Gonna bidimensionale

gonna lunga bidimensionale
Sono qui sotto, tra le tue gambe
ad anelare un alito della tua intelligenza.
Sono qui dento, nella tua testa,
sperando di essere pensante.
Mi gratto dappertutto
pidocchi nelle orecchie
cellulite sulle guancie
terra tra i capelli.
Non non ti farò felice con i miei sorrisi.
E tu uccidimi pure se voglio cantare.
Ci sarà tempo per fare i conti. Con dio.
Oggi ballo di mio.
Gonna bidimensionale.
(Ispirata dla lavoro meraviglioso di Hoji Tsuchiya di https://crisalidedaria.com/2013/01/13/la-gonna-lunga-nera-bidimensionale/)

Per mia sorella <3

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Fino a che non sollevi il suo vestito scoprendo le gambe, nuvola dopo nuvola…

di Mahmoud Darwisch

mahmoud

PENSA AGLI ALTRI
Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti , pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio.

CARTA D’IDENTITA’
Ricordate!
 Sono un arabo
E la mia carta d’identità è la numero cinquantamila
Ho otto bambini. 
E il nono arriverà dopo l’estate.
 V’irriterete?
Ricordate!
 Sono un arabo,
 impiegato con gli operai nella cava
Ho otto bambini. 
Dalle rocce 
Ricavo il pane,
I vestiti e I libri.
Non chiedo la carità alle vostre porte
Né mi umilio ai gradini della vostra camera
Perciò, sarete irritati?
Ricordate!
 Sono un arabo,
Ho un nome senza titoli
E resto paziente nella terra
La cui gente è irritata.
 Le mie radici 
furono usurpate prima della nascita del tempo
 prima dell’apertura delle ere 
prima dei pini, e degli alberi d’olivo
. E prima che crescesse l’erba.
 Mio padre… viene dalla stirpe dell’aratro,
Non da un ceto privilegiato
 e mio nonno, era un contadino 
né ben cresciuto, né ben nato!
 Mi ha insegnato l’orgoglio del sole
Prima di insegnarmi a leggere,
 e la mia casa è come la guardiola di un sorvegliante
fatta di vimini e paglia:
 siete soddisfatti del mio stato?
Ho un nome senza titolo!
Ricordate!
 Sono un arabo.
 E voi avete rubato gli orti dei miei antenati .
E la terra che coltivavo
Insieme ai miei figli, 
Senza lasciarci nulla
 se non queste rocce,
E lo Stato prenderà anche queste. 
Come si mormora.
Perciò!
 Segnatelo in cima alla vostra prima pagina:
Non odio la gente
Né ho mai abusato di alcuno
ma se divento affamato
La carne dell’usurpatore diverrà il mio cibo.
Prestate attenzione!
 Prestate attenzione!
 Alla mia collera
Ed alla mia fame!

PROFUGO
Hanno incatenato la sua bocca
e legato le sue mani alla pietra dei morti.
Hanno detto: “Assassino!”,
gli hanno tolto il cibo, le vesti, le bandiere
e lo hanno gettato nella cella dei morti.
Hanno detto: “Ladro!”,
lo hanno rifiutato in tutti i porti,
hanno portato via il suo piccolo amore,
poi hanno detto: “Profugo!”.
Tu che hai piedi e mani insanguinati,
la notte è effimera,
né gli anelli delle catene sono indistruttibili,
perché i chicchi della mia spiga che va seccando
riempiranno la valle di grano.

UNA LEZIONE DI KAMASUTRA

Con la coppa incastonata d’azzurro
aspettala
vicino alla fontana della sera e ai fiori di caprifoglio,
aspettala
con la pazienza del cavallo sellato,
aspettala
con il buon gusto del principe raffinato e bello
aspettala
con sette cuscini pieni di nuvole leggere,
aspettala
con il foco dell’incenso femminile dappertutto
aspettala
con il profumo maschile di sandalo sui dorsi dei cavalli,
aspettala.
E non spazientirti. Se arriva in ritardo
aspettala,
se arriva in anticipo
aspettala
e non spaventare gli uccelli sulle sue trecce,
e aspettala
chè si sieda rilassata come un giardino in fiore,
e aspettala
chè respiri un’aria estranea al suo cuore,
e aspettala
fino a che non sollevi il suo vestito scoprendo le gambe
nuvola dopo nuvola,
e aspettala
e portala su un balcone per vedere una luna annegata nel latte,
e aspettala
e offrile l’acqua prima del vino e non
guardare il paio di pernici che le dormono sul petto,
e aspettala
e accarezza lentamente la sua mano
quando poggia la coppa sul marmo
come se sollevassi la rugiada per lei,
e aspettala
e parlale come il flauto
alla coda spaventata del violino,
come due testimoni di ciò che il domani vi prepara,
e aspettala
e leviga la sua notte anello dopo anello,
e aspettala
fino a che la notte non ti dica:
Al mondo siete rimasti soltanto voi due.
Allora portala dolcemente alla tua morte desiderata
e aspettala….!

