Dritter Raum (<3 Sara Simeoni)

acqua_in_acqua
burattino capelli rossi
occhi vibro metallo
vestito d’inchiostro
miliardi di baci

naso e bocca tappati
burattino non può più vedere
chi ti ha chiuso nella terza stanza?
c’è una sveglia che suona
attenta che ti bucano i seni

Burattino capelli rossi
ti stanno andando a fuoco le guance
occhi vibro metallo
Chi ti ha fatto del male?

vestito d’inchiostro
smettila di prendere a pugni i tuoi occhi
sfiori le labbra
ferma quel corpo
nella terza stanza
io non riesco a entrare

mandi i tuoi baci
tic tic tic
il suono della sveglia
il suono del cerchio
il suono dell’errore
burattino vestito metallo
stasera ha tagliato i capelli.

Canzone Pop

sole_in_acqua
Nel momento esatto in cui il ragazzo siriano dai polpastrelli screpolati,
infilò, senza bussare, i suoi occhi nel suo cuore,
gli aerei cominciarono a cadere al suolo e le navi affondate a riaffiorare in superficie.
Doveva essere successo qualcosa di grosso.
Anche la radio che trasmetteva dal pianeta M, si spense all’improvviso.

(gli occhi del siriano erano rimasti incastrati nel cuore di lei)

In quei minuti al ritmo di Popplagið
nel paese dei gatti,
una donna di mezza età
vestita per bene,
raccoglieva i vuoti di bottiglie da terra
per buttarli
senza motivo
nei cassonetti dell’immondizia
Suo figlio, a cui aveva vietato di guardare la tivù,
costruiva torri gemelle con i regoli.
A lui non importava
che di lì a poche ore
sarebbe nata una sorella
che,
da come aveva capito,
aveva il cuore a destra
e tutti gli organi a sinistra.
Suo padre, cha lavorava in banca,
avrebbe dovuto bonificare il cervello a sua madre, anzicché l’assegno di divorzio.
Pensava, abbattendo divertito le torri giocattolo.

(gli occhi del siriano erano rimasti incastrati nel cuore di lei)

Poi la canzone Pop, scritta in con una lingua inventata in Islanda, riprese a suonare.
Il Paese dei gatti scomparve,
i missili ripresero il loro viaggio verso la striscia,
mentre un aereo parcheggiato ad Amsterdam
si stava preparando per portare il cuore di lei nella grande casa tinta di bianco.

Quando dico danza, intendo questa roba qua

Foto del 05-08-14 alle 21.00 #2

I suoi piedi sono pieni di lividi,

lei ride metre la stringono con le catene,

lui l’aveva detto che mi avrebbe portato a Budapest

le quattro mani si cercano, muovono l’aria, spingono la luce

ma sono i suoi capelli che non mi permettono di guardarla negli occhi.

Sì poi c’è il gesseto che segna precisamente il contorno della prigione.

E c’è qulacosa in mamma è papà che non va bene, (brava, finalmente ci sei arrivata).

cosa vogliono da me? Tagliati quei capelli!

Cosa diamine hai fatto agil occhi? Quante volte te lo dire di non truccarti?

Lei sarà anche una mamma paziente, ma non ci ha proprio capito un cazzo.

Il gasometro di Schoeneberg segna le sei

Foto del 14-07-14 alle 22.48

E’ tempo buono per gli attacchi aerei
lasciate in pace i little people.
E’ tempo buono per gli attacchi aerei
il gasometro di Schoeneberg segna le sei.
E’ tempo buono per gli attacchi aerei
dicono che il tipo che si è lanciato dalla Rocca Paolina sia morto.
E’ tempo buono per gli attacchi aerei
mi è arrivata un’altra lettera da Equitalia.
E’ tempo buono per gli attacchi aerei
la polizia di Kreuzberg pesta meglio la mattina
E’ tempo buono per gli attacchi aerei
Israele la mani a posto non le sa tenere,
E’ tempo buono per gli attacchi aerei
non prendermi in giro per il mio accento moldavo.
E’ tempo buono per gli attacchi aerei
tu domani ricordati di andare a scuola.

Foto del 14-07-14 alle 22.47

 

Collegare la radio col pianeta terra

Foto del 14-07-14 alle 22.47
Unduetreprova. Processo inverso.
Collegare la radio col pianeta terra.
Purificare i detriti umani, bevendo vodka, noi.
Diventare amici dei ratti, nelle tendopoli che puzzano di marcio.
Raccogliere i sorrisi. Contarli.
Non chiedere nulla a nessuno.
Sperare di farsi una doccia.
Sperare di fare all’amore.
Ascoltare i Sigur Ros. Se il lettore CD ti dovesse ancora funzionare.
Questa volta il controllore non ti farà la multa.
Questa notte dormirai.
Domani si alzerà il vento.
Domani i tedeschi li mandiamo ad Auschwitz.
Domani qualcuno che abita a est del mondo entrerà nella tuo letto.
E tu non avrai il tempo di accorgertene.
Un altro giornale italiano chiuderà.

