La fioritura dei muri

Se non voleva che le si fermasse il cuore,

era costretta a cancellare parola per parola,

tutte le parole dei libri antichi.

Non prima pero’ di aver cerchiato

di inchiostro rosso tutte le parole cuore,

Di aver disegnato spirali con l’aria

Fili di acqua, piume di fuoco.

aspettando la fioritura dei muri.

fiori dal muro

Hai le borse sotto gli occhi come ti trovi a Berlino Est?

E di colpo venne il mese di Febbraio
faceva freddo in quella casa
mi ripetevi: sai che d’Inverno si vive bene come di
Primavera! Sì sì proprio così.
La bidella ritornava dalla scuola un po’ più presto per aiutarmi
“ti vedo stanca hai le borse sotto gli occhi
come ti trovi a Berlino Est?”
Alexander Platz aufwiederseen
c’era la neve
faccio quattro passi a piedi
fino alla frontiera:
“vengo con te”.
E la sera rincasavo sempre tardi
solo i miei passi lungo i viali
e mi piaceva
spolverare fare i letti
poi restarmene in disparte come vera principessa
prigioniera del suo film
che aspetta all’angolo come Marlene.
Hai le borse sotto gli occhi
come ti trovi a Berlino Est?
Alexander Platz aufwiederseen
c’era la neve
ci vediamo questa sera fuori dal teatro
“ti piace Schubert?”

Saziarsi di noi

hanna_alessandro
La chiamano la morte grigia:
Di quelle che nel vicinato
nessuno sa niente,
nessuno ha visto nulla,
nessuno ha sentito gridare.
Raccontano che per chiedere perdono alla madre,
le spedisse ogni martedì un fascio di fiori.
Raccontano che contava i giorni, le notti,
le ore da sette anni.
Dicono che sia stata lei ad aprire la porta all’assassino.
Dicono anche che era la più brava
al coro della chiesa di Stegliz.
E quella notte, guarda un po’ il caso,
era luna piena,
i lupi mannari si sa
girano spesso per Berlino
per saziarsi di noi.

Piacere, mi chiamo gatto

banksy1
Piacere, mi chiamo gatto

cerco disperatamente il contatto

ma se mi si avvicina uno dò di matto

e scappo.

Piacere, mi chiamo cane

dicono sia buono come il pane,

se ho fame mangio le banane,

ma se gatto scappa nell’altra direzione,

non resito alla tentatazione.

Non ucciderti. Uccideresti la persona sbagliata

Di liebe

Non ucciderti.
Uccideresti la persona sbagliata.
Questo ordinò
il giullare musulmano
immerso nella vasca da bagno
all’amante spagnolo.
Era convinto, il giullare, che
quando il cuore è colmo di aria,
trabocca amore dalla bocca.
Era convinto, il giullare, che
quando il cuore è troppo grande,
attraverso le porte del mondo
non ci passa.
E l’amante spagnolo,
che ascoltava in silenzio,
dopo aver sfumato
il grigio sullo specchio,
allineò le bussole
sul bordo del lavabo.
E le quelle si allinearono verso nord.

Sai, io non ti vedo

Foto del 11-02-15 alle 22.39 #4

Faccina sorriso cuoricino.
Premi invio. Dentro di te la odi.
Che bello sei tornata,
vediamoci una sera di queste.
Ti si riempie la faccia di bolle,
cominci a grattarti,
ti strappi via la pelle.
Mi faresti un piacere?
come no, dimmi tutto!
Oggi vado dall’estetista,
devo limare le unghia mettere lo smalto.
Andresti a prendere mia figlia all’asilo?
Ma certo che sì,
Poi quando torni ci prendiamo anche un caffé.
Le si accartoccia la faccia da vecchia.
Aggrinza le guance arriccia gli occhi.
Stranamente nulla si rompe.
Quell’arco di labbra deforme sarebbe un sorriso (ti dice la voce che sta dentro di te)?
Terrorizzata dal mostro,
sorridi e scappi via.