Fai amicizia col mio vuoto

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Ti amo
(l’unico amore che conosco è la miseria)
Ho qualcosa da dirti
(scappa via lontano dalla realtà, resta con me)
Prendimi la mano
(dimentica il rancore. Fai amicizia col mio vuoto)
Sii leale ad agni costo
(ricorda il profumo delle rosa del giardino di casa)
Mantieni il controllo
(ucciditi qundo scopri che non ne sei capace)
Resta solo. Un altro kalpa presto o tardi arriverà.

Grigio a bassa quota (Berlino 21 h. 5 maggio 2015)

20150505_205857
Le nubi quella notte facevano l’amore.
gli amanti guardavano al Messico.
il vento era finalmente diventato caldo.
e i petali dei pruni
anzicché dipingere di rosa angoli eterni della città,
si lasciavano marcire,
sotto il peso di quel grigio a bassa quota.
e di miliardi di gocce di biglie,
impreziosite da quarzi e ossidiane.
Io non leggo. La luna non lo sopporta.

Los Angeles

crisalidi3
El camino escondido en la ciudad del sueño
Perdido en sus calles, lo busco en mis recuerdos

(Calexico)

Amore di ossa e carne

spazio
Lo scheletro danzava
nel non ritmo del non tempo.
Occhi grandi,
sorriso eterno,
testa leggera.
A ginocchia molli,
avanzava.
A braccia spalancate,
voleva te.
se solo avesse potuto
quell’essere speciale,
raccontare l’armonia
di un amore di ossa e carne.

Io sono l’aliena

ragni
Lascialo entrare,
permettigli di stare,
fagli toccare
la pelle di dentro.
Del mare
aprigli le porte.
Del cuore.
E mentre guardi i soli
che sembrano lune
sbattilo fuori.
lontano. Sulle dune.
Io sono l’aliena.

Memoria del sole

toccami2

Memoria del sole
qui muore un fiore
e trema il soldato

Mare & tomba

Alpträum
Ancora un’altra tomba.
Sta nel mare.

Racchiude tutti i sogni,
di tutti i viaggiatori
che contando le monete,
guardavano in Tivù
la loro vita che mai più.

Loro, chiusi nella stiva,
inghiottono i respiri
si scordano di piangere
respirando acqua e sale.

Nel silenzio sinistro,
delle notti di primavera,
sopra le stelle senza luna,
sotto tra corpi danzanti e capelli pesanti.
I pesci fanno festa.

Collage 1953

collage_1953
Le dita arrivano dall’inferno
a ballare un Minuetto.
Fuori tempo.
Lo spazio non ama
farsi segare da loro.
Natura fuori forma.
Uomo fuori posto.
Cielo fuori inverno.
E io sono ancora sulla stessa strada,
che non porta mai a niente.

Crisalidi in casa teatro

crisalidi

Quella sera
all’ultimo piano della casa teatro
gli umani spostarono il loro cuori
al centro del cerchio.
Le farfalle accorsero a dozzine
dalla torre delle televisioni
per tessere manti di crisalidi
attorno a ciascun cuore.
Ma una forza magnetica
pari al dolore dello spazio dei tre
in mezzo agli accenti dei quattro,
le tenne lontane.
I cuori privi crisalidi
stavano soffocando,
quando il vento
spalancò le finestre
dell’ultimo piano della casa teatro
lasciando entrare decine di melodie
che arrivanano da Tucson.
I cuori ripresero a battere
nel terzo tempo,
nella terza stanza,
al buio del tramonto.