Bisestile

Regina di cuori

Sulla scacchiera

Se ne sta tra tanti quadranti completamente sola

Proprietà verbale

Desiderare dormire

Attorno a lei il vuoto di tanto amore senza parole

Comincia il gioco

Scappa l’alfiere

Se la luna le fosse amica avrebbe vinto da un pezzo

Sistemi complessi

Partita analogica

Non c’è alcun re a farla ridere, arriccia le spalle

Sfere di vetro

Coperta pesante

Cala il sipario sulla fine dell’anno bisesto funesto. Come da infarto

Impressioni scorpione

Addio aeroporto

Il suono amico

a Dirmi che il giorno comincia

Muto

Tutto pronto

Le lanterne di San Martino

A salutare l’autunno

Buio

Poesia corsiva

Fino ad ora ho urlato troppo

Soffio sui momenti brutti

Lockdown

Luna blu

Si naviga a vista

Vele spiegate

Macrame

Annodo snodo

Il piacere del tempo annullato

Casa bianca in affitto

Sottovoce

Poche parole

Tanti libri non letti

Manca il verbo alla fine

Acquamarina

Respiro pesante

Dormono i morti

Nella notte delle streghe

Halloween

Un bacio

Emozioni analogiche

Fumo di sigaretta

Sedicenne

Destini di sangue

Trema la terra, crolla la casa, pesanti le pietre
Tuo padre resta di sotto.

Inizia la guerra, ti afferra il soldato, tu sei una bambina
C’e’ poco da lottare

In un paese lontano di cento anni fa
due giovani donne inconsapevoli autrici di destini di sangue.

Gli inverni e gli autunni a sotterrare il dolore
Che non si tocchi l’onore. Sia la vergogna serrata nel cuore!

Di madre in figlia, nessuno ne parla
L’ossessione dei corpi, puliti all’estremo

Ingozzarsi di cibo, disinfettare la cucina,
Lavarsi lavarsi lavarsi fino a raschiare la pelle, le viscere, il cuore

Il rubinetto aperto, l´acqua che scorre, tutto diventa un lago
senza piu’ contorno, ne’ sistema immunitario

L ´ eredita´ del dolore di mamme e di nonne
eterne bambine di questo girone infernale.

No

L’altra meta’, Dicono tutti

Ti servira’

Alla costruzione della tua

Identita’.

Idiota tedesco.

Nato nell’anno sbagliato

Tu Abituato

Viziato, alle Auto.

Coi piedi sudici e le ascelle puzzolenti

I mille no che avrei dovuto dirti. Digrigno ancora i denti

I mille no cuciti sul cuore. Mi fai vomitare.

sono stata generosa, dice l’ambasciatore

Ti sei preso il sesso,

Le chiavi di casa

La mia pace

Il suo nome

Ti sei preso la spesa

La mia pace

Le stelle

Il nostro balcone

Mi hai violata. Tutta per intero

Questa volta non mollo. Lo giuro

Germania sempre piu’ nera

Prima o poi volo via. firmato: madre guerriera.

La fine di una serie

Mandala imperfetti di cristalli rarefatti
Non sono sufficienti
a curare il dolore di aborti mai avvenuti

Col vento di fine maggio, tra le foglie un raggio
Si staglia nel silenzio
un po´ di polvere solletica le piume

L’inquietudine di primavera, stesa come nebbia di sera
Attiva ricordi
che infettano gl eterni pori del viso irrisolti

La solitudine non curata sotto questa pelle scrostata
Uccide le memorie delle notti senza fine
con gli amici dimenticati

Call me by your name

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When you least expect it, Nature has cunning ways of finding our weakest spot. Just remember: I am here. Right now you may not want to feel anything. Perhaps you never wished to feel anything. And perhaps it’s not to me that you’ll want to speak about these things. But feel something you obviously did.