Il telefono squilla.
Dove sei finita?
Dovevamo vederci per quel concerto?
Hai fatto la spesa?
Se posso permettermi, così finirai per ingrassare.
Sai io sto molto male.
Sa io sono sempre la più brava.
Sai io non ti vedo per niente.

Post fuori tema

Le parole di Kyala non me le voglio dimenticare.

Tutti,

se state ricevendo questa lettera significa che sono ancora prigioniera ma i miei compagni di cella (a partire dal 2 novembre 2014) sono stati rilasciati. Ho chiesto loro di contattarvi e di mandarvi questa lettera. E’ difficile sapere cosa dire.

Sappiate che sono in un luogo sicuro, completamente incolume + in buona salute (ho messo qualche chilo infatti); sono stata trattata con il massimo rispetto + gentilezza. Volevo scrivere a tutti voi una lettera piena di riflessioni (ma non sapevo se i miei compagni di cella sarebbero partiti nei prossimi giorni o nei prossimi mesi, il che ha ridotto il tempo a disposizione) ma soprattutto ho potuto solo scrivere la lettera un paragrafo per volta, perché soltanto pensare a voi mi fa scoppiare in lacrime.

Se posso dire di aver sofferto durante tutta questa esperienza è soltanto perché so quanto vi sto facendo soffrire; non vi chiederò mai di perdonarmi, perché non merito di essere perdonata.

Ricordo che la mamma mi diceva sempre che alla fin fine l’unica cosa che ci rimane davvero è Dio. Sono arrivata in un punto della mia esperienza in cui, nel vero senso della parola, mi sono arresa al  nostro creatore perché letteralmente non c’è nessun altro… + grazie a Dio e alle vostre preghiere mi sono sentita teneramente cullata in caduta libera. Mi è stata mostrata l’oscurità e la luce + ho imparato che anche in prigione, si può essere liberi. Sono riconoscente.

Ho imparato a capire che c’è del buono in ogni situazione, a volte dobbiamo solo cercarlo. Prego ogni giorno che, se non altro, abbiate anche voi sentito una certa vicinanza + abbandono a Dio + abbiate formato un legame d’amore e supporto l’uno con l’altro…

Mi mancate tutti, come se fosse passato un decennio di separazione forzata. Ho avuto molte lunghe ore per pensare, per pensare a tutte le cose che farò con Lex, alla nostra prima gita di famiglia in campeggio, al primo incontro all’aeroporto. Ho avuto molte ore per pensare a come soltanto nella vostra assenza sono riuscita finalmente a capire a 25 anni il mio posto nella vita.

Il dono che ciascuno di voi è per me + la persona che potrei o non potrei essere senza di voi nella mia vita, nella mia famiglia, come mio sostegno….NON voglio che i negoziati per il mio rilascio siano una vostra incombenza. Se c’è un’alternativa, sceglietela, anche se ci volesse più tempo. Questo non avrebbe mai dovuto diventare un peso per voi. Ho chiesto a queste donne di aiutarvi: per favore chiedete il loro consiglio. Se non lo avete ancora fatto [CANCELLATURA] potete contattare [CANCELLATURA] che potrebbe avere una certa esperienza con queste persone.

Nessuno di noi poteva sapere che ci sarebbe voluto così tanto tempo, ma sappiate che sto anche lottando da questa parte nei modi in cui posso + ho ancora molta forza per lottare dentro di me. Non sto crollando + Non cederò, non importa quanto ci vorrà.

Ho scritto una canzone, alcuni mesi fa, che dice: “La parte di me che duole di più è quella che spinge ad alzarmi dal letto, senza la vostra speranza non resterebbe nulla.…” Cioè, il pensiero del vostro dolore è la fonte anche del mio, ma allo stesso tempo la speranza che saremo di nuovo insieme è quello che mi dà forza.

