Saliva più zucchero fa caramella

dedicato a Günter Grass

Avatar di Vita La RouxCRISALIDE D´ARIA

Foto del 25-08-14 alle 23.28
Tamburo di latta
castello di carta
regina di cuori
morta ammazzata
dalle granate

(Saliva più zucchero fa caramella)

Dicono che le giraffe siano così belle perchè mangiano i frutti più alti.
La guerra è finita otto giorni dopo.
La morte è iniziata il giorno dei tuoi 18 anni.
La donna vestita di velluto non ha digerio le  aringhe.

(Saliva più zucchero fa caramella)

Tamburo di latta
castello di carta
regina di cuori
morta ammazzata
dalle granate

Berlino 25 agosto 2014

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Metronomo

20150407_211655
L’uomo arrivato da Marte
ci chiese di contare
a chi per quattro a chi per tre,
spezzare il respiro,
superare gli accenti.
Del tempo,
e metterci nel mezzo.
Del niente.
Aspettando nello spazio
tra un respiro e un altro,
senza farci la guerra,
solo starci a guardare,
attratti dal centro,
che è dentro al ventre,
tirare le mani,
fino alla galassia,
in attesa che la ragazza
che non si lava mai,
dagli alberi rinasca.

Freundinnen

freundinnen

Le amiche dall’anima latina
se potessero di nuovo sposarsi
si sposerebbero nella stessa chiesa
l’una accanto all’altra.
Accennando un sorriso
senza dire una parola
il prete le benedirà.
Lui di sicuro avrà capito.
Chi loro, le amiche, sono.
Cosa loro, le amiche, fanno.
Come loro, le amiche, sanno.

Inspitata da Sigmar Polke in mostra a Colonia.

La sottile linea bianca

milano
Ora che sei vera
sai la verità
siamo vivi per usarci

usa l’amore
su di te muore
usa il sapore
su di te muore
usami amore
usami o muori

sarai sempre sola
ora che mi hai
e che il pianto tuo incendia

bianco calore
scalda il mio amore
bianco calore
sfondami il cuore
bianco il mio dio
ciò che è mio è tuo

saprai sola
sporca sposa
sarà sul tuo grembo
rabbia e lava
come

bianco calore
ua il mio amore
bianco il calore
sfondami il cuore
bianco calore
usa il mio amore
bianco il mio dio
ciò che è mio è tuo

M. Agnelli – Afterhours

(Testo e immagini sono accostati secondo un principio di casualità)

Voglia di negativo

finestra_Geliebte

Al primo suono di primavera,
gli amanti alla finestra
diventarono blu dalla voglia.
Non potevano più aspettare,
rimandavano quel istante da una dozzina di kalpa.
Qualche metro più in basso,
alla stazione dei treni di Gorlizer Bahnhof,
il tossico vagava stordito
con addosso solo una voglia.
Una voglia grande e pura
come quando voglia si ha
di acqua dopo notte di alcol,
di caffé dopo letargo di inverno
di corpo dopo millenni di poesia
di pace dopo guerra mondiale.
Il commerciante delle cose scomode,
gli fa un sorriso,
fa il suo nome,
chiama la sua droga.
Lui sente tutto
tira dritto
col muschio in testa
e la morte nel cuore.
Il tossico aveva promesso
che avrebbe smesso
di fare a pezzi la vita
come negativi fotografici,
dove nero è luce,
bianco è buio,
nulla è amore.
Suo figlio aspettava,
suo figlio lo stava aspettando.
La  voce del figlio chiamava il suo nome.
La voce del figlio condannava la voglia.

liebe_am_fenster_oriz

Per noi senza pelle

per noi senza pelle
Deve essere che per noi senza pelle,
quando si vola si arriva fino a Marte.
Deve essere che per noi senza pelle,
felicità morire respirare, sono la stessa cosa.
Deve essere che per noi senza pelle,
appena il sole torna tiepido,
possiamo prenderci il lusso di guidare
senza mani ad occhi chiusi verso il mare.
Deve essere che per noi senza pelle,
se la musica ha un senso,
non può avere anche un tempo
Deve essere che per noi senza pelle,
l’olio di ricino sa di zucchero filato.
Deve essere che per noi senza pelle,
il seme di uomo ha il sapore dolce
della cannella muschiata.
Deve essere che per noi senza pelle
è difficile entrare a scuola, di ruolo.
Deve essere che per noi senza pelle,
se ci spegnete il fuoco con la cenere,
non abbiamo più fame né sete.
Deve essere che per noi senza pelle,
se ci scaldate forte le mani,
cominciamo lentamente a bruciare.

