Canzone Pop

Nel momento esatto in cui il ragazzo siriano dai polpastrelli screpolati, infilò, senza bussare, i suoi occhi nel suo cuore, gli aerei cominciarono a cadere al suolo e le navi affondate a riaffiorare in superficie. Doveva essere successo qualcosa di grosso. Anche la radio che trasmetteva dal pianeta M, si spense all’improvviso. (gli occhi del siriano erano rimasti incastrati nelContinua a leggere “Canzone Pop”

Quando dico danza, intendo questa roba qua

I suoi piedi sono pieni di lividi, lei ride metre la stringono con le catene, lui l’aveva detto che mi avrebbe portato a Budapest le quattro mani si cercano, muovono l’aria, spingono la luce ma sono i suoi capelli che non mi permettono di guardarla negli occhi. Sì poi c’è il gesseto che segna precisamente ilContinua a leggere “Quando dico danza, intendo questa roba qua”

Il gasometro di Schoeneberg segna le sei

E’ tempo buono per gli attacchi aerei lasciate in pace i little people. E’ tempo buono per gli attacchi aerei il gasometro di Schoeneberg segna le sei. E’ tempo buono per gli attacchi aerei dicono che il tipo che si è lanciato dalla Rocca Paolina sia morto. E’ tempo buono per gli attacchi aerei mi è arrivataContinua a leggere “Il gasometro di Schoeneberg segna le sei”

Collegare la radio col pianeta terra

Unduetreprova. Processo inverso. Collegare la radio col pianeta terra. Purificare i detriti umani, bevendo vodka, noi. Diventare amici dei ratti, nelle tendopoli che puzzano di marcio. Raccogliere i sorrisi. Contarli. Non chiedere nulla a nessuno. Sperare di farsi una doccia. Sperare di fare all’amore. Ascoltare i Sigur Ros. Se il lettore CD ti dovesse ancora funzionare.Continua a leggere “Collegare la radio col pianeta terra”

Morire di luce

Mi hai imbrogliato pure questa volta. Mi avevi promesso, cuore, che se ti davo le medicine, la smettevi di agitarti e mi lasciavi dormire. Mi avevi promesso che se fossi stata felice, non mi avresti più mostrato di notte cieli dipinti col sangue. Mi avevi promesso che se facevo bene i compiti, avresti spento la luce e il televisore. MI avevi promessoContinua a leggere “Morire di luce”

Sprovveduto genere umano del cazzo

Piacere: Mi chiamo crisalide, sono fatta d’aria. Rubo ai ricchi per dare ai poveri, vedo nei vostri occhi i demoni che vi torturano. Quelli mi fanno un ghigno e guizzano furbi nel mio cuore, come se ci fosse ancora tanto spazio. E sono pure costretta a tenermeli dentro, gli stronzi. Sia che tu voglia costruire una radio dalleContinua a leggere “Sprovveduto genere umano del cazzo”

La camera ha fatto la capriola

Ci sono decine di polaroid bruciate allineate sul divano, trovato nel cortile, ci sono falene morte tra una trave e un’altra. La camera ha fatto la capriola, laddove era aria ora è terra, dove è inferno ora è paradiso. Avrei solo dovuto magiare anzicché bere succo di mela frizzante. Vi avevo promesso che avarei studiato. Invece,Continua a leggere “La camera ha fatto la capriola”

INeeDRadio, anybody does

avevo una radio, trasmetteva dal cuore di un curvo professore di provincia ti vibravano le viscere quando l’ascoltavi di notte, perché lei ruvida e virtuosa ti seduceva attraversi i solchi raffinati di quintali di vinili, che io giuro, salverò. aveva deciso, quella radio di trasmettere amore e di combattere gli mp3 aveva deciso quella radio di parlare una nuovaContinua a leggere “INeeDRadio, anybody does”

Porte che aprono a niente

le conversioni sono personalila disperazione nasce dalla consapevolezza dello spazio mentale che divide gli esseri che vivonola distanza è un’illusione creata dal cervellosiamo un tutto con il tuttosotto la scorza di tutti c’è la luceinspirare gli altri, questo c’è da fareLa quantità e qualità del dolore non sono mai misurabiliè difficile aver paura della morte seContinua a leggere “Porte che aprono a niente”

l’alba a berlino di maggio tu non la racconti

L’alba a Berlino di maggio, tu non la racconti neanche col profumo del pane appena sfornato condito con l’olio dell’Italia del sud.E non fa niente che qualcuno balla lontano da quie non fa niente che tu mi avevi promsso che l’ecstasy non non l’avresti mangiata,loro, gli uccelli, hanno capito che la felicità è una cosa seria, che nonContinua a leggere “l’alba a berlino di maggio tu non la racconti”