You had a beautiful friendship. Maybe more than a friendship. And I envy you. In my place, most parents would hope the whole thing goes away, to pray that their sons land on their feet. But I am not such a parent. In your place, if there is pain, nurse it. And if there is a flame, don’t snuff it out. Don’t be brutal with it. We rip out so much of ourselves to be cured of things faster, that we go bankrupt by the age of thirty and have less to offer each time we start with someone new. But to make yourself feel nothing so as not to feel anything ― what a waste! 

Third of May

It is a grey day

May day

Capitalism ends

Greece shows his hand

Specificity is what we want

Vulnerability what we’ve got

Fresh air in the cloud

hair stucked in the mouth

The fear of tomorrow

The nature I borrow

Worst then a leukaemia

No more space to touch. Maniac

 

Ancora un altro giorno

E tutti i film
all´improvviso
sembrarono vecchi
Di un´altra era,
fatta di abbracci,
aerei, profumo del mare.
Caro il prezzo da pagare
per non saper piu´ vedere
l´ombra del vento
Ancora un´altro giorno
a inseguire l´aquilone
atteggiandosi a estate
Sempre piu´ a lungo
la luce del giorno
cammina nella pioggia
E´ la decade dei morti
uno dopo l´altro
neanche tutti vecchi
Con le bare allineate
e´ la fine dell´America
nel piu´ povero dei Bronx
Tee dimenticati
tra le pieghe del viso
coperto dalle maschere
Ancora un altro giorno
scintillano le stelle
come acqua di sorgente

Cuore scintillante

Bambina colibri’

Col cuore scintillante

Le stelle sono tante

Ed e’ gia’ mercoledi’.

Ancora un altro giorno

In attesa dell’acquario

Mi mancheranno le tue mani

Il lievissimo toccare

Non ti voglio lasciare andare.

Uccello del mio parco

Qui nessuno ha la tosse

Brilla finalmente di primavera.

Qualcuno che conta, conta i soldi

Senza il minimo sospetto

Di aver proprio sbagliato tutto.

Vinceranno i marinai

Che conoscono gli addii

mettendo in mezzo il mare

E non per questo non sanno amare

Immunita’ di gregge, a costo di morire

Lasciamo andare i pesci

Sara’ l’inizio di un nuovo sentire

Cercando l´aria

Arriva l´esercito. Mette in fila i feretri.
Chiudono gli asili. Si canta nei giardini.
Il tempo non passa. Puoi toccarmi solo con gli occhi.
Il mondo si ferma. Non ti azzardare a tossire.
Ospedali da campo. Sembra tutto un film.
Una pellicola molto vecchia. Sulla nostra vita di ieri.

Cuori spezzati. Il lungo addio degli intubati.
Amanti divisi. Le preghiere senza fiato.
Polmoni allo stremo. Muoiono perfino dottori.
Si combatte la guerra. I ventilatori non arrivano.
Se non tiene Milano, crolla l´Italia (Dicono)
Se non tiene l´Italia, tocca scegliere chi far vivere e chi morire

Siate responsabili. Tenete le distanze.
Non c´e´ piu´ posto all´obitorio.  Andra´ tutto molto bene.
Disinfettare le strade. Disegnare arcobaleni.
Le citta’ scintillano. Arriva il vento e il vento portera’ i delfini.
Strade vuote. File infinite di letti che sembran tavoli.
Cosi´ inizia una nuova storia. Cercando l´aria. Nelle solitudini delle nostre case.

Pandemia

Le maschere le tende quei letti che sembran tavoli

La paura i brividi quel bruciore in fondo ai polmoni

La primavera l’aria fresca il silenzio della citta’

Bambini che corrono bambini che ridono, qui dentro il tempo non passa mai

Respira respira respira non arrenderti ora

Tocca scegliere chi salvare, chi far vivere chi morire

i ventilatori stanno arrivando, presto o tardi l’inferno passera’

Tuono

Parlare con dio

Richiede il silenzio

Del vento cupo

Di un inverno sbagliato.