Lungo il Teltowkanal, all’altezza di Mussehlbrücke

Oggi, le temperature sono state talmente gradevoli, che sono arrivati due Haiku, senza preavviso. Il primo è dedicato a me, il secondo alla presidentessa che il tulipano lo ha avvistato. In pausa pranzo.

gottlieb

Haiku n. 3

La primavera,
se smetti di fumare,
annuserai.

Haiku n. 4

Il tulipano
sporge la testa rossa
verso il treno

E’ nata. La crisalide fatta di acqua

Foto del 06-04-14 alle 11.28

Fatele ciao con la manina 😉
http://crisalidedacqua.wordpress.com/

Tempelhof (Haiku n.2)

Il paradosso
nello stare al mondo
chiamarsi Vita

Il paesino dove io non voglio tornare mai

Suicide
E poi un giorno
il custode
che ha 51 anni
due figlie
uno stipendio
si impicca
proprio nel suo cimitero
in quel paese
dove io
non voglio mai tornare.

La mia bimba Voodoo

La mia bimba Voodoo doveva parlare ai microfoni di Ineedradio stamani, ma io scrivevo Haiku, lei cantava.
Foto del 06-04-14 alle 11.26

E ora vi faccio ascoltare una canzone che non c’entra niente. Se la logica avesse un senso. Ma visto che logica e coerenza non abitano a casa mia…

Vi dedico questo arcobaleno e il mio primo Haiku <3

fucking beautiful crop2
“Fucking Beautiful”, 2012 by Tim Noble and Sue Webster (40mila euro, circa, sta cazzata qui)

Si spalancano
i dotti lacrimali
cantando gioia

She comes in colors ev’rywhere
She combs her hair
She’s like a rainbow
Coming, colors in the air

Ai Weiwei. Martin Goupius Bau. Berlino

aiweiwei
Per fare le cose in piccolo ha recuperato 6mila vecchi sgabelli usati dagli uomini e donne delle dinastie Ming e Quing (anche l’aristocrazia cinese sedeva su sgabelli, talvolta). E anche 3.500 preziose porcellane. Vecchie pure loro. Piazzate nelle 18 stanze da 3mila metriquadri della Martin Gropius Bau.
A partire da domani (ufficiosamente da oggi). Ai Weiwei a Berlino.
Qui qualcosa su di lui ❤ http://ineedradio.funkhaus-gruenau.de/wp-content/uploads/2014/01/crisalide4.mp3
Da ascoltare mentre preparate la cena, guidate, sognate.

Carsten, scienziato di errore

Puntata n.7 Crisalide on Air, su I need Radio, martedì 1 aprile 2014 ore 19. In replica venerdì 4 aprile 2014 ore 11. I love you all!

Episode 7 on Air Chrysalis, I need on Radio, Tuesday, April 1st, 2014 7pm. In reply Friday, April 4th, 2014 at 11 am. I love you all!

Episode 7 on Air Chrysalis, IneedRadio, am Dienstag 1. April 2014 um 19 Uhr. Wiederholung am Freitag 4. April 2014 11 Uhr. Ich liebe euch!

