Land of hope & dreams (the boss)

Ho bisogno di pioggia inglese, di ascoltare l’ultimo album di springsteen un miliardo di volte
Ho bisogno di riprendermi berlino
Di fare foto alle spose e sognare lands of hope and dreams.
Devo cominciare a dare retta ai semafori, a vomitare il glutine, a coltivare il glicine e ammazzare il polline. Devo togliermi gli scarponi, curare le vesciche e smetterla di ridere per un solletico che non esiste.
E’ arrivato il momento di fare i conti con le disarmonie. Accendere il climatizzatore e andare in letargo. Prima pero’ datemi un’ultima sigaretta.

Maratoneti MTA


In teoria non scopro nulla di nuovo. Il problema sta a New York, come a Tokyo, Londra, Parigi e Madrid. Un po’ meno a Roma e Milano.
Basta un cambio di metro, un’uscita sbagliata o, peggio mi sento, una valutazione inappropriata delle distanze, ed ecco che in una giornata nomale hai fatto tre chilomentri di maratona.
Non è un caso che i newyorkesi sono tanto appassionati della regina dell’atletica.

Quella volta del freno a mano

T. Ma che lavoro fa il tuo babbo?
B. Ma sai che non lo so… ora è in pensione.
T. E quando non era in pensione?
B. Bah, lavorava in un’industria tessile?
T. Ricordi il nome?
B. No non credo…
T. E che mansione?
B. Sai che forse non l’ho mai saputo? E’ che io e mio padre non ci siamo mai parlati molto. Cioè, non è che avessimo un brutto rapporto, semplicemente non ci parlavamo. Ma non discutevamo neanche. Tranne una volta, ora che ci penso… Sì, quella volta si arrabbiò con me. Forse fu l’unica volta. Avevo cinque anni, ero in macchina con lui in autostrada. E io ho tirato il freno a mano. Sì quella volta si arrabbiò un bel po’.

(riferimenti a fatti e persone sono puramente casuali)

Questa notte Milano avrebbe bisogno di un Border trophy

Il trofeo in questione era la mitica caccia al tesoro nata dal genio di Massimo Cirri e Sergio Ferrentino quando erano, tanti tanti ma proprio tanti anni fa, giovani speaker di Radio popolare. Funzionava così: via radio le squadre ammesse al trofeo (per la cronaca, almeno i primi anni, in palio c’era solo tanta gloria, ndr) venivano guidate passo dopo passo in una serie di prove rocambolesche che si svolgevano nell’arco di 24 ore in Milano. Città paralizzata, cittadini, turisti, passati tutti a bocca aperta. Ecco, stanotte ci sarebbe da stare in giro per la città a superare sfide tipo queste. Continua a leggere “Questa notte Milano avrebbe bisogno di un Border trophy”