Cercando l´aria

Arriva l´esercito. Mette in fila i feretri.
Chiudono gli asili. Si canta nei giardini.
Il tempo non passa. Puoi toccarmi solo con gli occhi.
Il mondo si ferma. Non ti azzardare a tossire.
Ospedali da campo. Sembra tutto un film.
Una pellicola molto vecchia. Sulla nostra vita di ieri.

Cuori spezzati. Il lungo addio degli intubati.
Amanti divisi. Le preghiere senza fiato.
Polmoni allo stremo. Muoiono perfino dottori.
Si combatte la guerra. I ventilatori non arrivano.
Se non tiene Milano, crolla l´Italia (Dicono)
Se non tiene l´Italia, tocca scegliere chi far vivere e chi morire

Siate responsabili. Tenete le distanze.
Non c´e´ piu´ posto all´obitorio.  Andra´ tutto molto bene.
Disinfettare le strade. Disegnare arcobaleni.
Le citta’ scintillano. Arriva il vento e il vento portera’ i delfini.
Strade vuote. File infinite di letti che sembran tavoli.
Cosi´ inizia una nuova storia. Cercando l´aria. Nelle solitudini delle nostre case.

Pandemia

Le maschere le tende quei letti che sembran tavoli

La paura i brividi quel bruciore in fondo ai polmoni

La primavera l’aria fresca il silenzio della citta’

Bambini che corrono bambini che ridono, qui dentro il tempo non passa mai

Respira respira respira non arrenderti ora

Tocca scegliere chi salvare, chi far vivere chi morire

i ventilatori stanno arrivando, presto o tardi l’inferno passera’

Tuono

Parlare con dio

Richiede il silenzio

Del vento cupo

Di un inverno sbagliato.

Crushed

Muore una stella

A ricordarci il dolore

delle notti senza luce

la disgrazia del pezzente

In metropolitana

Non c’e’ podio

Solo oceano

La California

Stando soli.

E certo che adesso il mondo lo piange

Con tre herpes sul labbro

In un giorno d’inverno

Senza neppure un fiocco di neve.

A nostri figli racconteremo

Di un serpente lucente

sempre presente

Dal guizzo perfetto.

Che non aveva tempo da perdere.

The Greatest

I miss Long Beach and I miss you, babe
I miss dancing with you the most of all
I miss the bar where the Beach Boys would go
Dennis’s last stop before Kokomo

Those nights were on fire
We couldn’t get higher
We didn’t know that we had it all
But nobody warns you before the fall

I’m wasted
Don’t leave, I just need a wake-up call
I’m facing the greatest
The greatest loss of them all
The culture is lit and I’ve had a ball
I guess I’m signing off after all

I miss New York and I miss the music
Me and my friends, we miss rock ‘n’ roll
I want shit to feel just like it used to
And, baby, I was doing nothing the most of all

The culture is lit
And if this is it
I had a ball
I guess that I’m burned out after all

Oh I’m wasted
Don’t leave, I just need a wake-up call
I’m facing the greatest
The greatest loss of them all
The culture is lit and I’ve had a ball
But I guess that I’m burned out after all

If this is it, I’m signing off
Miss doing nothing the most of all
Hawaii just missed a fireball
LA’s in flames, it’s getting hot
Kanye West is blond and gone
Life on Mars ain’t just a song
I hope the lifestream’s almost on

Contorni

E´ come la parete del ghiacciaio che si scioglie troppo velocemente in primavera. Fa paura

O la linea del mare spezzata dalla burrasca,
mentre i migranti fanno rotta verso nord. Non si vede niente

E´ come la pelle umana che si allarga fino a contenere due cuori. e non sa difendersi neanche dalla rabbia.

O il muro di fuoco in Amazzonia: si mangia l´aria e i giaguari. Alle sue spalle quel grigio puzza di morte.

E´ come il bordo tremulo dell´aurora boreale. Si avvicina immenso il verde, si immola verso dio, e poi scappa via.

O il decidere di star bene a casa propria, mettere i confini, tenersi fuori dai casini.
alzare barricate. scendere in piazza.

 

Lava di ghiaccio

La paura della morte

Come un’onda di lava gelata sul corpo

Non c’e’ piu’ riposo per il cuore

Torna il ricordo del dolore

Del padre che affanna nella sua malattia

Ora sta steso da quattro anni sui colli piu’ belli (mio dio quanto manca)

Fisica e quanti, le sue membra si sgretolano

Dov’e’ l’eterno in questo materno dissolversi?

Dov’e’ l’infinito in questo io costante?

Arrivera’ quel momento. Di ricongiungimento.

Che si spenga la mente, prima che il respiro si fermi.

Sabato di mezzo autunno

Il giallo impetuoso di queste foglie

che diventano

morte,

scaccia ogni alibi del non vivere.

Anche se l’indifferenza della città

senza muro

da oltre trent’anni

ferisce

finanche negli ospedali ebrei

(Ospedali imbrattati da chi sogna

La fine della guerra con l’intifada).

I bambini ora dormono

Gli scivoli ora piangono

Le nuvole restano

Il quadro e’ perfetto.

Per un te di un sabato di mezzo autunno.

Metafore e sincopi

Finalmente sono pronta

A giocare con le righe

Inventarmi le metafore

Respirare con le sincopi

Leggere gli oroscopi

Guardare le foglie cadere

La mia piccola figlia, andare

Battaglia finale

E’ la notte delle preghiere

La notte di tutti gli insonni

Mentre fuori piove appena

Nel buio in affanno d’autunno

Lei si riempie di piaghe

Sotto quelle croste di sangue

E’ come se non avesse la pelle

E come se pure lei senza enzimi

Purificasse il nero del mondo

Continua a ridere bambina mia

Noi adulti basta farci del male,

Tu padre lasciaci stare, da te io non ci voglio mai piu’ venire

Il sonno mi casca addosso, partono gli ultimi aerei,

A qualcuno sta salendo la febbre. Topazio imperiale

Sono quasi pronta.

Per la battaglia finale

Groenlandia

E poi c’e’ il silenzio

Di chi non ha piu’ voglia

Di spiegare l’acqua al deserto

Una giornata realativamente bella

“Ci sono sogni di questo tipo. Sogni complicati che si sviluppano in una serie di frammenti senza nesso alcuno. Ogni frammento ha la sua consistenza, ma una volta messi insieme, si annullano l’uno con l’altro”.

H. Murakami

L’assassinio del commendatore