Vi prego di essere pazienti, di offrire a Dio la vostra sofferenza. So che volete che io sia forte. Questo è esattamente quello che sto facendo. Non abbiate paura per me, continuate a pregare e anch’io lo farò + per volere di Dio saremo presto di nuovo insieme.

Tutto il mio tutto,

Kayla

 

Un romanzo in 24 ore di Ringbahn

20150207_153620.

“Mi raccomando Micha, non bere troppo ok? Io ora vado a casa a dormire che sono sfinita. Noi ci vediamo domani, ok? Diceva al telefono la ragazza turca al findanzato in metropolitana, mentre mettendosi ancora un altro strato di Rimmel, andava dall’amante a Steglitz”.

Volevo solo dire a tutti che ci sono riuscita. A scrivere un romanzo in 24 ore girando in Ringbahn a Berlino. Grazie al signor Carletto, Nichiren Daishonin, Antonella, una zebre sur la langue, Nicoletta Grillo, Raum B, la Bvg ed Enzo.

A breve, a puntate “L’amore sopravvalutato”.
Qui su crisalide d’aria. ❤
Italiano e tedesco. si sa mai ❤

Tu vai, loro SS

occhi
Tutte stronzate:
tra est e ovest non c’era nessun muro.
c’era solo una vasta terra di mezzo,
dove – si narra – i libri venissero murati vivi,
sotto i davanzali d’inverno nelle case di Kreuzberg.

E’ facile vincere la guerra,
quando i soldati sono femmina.
E’ facile vincere la guerra,
Quando il nemico non conosce Stalingrado
E’ facile vincere la guerra,
quando i registi tagliano la testa ai comandanti.

C’è stato un momento in cui
le cartine di tutta Europa,
non avevano più colore.

I am a fountain of blood in a shape of the girl

winterschlaf
Di’ la verità: lo hai fatto apposta a morire,
cosicché io non trovassi più me stessa.
cosicché io montassi a neve il mio cervello. Per decenni.
cosìcché ogni qualvolta luna è piena,
io assumessi forme di fontana di sangue.

İstiklâl Caddesi

Istanbul

Accendi i ventilatori in moschea,
ché a Berlino è meno cinque.
Balla sufi,
Balla sufi,
soffia e muori.
Poiché la voce della donna turca,
unica femmina autorizzata
a cantare nel bar sport
del paese di frontiera a ovest,
ti taglierà le vene.
Ancora un altro tramonto sul Bosforo,
Ancora un altro olocausto dimenticato.
Ancora un’altra domenica di pane e sangue.
Mio amore curdo,
torna da me İstiklâl Caddesi.

Remembering Auschwitz: 70 Years later

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Rogo di Uomo

Sono andata ad Auschwitz,
non certo per veder spezzate le matite di Charlie.
Lì in Polonia anche i pini hanno smesso di crescere.
Il nonno si occupava della resurrezione dei ricci,
il padre spianava il giardino bucato dalle talpe
la mamma dal canto suo, il bucato lo stendeva in giardino.
Grande cazzata. Con tutto il nero che c’è nell’aria.
Fossi in lei non lo farei
gela la colza
gela la segale
gela la cenere

Sono andata ad Auschwitz,
non certo per bermi un caffé al Mac Donald
La bambina nata nel 1942 si è salvata.
Sua madre no. E’ uscita che pesava 25 chili,
In compenso con suoi i capelli d’oro
ci hanno tessuto una rete
con cui i pescatori dell’Elba ancora oggi vanno a lavorare.
Se fossi in voi
il genocidio lo rifarei
le stufe le accenderei
nel crematorio numero sei

Sono andata ad Auschwitz,
non certo per dare giudizi al vento.
Lui se vuole ti spezza le ossa,
Lui per sua natura è cattivo,
Lui ha il compito di disperdere
i fumi di rogo umano.
Se fossi stata al mio posto
te ne saresti scappata
Cappadocia ad ogni costo
cavalli impazziti
matita spezzata.

Vita La Roux