Carissimi, buonasera. La notizia di oggi, da cui la puntata di oggi, è che Carsten Nicolai dal 15 al 17 maggio, che vuol dire due notti e tre giorni, tra circa un mese e mezzo ad Hong Kong lancerà questa nuova video istallazione che si chiama alpha pulse. Funziona così Se ho capito bene, si tratta di un pattern di luci che verrà proiettato sulla facciata uno dei grattacieli simboli della città: international Commerce Center, 490 metri di altezza, fronte porto. L’idea di Nicolai quella di illudere i marinai, per essere romantica, e fare credere loro che quel bagliore è un faro. Perché in effetti, io la posso solo immaginare questa istallazione perché per ora c’è solo un rendering e il progetto è stato finanziato e sponsorizzato da Art Basel, nelle fiere di arte contemporanee la numero uno (mo ricordo che la fiere sono mercati, piazze dove galleristi, artisti, collezionisti curatori si incontrano ma con un fine per come dire commerciale a differenza di Documenta di Kassel o la Biennale di Venezia, dove l’esposizione di arte contemporanea è come dire non viziata dal mercato, dalla compravendita, ma spinta più dalla qualità). Per tornare ad alpha pulse, l’istallazione che promette di essere sensazionale come molte delle installazioni audiovideo di questo ragazzo di Chemnitz (Karl Marx STadt), i visitatori o i residenti di Hong Kong per questi tre giorni e due notti, potranno condizionare l’istallazione con un’applicazione di ciascun cellulare, progettata da Nicolai. Se ho capito bene è come se uno digitando una sequenza di numeri o di pulsanti potrà modificare l’istallazione luminosa e sonora di questo grattacielo-faro.
Ora prima di lanciarvi la prima canzone della serata, volevo dirvi perché oggi parliamo di Nicolai.
Primo. Perché siamo a Berlino. Nicolai vive qui, arriva da Chemnitz che è questa città della DDR nei pressi di Dresda, lui è un ragazzo della Germania dell’est, che vuol dire, volto appuntito, sguardo pungente, preciso come un tedesco, freddo come un russo, spartano. Spigoloso come uomo.
Secondo perché l’artista nicolai, visuale, luci, altri non è che Alva Noto. Sapete chi è Alva Noto?
No? stasera vi tocca sentirlo.


Cominciamo con Moon, Collaborazione con Sakamoto. Avete capito di chi sto parlando?

Allora amici adorati, questa è la crisalide d’aria, crisalide d’aria, bozzolo di fili d’aria, bolla di sapone piena di ossigeno, granelli di sauerstoff, incuneati nel cervello. Così, tanto per la primavera, così tanto per l’amore, così tanto per la radio, così tanto per l’arte contemporanea.
Oggi parliamo di Carsten Nicolai, meglio conosciuto come Alva Noto. Alva Noto è uno dei compositori di musica elettronica più noti al mondo. E mi fa molto ridere che mezzo mondo non lo sa che l’artista di arte contemporanea che espone al Guggenheim e al Moma a New York, Carsten Nicolai, e Alva Noto, divinità in tutte le migliori discoteche del pianeta, sono la stessa persona. Allora io che di musica non ci capisco molto, ancora meno di musica elettronica, un paio di mesi fa, era un freddo, dicembre, freddo pomeriggio piovoso a Berlino, la prima cosa che gli chiedo è ma tu ti senti più Nicolai o Noto, più l’artista visuale o più il musicista. Risposta secca: io mi chiamo Carsten Nicolai, io sono Carsten Nicolai, io nasco come artista visuale, quando ho voglia di giocare a fare il Dj con gli amici e incidere qualche album, allora tiro fuori l’etichetta nome d’arte Alva Noto, il mio doppio musicale che si è fatto pure un’etichetta discografica che è la Rasten Noto. 
Per capirci il nostro poliedrico con Blixa Bargel esce come ANBB
con Royoji Ikeda esce col nome Cyclo
con Optò vuol dire che sta collaborando con Thomas Knak
Alva Noto più Ryuichi Sakamoto, resta così come ve l’ho letto
Signal se lavora con Frank Bretschneider
Un segno stranissimo che credo arrivi dalla matematica e cioè una o o uno zero con una diagonale più Noto in caso di collaborazione Mika Vainio,
alcune cose poi le ha fatte con il solo marchio Alva Noto e altre con Noto.
“Diamond Version è il nome del gruppo composto da me, Alva Noto, con Olaf Bender (già co-fondatore della Rasten-Noto, ndr). Io e Bender da anni giriamo il mondo improvvisando suoni e visual” dice. Proprio qualche giorno fa, dopo un anno di tourné sono stati pure al Sonar di Barcellona lo scorso anno, hanno pubblicato il loro primo long album.

