Giornata splendida

Cade una stella,

Scende la notte,

Che giornata splendida,

Per lasciarsi morire.

Amore da prendere

Amore da dare

Amori finiti

E non aver più nulla da dire.

Sonno nudo,

Le sue unghie nel seno,

Dopo l’ennesimo pianto

Neanche una lacrima.

Sognando l’Islanda,

Che un tempo era mia casa

Sprofondo in un vulcano

A cercare cristalli.

Vento d’estate

E da dove viene la luce,

E da dove viene il cielo,

E da dove viene la pioggia, l’orgasmo, la luna.

E da dove vengono i bambini,

E da dove vengono le guerre,

E da dove arrivano gli aerei, le foglie e i colori.

E come si chiamano i libri,

E come piangono gli attori,

Di cosa sono fatte le biciclette, gli oceani, il sangue.

E perché ci mangiamo l’un l’altro,

Respingiamo gli umani,

Giochiamo a scacchi, a fare l’amore, senza mai vincere la lotteria.

E quanto pesano i baci, due chili di ciliegie, un pugno di sabbia del deserto.

Fa troppo caldo per rispondere, per fare provviste. E andare a lavorare.

Noi qui si resta, si pensa, si cerca l’ombra, si cerca dio. Giorno per giorno. Senza lo straccio di un quattrino.

Vernissage

A concerto finito,

In una sera d’estate,

Buio pesto

Sulla riva del fiume,

tornavano a casa.

Mentre mezza luna nel cielo,

E un pezzo di cuore spezzato,

A ricordare l’amore

sbagliato di un’era.

Domani aeroporto

Senza volare

Per trovare quegli occhi

Di un padre mancato.

Noi artisti senz’alcol

cassieri umili

di ricchezze nascoste

In cerca di pace

In amori sfrenati.

La fine

Aspetto la tempesta

Di quelle che ti lavano l’anima.

Con quest’afa del nord,

Non si riesce neanche a pregare.

Ancora un altro padre malato,

Di ego di niente di maschio.

Compare. Scompare. Si mette a ridere.

Lui oggi vuole sapere

Lui oggi vuole vedere

Lui oggi mi ha mandato a chiamare.

Facile fare figli giocattolo.

Facile mappare saliva.

Facile come chiamare la polizia.

Tanto non ci sei.

Tu, profondi occhi blu.

Nel mio cuore da tempo non ci sei più.

Madri migranti per sempre

Il vento, i bambini, i tramonti, la notte.

Dormono, annegano, sul talamo, nel mare.

Si toccano, si annusano, inciampano, lontani dal seno.

In piedi, sdraiati, affamati, impazienti.

Giocano le giostre, camminano le strade, navigano le barche.

Varcano i confini, stanno a casa per giorni.

Si sporcano, li lavano, in acqua, poi muoiono.

Fratelli sorelle, alcuni piccoli alcuni grandi.

Sorrisi e lacrime, di sentimenti lievi.

Le foglie, il vento, fuori il balcone.

I vicini, il calore, i lontani, sul gommone.

Barche che partono, barche che non arrivano.

Bambini che nascono, bambini che non crescono.

Il rosa il blu di coccarde le scialuppe.

Si suda si ci bagna si corre si scappa.

Ancora una volta senza padri. Noi madri migranti per sempre.

Solo per oggi

Aspetto il presente,

Che si attarda ad arrivare.

Maledetta la grazia

Della disperazione,

Che mi obbliga a diventare grande.

Maledetti quegli occhi,

La pancia le rughe e il deserto.

Maledette quelle sere

Alla luce lenta del tramonto.

tanto noi vicini all’acqua,

Quanto poi innamorata dell’amore.

Le contrazioni sono cominciate,

Corpo, sei mia casa veicolo

Anima, mio passeggero leggero.

Bambino fuori di lato.

Bambina dentro capovolta.

Ancora un’altra volta.

Solo per oggi.

Il peggio e’ passato.

Menu’ di pianeti

Luna di miele

Sole di sale

Terra all’arancia

Mercurio alla vodka

Venere e pere

Urano mantecato

Giove in padella

Saturno all’arrabbiata

Plutone alla greca

Maggio oggi

Prima era universo,

Farfalle e supernove.

Oggi e’ silenzio,

Camminare lenti,

Con anche la pioggia.

Prima erano albe dopo notti insonni.

Oggi risvegli di maggio e respiri profondi .

Prima paure, lacrime e vuoti.

Ora doveri, corse e sorrisi.

E’ l’amore che cambia.

E’ l’amore che cresce.

Che dopo un po’, cerca casa.

Selenite

E’ L’abbraccio forte,

Quello di papa’

Che cerchi invano.

Impara dal dolore

A smettere di piangere,

Contemplando selenite,

Nella città di K.

Fila dritto

Senza nome

Osserva

Non giudicare

Aspetta,

Le stelle si accendono.

Prega,

Il ventre si sgonfia.

I suoi abbracci

Ovunque e da nessuna parte

Il magnesio

E le notti insonni.

I computer

E i cellulari rotti

Gli acquazzoni

Ed e’ di nuovo maggio.

25 aprile

E’ tempo di mostrare le ferite

Di smetterla di piangere

Di fare pace con la guerra.

Il ventre e’ teso al massimo,

Fuori il vento, il silenzio, le foglie.

Troppo tardi per amare.

Al limite crescere, spirituale.

Un altro 25 aprile senza sole.

Il vecchio generale sta molto male.

Dovrebbe a lungo dormire.

non ha riposo tra i ricordi.

Va al mare in un museo,

A cercare il suo profumo.

Tra fiore e un ramo secco.

In un pomeriggio di un giorno perfetto.

Stare con te

Come una farfalla,

Questo amore,

Sul palmo della mano,

Libero di andare.

Scende piano,

il cuore

Pianta radici

Nel fango.

Arriva a fondo

Per poi sbocciare

Seme e fiore,

Sul disco d’acqua.

una notte lontana

Giove nel cielo

a guardare il tramonto,

Senza lenzuola.

bruciata l’anima

Bruciati i corpi

Nel deserto

Abbiamo perso noi stessi.

Sogno un museo

Di pietre e fiori

Colori e profumi

Dove stare con te.

My personal HP

“in the midst of hate, I found there was, within me, an invincible love.

In the midst of tears, I found there was, within me, an invincible smile.

In the midst of chaos, I found there was, within me, an invincible calm.

In the midst of winter, I found there was, within me, an invincible summer”.

A. Camus