Non mi concedo alcun stato di consapevolezza diminuito

20150314_132216

Non sopporto l’arte della politica
Non sopporto le manie
Non accetto la coercizione, gli intrighi, la manipolazione
Non perseguo distruzione e malcontento
Non sopporto la guerra di un uomo contro un altro uomo
Non distruggo l’anonimato di nessuno
Non credo che esistano uomini che debbano mangiare più di altri
Non vendo nulla che non sia stato prodotto esclusivamente con fini artistici
Non credo che tutti i prodotti siano artistici
Non credo di essere nata al tempo sbagliato
Non mi lascio escludere dalla società
Non credo nell’esistenza di animali migratori
Non dico mai che la mia casa è il mio castello
Non gioisco delle disgrazie altrui
Non dico mai che ci ho già abbastanza cazzi per la testa
Non mi faccio dare pacche sulle spalle da nessuno
Non sto ad aspettare la carità
Non perseguo un obiettivo ad ogni costo
Non dico mai: l’ho fatto prima io
Non mi concedo minor stato di consapevolezza
Non sopporto dottrine, leader, comandanti
Non rinuncio mai.

Versione riadattata del Manifesto per artisti dell’acqua cristallina e delle rose di Ryszard Wasko, 1981.

Trasmettitore di baci

Foto del 11-03-15 alle 10.57
Lascia il bacino oscillare,

peso, baricentro, fuori centro
tu Livio per piacere non cadere. 

Il trasmettitore di baci
cammina all’indietro
tamburo i piedi contro la terra,
ride se parli giapponese,
affonda nel collo dell’orso
sfiora il neo dell’amata
regala rose di cartone per strada
disegna il mondo
con la punta del naso
guarda curioso i lacci delle scarpe
succhiando tra le dita
uno spicchio di arancia.

Lascia il bacino oscillare,
peso, baricentro, fuori centro
tu Livio per piacere non cadere. 

Il cancro della paura (www.lettera43.it)

Un minuto di silenzio.

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Se ci fosse una Fukushima in Italia, gli italiani come i giapponesi oggi, dovrebbero convivere con un cancro, ancor prima di ammalarsi seriamente. Il cancro della paura. La paura di mangiare, di bere , di lavarsi, anche di respirare. Questo cancro non lo si aggira non mangiando broccoli e prezzemolo, come disposto dal governo giapponese all’indomani del disastro nucleare, non bevendo acqua corrente ed evitando di avvicinarsi alla centrale. Il cancro della paura è direttamente proporzionale all’impalpabilità e imprevedibilità degli isotopi, i quali non si diffondono affatto in maniera ordinata e centrifuga. Questi isotopi si spostano come pare a loro gabbando tecnici e politici. A volte sono rarefatti a pochi chilometri dall’impianto, altre volte si concentrano, come Lettera43.it ha potuto verificare direttamente, anche fuori dalla zona rossa, cioè oltre i 20 chilometri blindati attorno a Fukushima.
Nella centrale che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso , la situazione…

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japan mon amour

Quattro anni dopo.

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Cerco di fare ordine con in pensieri. Tanto per cominciare non mi torna l’ora. Se in italia sono le 8 qua dovrebbero essere le una di notte ma considerato che mi sono svegliata tante ore fa, per recurare il mio accendino nel basement, poi ho fumato, poi ho dormito poi ho rifumato poi mi sono rimessa a letto, ho bevuto 5 bicchieri d’acqua, ho fatto due volte pipi, non può essere passata una sola ora. Credo c’entri con l’effetto fuso, e comunque visto che non ho nessuno strumento per capire che ore sono e connettermi con il resto del mondo, scrivo. In ogni caso, mi trovo in un centro termale a Aizuwakamatsu è buio la suite affaccia su una gola tra i monti, si sentono le cascate in basso, la vegetazione è da tropici, da vietnam, tanto è umido e tanto è verde a diversi toni. Zero fiori a parte…

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