E questo è un brano di questo nuovo di Carsten Nicolai (io se avrò un figlio lo chiamerò Carsten). Questa è Turn On Tomorrow. EP3.

Oggi dicevo parliamo di Carsten Nicolai perché art Basel gli ha commissionato un’istallazione ad Hong Kong di cui, vedrete, se ne parlerà parecchio nei prossimi giorni. E voi grazie ad Ineedradio, la radio che vi ama davvero, vi farete trovare update, super preparati e informati. 
Da quanto ho capito verrà proiettato su questo grattacielo di 500 metri International Commerce center, un centro commerciale, diomio, e come un faro, leggo il comunicato stampa, questo grattacielo invierà degli impulsi sonori e visivi ai cittadini e ai visitatori dell’ex colonia inglese anche un po’ fuori il perimetro cittadino. Impulsi alpha. Alpha è anche il nome dell’applicazione di telefonia mobile che istallata suoi cellulari di chi vorrà prendere parte a questa istallazione, misurerà gli effetti di luci e suoni, e questo davvero non capisco come potrà essere realizzato, ora aspettiamo per vedere di cosa si tratta, tra un mesetto a metà maggio, sull’umore delle persone. Vi leggo un pezzo del comunicato stampa “L’opera presenta un set-up sperimentale che esplora gli effetti che la luce impulsi potrebbero avere l’umore, il rilassamento, l’attenzione e la creatività di spettatori.
Visibile da numerose sedi in tutta Hong Kong e accessibile tramite l’app, α (alfa) impulso può essere vissuto da chiunque in città. Progettato da Nicolai, l’applicazione
fornire l’audio per l’installazione e un misuratore delle risposte sensoriali. Sono consigliati alcuni luighi per meglio osservare la torre e quindi beneficiare di questi impulsi e cioè Tamar Park, Sun Yat Sen Memorial Park e la terrazza sul Podio 3 e 4 della IFC Mall. Dicono che devo dare meno opinioni, ma è chiaro che se vi parlo di questa istallazione piuttosto che di un’altra diffusamente già sto dando un’opinione. E io trovo interessante coinvolgere la città e il suo impianto urbano per sviluppare un’istallazione che oltre a essere bella e divertente, ha questo aspetto dell’interazione che è davvero contemporaneo. Indagare la percezione è una fatto contemporaneo.


E adesso ascoltiamoci Morning altro pezzo Sakamoto-Noto. E ditemi se questo non è il suono del mattino, quando la rugiada cade dalle foglie. Ditemi se il mattino in qualsiasi bosco, parco, foresta del mondo non suona così. Con tutte le sue sincopi e tutta la sua regolarità irregolare.