Unduetreprova. Processo inverso.
Collegare la radio col pianteta terra.
E forse il pianteta terra risponderà.
Foto del 14-07-14 alle 22.48

Morire di luce

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Mi hai imbrogliato pure questa volta.
Mi avevi promesso, cuore, che se ti davo le medicine, la smettevi di agitarti e mi lasciavi dormire.
Mi avevi promesso che se fossi stata felice, non mi avresti più mostrato di notte cieli dipinti col sangue.
Mi avevi promesso che se facevo bene i compiti, avresti spento la luce e il televisore.
MI avevi promesso che se ti avessi fatto ascoltare Varuo, cento milioni  di volte, mi avresti portato a Reykjavik.
Mi avevi giurato che se avessi pregato un anno intero, la notte finalmente sarebbe potuta arrivare anche per me.

Invece sono ancora qui.
a morire di luce.
ad aspettare l’autunno,
ad affogare nell’aria,
a dimenticare il mio nome,
a chiamare il 118, con la forza del pensiero.

Sveglia da sempre

ILOveyou
Sono sveglia da sempre
attenta, no quello io proprio mai.
Un tempo a Perugia si ballava di blu cerchiati gli occhi,
ora di notte a Berlino si aspetta la ritirata dei ratti.
Fortuna che oggi dopo scuola disegnamo assieme,
fortuna che oggi c’è il mercato del pesce a Maybachufer,
fortuna che oggi mi vado a far tatuare tanti baci sulle labbra.

Sprovveduto genere umano del cazzo

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Piacere: Mi chiamo crisalide, sono fatta d’aria. Rubo ai ricchi per dare ai poveri, vedo nei vostri occhi i demoni che vi torturano. Quelli mi fanno un ghigno e guizzano furbi nel mio cuore, come se ci fosse ancora tanto spazio.
E sono pure costretta a tenermeli dentro, gli stronzi.
Sia che tu voglia costruire una radio dalle macerie putrefatte di un accampamento in riva al fiume, sia che tu non abbia più una lira per mangiare. Non è affatto bello scoprire che il tuo bimbo, quello che hai desiderato per anni, il frutto di un amore di carta, sia finito al manicomio per colpa della tua frustrazione.

Dovete essere proprio sprovveduti, voi essere umani, a riprodurvi. Guardate che le api, le rose, le coccinelle, le peonie, farebbero tranquillamente a meno. Delle nostre paranoie. Tra poco io broom broom, salgo sulla navicella spaziale a disegnare rami.

La camera ha fatto la capriola

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Ci sono decine di polaroid bruciate allineate sul divano, trovato nel cortile,
ci sono falene morte tra una trave e un’altra.
La camera ha fatto la capriola, laddove era aria ora è terra, dove è inferno ora è paradiso.

Avrei solo dovuto magiare anzicché bere succo di mela frizzante.
Vi avevo promesso che avarei studiato. Invece, siccome non ubbidisco mai a nessuno,
domani vado a disegnare con la penna sotto pelle due ruote del firmamento.

Lei avrebbe solo dovuto farmi ascoltare della musica e non regalarmi un vibratore,
Lui non avrebbe dovuto chiedere, a me, perché i tedeschi allora hanno sterminato sei milioni di ebrei.
Per quanto ne so io, i tedeschi gli ebrei li farebbero a pezzi pure oggi,
ogni qual volta vanno a ballare i sabato notte a giugno nelle vasche delle piscine popolari abbandonate di Berlino.

INeeDRadio, anybody does

INeedRadio
avevo una radio, trasmetteva dal cuore di un curvo professore di provincia
ti vibravano le viscere quando l’ascoltavi di notte, perché lei ruvida e virtuosa
ti seduceva attraversi i solchi raffinati di quintali di vinili, che io giuro, salverò.
aveva deciso, quella radio di trasmettere amore e di combattere gli mp3
aveva deciso quella radio di parlare una nuova lingua e di recitare ogni giorno un migliaio di poesie
aveva deciso quella radio di non bere di non fumare e non drogarsi
aveva deciso quella radio di rivolgersi solo all’anima e lasciar perdere i business plan
aveva deciso quella radio di non farsi ingannare dal pensiero.

Quella radio da ieri è in vacanza, deve prima andare a potare gli alberi di albicocco.

Porte che aprono a niente

Tageskarte 29.04.14/ Kunst/ Skulpturen Biennale Bingen

le conversioni sono personali
la disperazione nasce dalla consapevolezza dello spazio mentale che divide gli esseri che vivono
la distanza è un’illusione creata dal cervello
siamo un tutto con il tutto
sotto la scorza di tutti c’è la luce
inspirare gli altri, questo c’è da fare
La quantità e qualità del dolore non sono mai misurabili
è difficile aver paura della morte se si è già morti
più facile sentire il dolore dei vivi
è doloroso vedere il proprio dolore riflesso nei volti degli altri
per questo scappiamo
prima di pensare alla tua missione, cerca una margherita, un gatto, una coccinella
mai dimenticare la ruota del kalpa. Ciò che stato tornerà. Ma allora lo avrai dimenticato
Non escluderei che la felicità fosse la percezione del dolore del del piacere. Mentre l’infelicità appunto non sentire nulla

Triennale Bingen 2014 – Mensch und Maschine

se sbattere l’acqua
con la forchetta vi rende felici,
allora fatelo pure

tatuarsi per neutralizzare
l’odio contro se stessi

ora che ho i capelli lughi
potete scalare la mia anima
più facilmente