Sleep Sleep tonight And may your dreams Be realized If the thunder cloud Passes rain So let it rain Rain down on him Mmm…mmm…mmm… So let it be Mmm…mmm…mmm… So let it be
Sleep Sleep tonight And may your dreams Be realized If the thundercloud Passes rain So let it rain Let it rain Rain on him
“Procastinare è il male della società moderna, questo cedere quotidianamente ai piaceri effimeri rimandando così all’infinito i veri obiettivi che ci siamo posti nella vita”. E’ come farsi una sega al giorno. Poi ti dimentichi che in realtà stai cercando l’amore. Citazione del luminare FI.
Amazing. Dopo settimane riesco a dire solo AMAZING se ripenso a “The Black long skirt”, il meraviglioso cortometraggio di Hoji Tsuchiya, giovanissimo videomaker giapponese di base a Berlino, presentato al Filmkunst bar al 130 della Reichenberger Strasse, una notte di dicembre che c’era tanta neve esattamente un mese fa. Il protagonista dell’animazione è un cameriere che dopo aver parcheggiato al supermercato viene rapito da questa meravigliosa donna col vestito nero, che sembra una foglia, e che lo trascina in una danza a due dimensioni. Ballano, poi lei scompare e lui va fare la spesa per portare a casa qualcosa da mangiare. La dolce musica di danza viene sostituita dai rumori della realtà: il suo salire le scale con i sacchi della spesa in mano, una mosca che ronza nei pressi del vetro di una finestra, già picchiata dalle gocce di una pioggia che fa male quanto i colpi di un martello su uno xilofono. Lui, il cameriere sale le scale di corsa, poi mangia i suoi nuddles, canticchia la musica del sogno, beve il suo caffe. Fin quando dal fondo della tazza, riemerge lei, la sua donna dal vestito nero. E ricomincia il valzer. Lui cerca di non pensare, fa una doccia, ma le gocce d’acqua picchiano come il martello sullo xilofono. E sotto al getto caldo cade di nuovo vittima del suo sogno, della sua illusione. Lei lo prende. lo fa ballare, gli entra nelle viscere, con la lingua. Passando dalla cerniera dei pantaloni, lui vorrebbe fare altrettanto, ma lei scompare ancora un’altra volta. Il cameriere resta di nuovo solo, questa volta nella doccia. Allora scappa fuori, prova a cercarla su per le scale fino al terrazzo del suo condominio. E ancora una volta non la trova. Solo fili stesi di bucato ad asciugare al vento. Bucato bianco e in mezzo la gonna lunga nera. Bidimensionale. Come l’amore, come i duemila fogli che Hoji Tsuchiya ha usato per disegnare a mano questa piccola storia. Ma di lei solo il ricordo del suono di uno xilofono. L’ho fatto apposta a dire molto poco. Vedetela voi questa questa magia. E giudicate.
“Le dà fastidio se fumo?”
“Ma scherza? Siamo in Germania. Ora fumo anch’io”.
“Ma lo sa che dopo 4 mesi di Berlino devo ricredermi… i tedeschi mi sembrano molto più latini e caldi di tanti inglesi”.
“Mi pare chiaro. Quelli sono isolani”. Lasciali perdere.
“Ho deciso di dedicarmi alla lettura. E ho pensato di cominciare a leggere Dostoevskij, partendo da Delitto e Castigo. In lingua inglese. E non mi è sembrata una grande idea”. Cit. Elr
Few words. The first Frank Gehry’s Fish lamps exhibition is ready to depart. Beverly Hills and Paris @ Gagosian Gallery from 11th Jan to 9th March. (Gehry the one who designed Guggenheim in Bilbao, yes that one). California is not so far. I mean, for someone, at least. The other half of the world can just get to the Seine.
Es regnet nicht nur in der Regenzeit,
es schüttet aus Kübeln nur so runter.
Wie stellst du dir das Wetter vor in Caracas,
das Leben in den Tropen ist viel bunter!
Du, sagst du, ich bin kein Mann für eine Nacht,
ich muss nur immer irre viel verreisen.
Heut hab ich mal drüber nachgedacht, deine Chance ist da,ich kann es dir beweisen.
Nimm mich mit, nimm mich mit, nimm mich mit, Tommyboy
auf das Abenteuer Liebe und so weiter!
Ich kann’s sehn, es wird gehen,
es wird doppelt-dreifach-schön
mit dir als mein Begleiter!
Ich mal mir alle unsere Möglichkeiten aus:
Nordpol, Südpol, Großstadt oder Strand…
am Strand der ganze Sand…
vielleicht lieber doch aufs Land…
bin jedenfalls schon so gespannt.
Mein Hund sieht inzwischen ganz traurig aus,
immer nur drinnen, nie raus aus’m Haus,
immer nur warten, dass das Telefon geht,
und einen auf ne Reise in die Welt einlädt.
Nimm mich mit, nimm mich mit, nimm mich mit, Tommyboy
auf das Abenteuer Liebe und so weiter!
Ich kann’s sehn, es wird gehen, es wird doppelt-dreifach-schön
mit dir, du bist mein Begleiter!
Nimm mich mit, nimm mich mit, nimm mich mit, Tommyboy
auf das Abenteuer Liebe und so weiter!
Ich kann’s sehn, es wird gehen, es wird doppelt-dreifach-schön
mit dir als mein Begleiter!
F. al muretlabarba qualche giorno fa mi ha dato la risposta che cercavo. ‘La vera natura di berlino, e’ il suo essere inverno’. Punkt. Non e’ che poi ci possiamo lamentare se nevicano, come adesso, cani e gatti e se ad aspettarmi in balcone ci sono meno undici gradi. La natura di berlino e’ cercare il caldo e l’amore umano. La natura di Berlino e’ non dormire mai correre piangere colorare il mondo con le lacrime e quindi ridere sperare di trovare un amico e trovarne mille. E questa Set fire to the rain ora e’ mia. Tipo che si e’ infilata nel sangue.
Grazie Michelina Euplio Ilaria Mamma Papa Maria Consiglia Marco Maria ALice Chester Atalya Bnalaya Francesco Silvia Lucia Linda Jamal Nino Chiara Tiziana Juan Sachiko Yoav Yoal Paolo Valerio.