Torniamo all’artista visuale. Vi voglio raccontare un paio di cose buffe che ha fatto questo ragazzino qui per darvi un’idea di quanto è versatile. Vado un po’ a caso, senza seguire l’ordine cronologico. Una degna di nota ma roba piccolina, diciamo il supporto in questo caso è fotografico, carta fotografica, solo le serie di foto appunto Funken, 2003. Carta fotografica su fondo bianco sulla quale si vedono delle strane linee di colore blue e nero che sembrano, boh rami di alberi secchi, senza foglie, o le traiettorie. Sapete cosa ha fatto Carsten? Ha fotografato le scintille e le tracce di luce che queste hanno lasciato. Per renderle visibili ha invertito negativo con positivo per questo nonostante le foto siano state scattate al buio, il fondo è bianco il giallo della luce diventa blue. E quello che emerge, e dopo vi dirò perché Carsten Nicolai pure se non lo vuole ammettere è un neuroesteta è che lui ci vuole dire che pure le scintille di luce hanno proprietà geometriche. Stiamo parlando di uno che ha studiato il suono della neve. Il suono della neve.
Passiamo a un’altra opera d’arte, telefunken, tutto altro genere, 2000, esposta alla Eigen + Art gallery. Nicolai ha preso tre o quattro televisori ultrapiatti, come è che si chiamano a cristalli liquidi, gli schermi neanche tanto grandi, li ha appesi al muro a mo di quadrotti. Poi ha preso quattro lettori CD (mi sa che l’iPod allora ancora non c’era e i lettori mp3 erano ancora una rarità) e ha infilato l’uscita audio del lettore nel buchino dell’ingresso video del televisore. Fine dell’istallazione. Quattro televisori permanenti.
Vi descrivo un altro lavoro che io trovo davvero geniale, è dello scorso anno ma ha appena vinto un premio alla Japan Foundation for Contemporary art e si intitola CRT MGN. Allora ci sono quattro tubi al neon montati parallelamente tra loro e allineati orizzontalmente su un muro. la loro luce viene registrata da una telecamera i cui segnali vengono trasmessi su uno schermo tv . l’immagine televisore viene distorta da un magnete fissato alla base di un pendolo che oscilla in maniera non regolare (per via di un robo in alluminio) . Inoltre sul magnete oscillante c’è anche una bobina elettrica che potenzia le variazioni di campo magnetico che non solo vanno a modificare la foma e i colori dei cristalli liquidi della tivù ma che producono modulazioni nel circuito elettrico che si trasformano in segnali acustici udibili durante l’esposizione . C’era già un giapponese Paik che aveva lavorato con i magneti nella tivù, era il 1965. Nicolai ci mette dentro un sacco di altra roba.

Ora ci sentiamo mumble mumble, un classico di Alva Noto da solo, Uni C. Ritmo ritmo ritmo per ben sei lunghissimi minuti.

Rieccoci con la Crisalidina d’aria su Ineedradio, radio che trasmette, nel senso di broadcast, amore, e che per ragioni di circuiti energetici metafisici, vive di amore.
Parlavamo di Carsten Nicolai, bambino della DDR che proviene da un paese che un tempo si chiamava Karl Marz Stad, oggi diventato Chemnitz. Lui che è più conosciuto come musicista che come artista visuale, ci tiene a sottolineare che nasce come artista visuale e che nelle sue sperimentazioni estetiche fa uso dei suoni. Cioè io uso per esempio la terracotta, il professore i colori a tempera, lui usa il suono per produrre delle belle immagini. Solo che se io uso la tela come mezzo di appoggio, lui usa il computer, lo schermo video. Fino ad ora vi ho parlato delle opere un po’ più border line della sua produzione artistica. A dir la verità sono altre quelle per cui Nicolai è famoso in tutto il mondo. Comincerei a parlarvi di Cyclo Id che ha realizzato, anzi sta realizzando perché è un progetto never ending con un altro giapponese, non che come Sakamoto è un esperto di musica, ma è un altro artista Ryoji Ikeda che come Nicolai che usa i suoni per farne installazioni visive. Cyclo.id, che sta per Cyclopedia, è un progetto che ho cominciato nel 1999, esposto a novembre scorso al Moma a New York. In Cyclo c’è il cuore della ricerca artistica di Nicolai, ovvero esplorare i suoni e dare loro un’immagine, una visualizzazione grafica, in ordine più o meno geometrico, tramite l’uso dell’oscilloscopio e delle figure di Lissaiouss. L’oscilloscopio è uno strumento di misura elettronico  che consente di visualizzare, su un grafico bidimensionale , l’andamento temporale dei segnali elettrici  e di misurare abbastanza semplicemente tensioni , correnti , potenze  ed energie  elettriche. L’asse orizzontale del grafico solitamente rappresenta il tempo , rendendo l’oscilloscopio adatto ad analizzare grandezze  periodiche . L’asse verticale rappresenta la tensione . Quando queste linee che oscillando fanno delle curve, e queste curve si chiudono tipo a otto o a elleissi incrociati allora nascono le figura di Lissaiouss. E’ inutile che vada oltre con la matematica ma cercatelo Cyclo ID su vimeo. Capolavoro visivo. 
Altrettanto poetico e meraviglioso Unidisplay presentatolo scorso anno, no due anni fa era il 2012 all’Hangar Bicocca di Milano. ha avuto a disposizione un maxischermo di 50 metri sul quale ha fatto viaggiare un numero infinito di visualizzazioni ottiche di suoni, errori di suoni. Milioni di bacchette, allineate, poi qualcuna si inclina creando un effetto domino. Oppure flussi di bastonicini che viaggiano da destra a sinistra a velocità diverse senza interruzione. Vi cito un’ultima opera d’arte prima di lanciare il prossimo brano. 
Nel 2005 a Berlino nell’atrio nella Neue National Galerie a Postdamer Platz presentò Syn Chron, una specie di poliedro anche grandicello via, dalla ossatura in metallo e con le facciate in cristallo. Questa roba qui che era un po’ di tutto, scultura installazione performance di luci e suoni, funzionava da cassa di risonanza dei rumori della città di Berlino. Mi spiego meglio. Ciascuna facciata del poliedro, in cristallo dicevo, diventava una specie di membrana di amplificazione di alcuni suoni che venivano percepiti da alcuni microfono posti all’esterno nel museo e riprodotti, tramite luci, su ciascuna facciata. E’ chiaro che è Nicolai che decide che forma dare a quel tipo di frequenza. Punto linea quadrato cerchio.

