Scorpione

…per poi passare a spazzare via tutto il sudiciume e la polvere dalla tua psiche?!?
Brezsny, ma per chi mi hai presa? Che t’ho fatto di male?

Accendi una sigaretta, e arriva l’autobus

Mi dispiace ma qui, signor dio, non funziona nulla. O meglio. funziona tutto al contrario. Ti ammali, vivi, non ti ammali muori. Traslochi, respiri, non traslochi, affoghi. Studi? te la prendi in culo, fai la schiava, ti spezzi le ossa, ma hai uno stipendio. Preghi per il sole, nevica, accendi una sigaretta, e arriva l’autobus.

Marzo pazzo pazzerello

Foto del 21-03-13 alle 11.53 #2Vedi il sole e prendi la slitta (Berlino)

Claudia

Nessuno lo sa, nessuno lo sa, nessuno lo sa. Ciao Claudia. E auguri. Io non ti dimenticherò mai. 16 marzo 1990.

La verità è singolare

La verità è singolare. Le sue versioni sono, quindi, non verità. (Cloud Atlas)

Il senso di vita per le fragole

Vlr “Scusa ma per Erdbeer in tedesco non si intendevano le fragole?”

Dcg “Sì ma Erdbeer vuol dire anche sogliola?”

Vlr “Sogliola? La sogliola il pesce di mare?”

Dcg “Certo… non ti ricordi del triangolo che abbiamo intorno al cuore? i tre punti che se li unisci con una penna generi il cancro”.

Riferimenti a fatti o persone sono del tutto casuali.

Das Leben der anderen

“Von einem, der rüber machte: Die staatliche Zentralverwaltung für Statistik in der Hans Beimler Straße zählt alles, weiß alles. Wie viele Schuhe ich pro Jahr kaufe: 2.3. Wie viele Bücher ich im Jahr lese: 3.2. Und wie viel Schüler jedes Jahr mit 1,0 ihr Abitur machen: 6347. Aber eine zählbare Sache wird dort nicht erfasst. Vielleicht weil solche Zahlen selbst Bürokraten weh tun… und das ist der Freitod. Sollten Sie in der Beimler Straße anrufen und fragen wie viele Menschen die Verzweiflung zwischen Elbe und Oder, zwischen Ostsee und dem Erzgebirge in den Tod getrieben hat, dann schweigt unser Zahlenorakel. Und notiert sich vermutlich genau Ihren Namen…für die Staatssicherheit. Jene grauen Herren, die für Sicherheit sorgen in unserem Land…und für Glück. 1977 hörte unser Land auf Selbstmörder zu zählen. “Selbstmörder”, so nannten sie sie. Dabei hat diese Tat mit Mord doch gar nichts zu tun. Sie kennt keinen Blutrausch, sie kennt keine Leidenschaft, sie kennt nur das Sterben, das Sterben der Hoffnung.”

Il dipartimento centrale di statistiche della DDR in Hans-Beimler-Straße registra tutto, sa tutto. Quante paia di scarpe compriamo ogni anno (2, 3), quanti libri leggiamo ogni anno (3, 2) e quanti studenti superano brillantemente ogni anno l’esame di maturità (6347). Ma c’è una cifra che non viene aggiornata, forse perché anche ai burocratici fa impressione: quella del numero di suicidi. A chi telefonasse in Beimler-Straße per chiedere quante persone la disperazione ha indotto a togliersi la vita tra l’Elba e l’Oder, tra il Mar Baltico e la frontiera meridionale, l’oracolo delle statistiche non risponderebbe. Probabilmente passerebbe subito il nome dell’incauto che ha chiamato alla STASI, il Servizio Segreto di Stato che tutela la sicurezza e la felicità dei cittadini della DDR. Nel 1977 il nostro paese ha smesso di conteggiare i suicidi. A che serve sapere quante persone giungono a perdere ogni barlume di speranza in un presente più accettabile, in un domani più accettabile e decidono di farla finita, di darsi la morte, di commettere suicidio? Questa è la forma ufficiale: commettere suicidio! Quando nove anni fa abbiamo smesso di aggiornare il conteggio in Europa, c’era un solo paese che avesse più suicidi della DDR: l’Ungheria. Subito dopo venivamo noi, seguiti da vicino dalla culla del socialismo reale, l’Unione Sovietica.

Berlino, il giorno dopo la notte (Tks to Wankelmut)

Questa è Berlino di notte

E questa, il giorno dopo la notte.

Asaf Avidan – One Day (Wankelmut remix) day after from sander houtkruijer on Vimeo.

Siam tutti fatalisti

fin quando non ti sbattono la morte in faccia.

La neve a Berlino lava più bianco

sono un po’ gelosa di berlino e vorrei che solo in pochi, in quel paese lontano che è il mio, condividano con me la magia di questa notte. quando ha deciso di nevicare una neve così bella, inesorabile, fitta, leggera, di cristallo. che assomiglia a sabbia del deserto. niente a che fare con i fiocchi a cui ero abituata. cade in diagonale questa super granita che lava tutto più bianco e fa della mia gelbe zimmer la tomba più  silenziosa. cade giù come se non ci fosse domani. e un po’ mi rallegro del fatto che lì, in quel paese lontano che è il mio, osannano le scarne spolverate umide di londra o parigi. meno si parla di berlino meno gli altri se ne innamorano e meno io sono gelosa.
Il cristallo poi quando cade luccica. Ma tanto di più.