweet day

Il mio primo carnevale

A parte un paio di sandali rossi sporchi di sangue abbandonati all’incrocio tra la mehringdamm e yorckstrasse, da chi, presumibilmente femmina ubriaca felice e danzante, a un certo punto si è tranciata il palmo del piede su una delle migliaia di bottiglie di birra spaccate per strada. Ecco dicevo, a parte questo, il carnevale delle culture ha superato le attese. Di fatto assomiglia a un carnevale di quelli che noi festeggiamo a febbraio-marzo, ma che Berlino per ragioni meteo preferisce posticipare a primavera avanzata. E ieri il sole c’era, il caldo pure. Tutto è andato come doveva andare. A parte l’imbarazzante carretto italiano (Tarantella lucana, mai sentita nominare) questa sfilata di mondi, rassomigliava più all’apertura delle olimpiadi che non all’inizio della Quaresima. Con una differenza: tutto era dannatamente autentitco e proletario. Colombia, Corea, Nigeria, Angola, Portogallo, Brasile, mondo vegan, mondo paleolitico, mondo bambino, mondo teenager, marinai e vallette, prostitute e casalinghe, turchi e italiani, alunni e professori. Tutti assieme senza nessun biglietto da pagare con una birra in una mano e il figlio nell’altra, a ballare felici tra Hermann Platz e Yorkstrasse. Migliaia e migliaia di persone senza l’ombra di un poliziotto. Das ist so Berlin.

Nein Mann (sorry for the Umlaut)

Ey komm shon
Es its Kaum mehr was los
Ich hab Kopfweh und der DJ spielt die ganga Zeit nur so Elektrozeug
Nicht mal was von David Guetta match er

Nein Mann! Ich will noch nicht gehe
Ich will noch ein bisschen tanzen
Komm schon Alter,
ist nicht noch so spat
Lass uns noch ‘n bisschen tanzen

Ey ‘na Susser
Wohl auch allein hier?
Genau wie ich.

Bist mir gleich aufgefallen
Voll Laser wie du abghest
Nur ist hier ja gleich Feieabends
Also ich bin noch gar nicht mude.
Aber vielleicht wenn du Bock hast
Ich hab ‘ne Wohnung gleich in der Nahe!
Wenn du willst, wir konten ja dort weiter tanzen.
Wenn du weisst, was ich meine
Oder will du etwa alleine nach Haus gehen?

Pass mal auf, Junge!
Hier ist langsam Feierabends
Also geh’ runder von der Tanze(flasche)
Ivh will nach Haus,
der Barkeeper will nach Haus
Und der DJ ist mude, horst du doch.
Mach ‘n bisschen halblang jeztz
Hol dir deine Jacke, schnapp dir deine Madels
Und geh nach draussen!
Also wir sehen uns nachste Woche weider.

Ey, Junge mir platzt gleich das Hernd
Wir schliessen! Abflugen jetzt!
Ey DJ, DJ, mach die Musik aus!
Nein Mann