Ora il turno di Alva Noto con la pazza islandese, Björk. Questa si intitola Dark Matter. A dopo liebe.

Prima di chiudere la puntata volevo fare una considerazione su Carsten Nicolai in merito al suo essere non essere neuroesteta. Qualche settimana fa, tre per la precisione vi ho parlato di neuroestetica, quella branca super on the hedge, super all’avanguardia dell’arte contemporanea dove vengono presentate cose belle partendo dalle scienze. Che ne so: Ivana Franke ha studiato le luci e gli impulsi visivi e questi impulsi visivi scatenavano una sorta di pattern ottici nel nostro cervello, oppure Olaf Eliasson trasformava una stanza di luci in un pantone di Photoshop a tre dimensioni dove si perdeva la concezione dello spazio e della luce. Insomma stimoli sensoriali per imbrogliare o il nostro cervello o per testarlo. Nicolai se vogliamo fa lo stesso. Lui è un esteta nel senso in cui prima decide che tipo di immagine vuole proiettare su quello schermo o creare a computer e dopo, solo dopo, partendo da quell’immagine che gli piace risale al suono che translitterato tramite informazione elettrica (sistema binario) diventa Gestalt. Forma. Per me questa è neuroestetica. Lui polemicamente mi rispose che assolutamente non voleva avere alcun tipo di etichetta e che non sopportava chi lo definiva tale o psicoacustico e bla bla bla. Salvo poi però non trovarlo a fare il relatore dei maggiori simposi mondiali di neuroestetica. Inoltre sempre polemicamente mi disse che non c’era alcun motivo estetico a muovere le sue scelte artistiche, ma solo impulsi scientifici. Di indagine suono informatica segno grafico. The beauty is not something reliable. La bellezza non è un valore affidabile, mi dice Carsten Nicolai, al secolo Alva Noto. “E’ un sentire individuale, che cambia da persona a persona, ciò che è bello per me non è bello per te. Può essere bella una donna, un fiore, un tramonto, ma anche in quel caso i parametri variano col passare del tempo, sono condizionati dai luoghi, dalle mode, dai contesti socioculturali. Per me per esempio bella è una poesia, bello è uno spirito. Ciò detto, non considero bella un’opera d’arte. Neanche le mie”. Questo mi sta in generale bene. Però poi a Hong Kong va a esplorare la percezione. Con questa perla di saggezza vi saluto sulle note della mia sigla, yesss.

Alpha pulse: su Ineedradio love

carsten_nicolai_project_HK
Prepariamoci ad ascoltare il suono della neve, a vedere i colori dei magneti, a piegare cristalli con la mente. A tra poco, Crisalide d’aria su http://ineedradio.funkhaus-gruenau.de/ Si parla dello scienziato dell’errore. E del suo prossimo viaggio ad Hong Kong. dei suoi errori. delle sue luci. dei suoi impulsi alpha. Che da un grattacielo del suddest dell’Asia, colpiranno i nostri cuori. E i nostri cellulari.

Burma kommt da

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La donna più sexy del mondo sta per arrivare a Berlino. E io l’aspetto. Con amore. 

Calma lumaca: tu scalalo, il Fuji, ma senza affrettarti

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Tre righe, cinque sillabe, sette sillabe, cinque sillabe. Nessuna rima. Solo impressioni. Grazie Emma ❤

di me scrivete che ho amato i versi e i kaki
Masaoka Shiki

fior di azalee su al borgo, ed il candido riso al vapore
Yosa Buson

monti lontani negli occhi riverberan delle libellule
Kobayashi Issa

mangiando pesche fumando sigarette viaggio da sola
Hoshino Tatsuko

Inizio d’autunno: nel mare e nei campi un verde solo
Matsuo Bashõ

si oscura la montagna, e ruba il rosso alle foglie dell’autunno
Yosa Buson

tempio di Mokuboji, le lucciole si avvicinano pure al cane che abbaia
Kobayashi Issa

fredda più della neve è sui capelli bianchi in inverno la luna
Takarai Kikaku

stagno gelato un gamberetto si muove tra le vecchie alghe
Masaoka Shiki

ascolto in questa notte il letargo invernale pioggia sui monti.
Kobayashi Issa

tra fiori di pesco che sbocciano ovunque il primo fior di ciliegio
Matsuo Bashõ

con la prima brina, chissà cosa sogneranno nelle barche?
Takarai Kikaku

senza far rumore, nella pianta di risso s’insinua il bruco
Hattori Ransetsu

la campana del tempio tace, ma il suono continua ad uscire dai fiori
Matsuo Bashõ

il tetto si è bruciato: ora posso vedere la luna
Masahide

quanto silenzio, la neve disegna ali di anatre mandarine
Masaoka Shiki

la lunga notte, il rumore dell’acqua, dicono quel che penso
Gochiku

Fuji d’autunno il posto del disco del sole è scomparso
Dakotsu Iida

mi sorprenderà la pioggia ora che non ho neppure il capello di bambù ma che importa…
Matsuo Bashõ

oh, questo mondo anche la vita della farfalla è impegnata
Kobayashi Issa

mezzodì di pieno estate la morte con gli occhi socchiusi guarda la gente
Iida Dakotsu

allapperà o no questo cachi raccolto per primo
Chiyo-jo

tra la folta erba di Saga, tombe di belle donne
Shiki Masaoka

senza nome, l’erbaccia cresce in fretta lungo il fiume
Yosa Buson

calma, lumaca: tu scalalo, il Fuji, ma senza affrettarti
Kobayashi Issa

silenzio: graffia la pietra la voce delle cicale
Matsuo Bashõ

si sveglia e sbadiglia, il gatto; poi, l’amore
Kobayashi Issa

il vecchio stagno la rana salta tonfo nell’acquatito
Matsuo Bashõ

convalescenza: stancarsi gli occhi contemplando le rose
Masaoka Shiki

Siete proprio una radio strafiga http://ineedradio.funkhaus-gruenau.de/

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A berlino, di notte, di giovedì, al quinto pianto di un palazzo dove a piano terra c’è la Hertz. quella del noleggio auto. C’è amore in una radio. C’è un gatto che accarezza il rullante con la coda, una ragazza che arriva da Fuerteventura, famosa per essere soave e gentile, c’è un professore che crede nella felicità e che qualche volta dipinge col pennello. C’è Scott che è arrivato dal canada per cantare una canzone al professore mentre poi c’è Donpears che arriva da Bruxelles a ricordare quanto bella è la libertà.

http://ineedradio.funkhaus-gruenau.de/