E Cattelan lanciò il suo blog

Maurizio Cattelan, all'ingresso della Family Business
Maurizio Cattelan, all’ingresso della Family Business

Dopo Toilet Paper, dopo la Wrong Gallery, dopo Family Business, ecco il blog della galleria del mio uomo, Maurizio Cattelan. Lanciato proprio oggi. http://familybusiness.us/

Se tuo padre picchia tua madre è colpa del rumeno

Il bel centro storico del soleggiato paesotto italico

Non è un mistero che mal sopporto alcuni abitanti dell’Italia. A chi insiste dicendomi Italiani brava gente, racconto questa storia.
Nel piccolo condominio di un bel centro storico di un soleggiato paesotto della terronia, il 20 giugno è accaduta una sciagura. Pare che in pieno giorno gli inquilini rumeni del piano di sotto a un certo punto si siano messi a ridere e che l’inquilina italiana un po’ ageé del piano di sopra abbia letto tra le righe dei sorrisi maliziosi dei vicini di casa, un feroce attacco alla sua persona.
Lei urla loro dal balcone (traduco): perché voi albanesi di merda venite dal vostro sporco paese a ubriacarvi in italia
Gli amici rumeni rispondono (traduco): intanto siamo rumeni e poi stavamo ridendo per i fatti nostri
Lei insiste (traduco): state sempre a fare casino e siete sempre ubriachi, albanesi di merda, e poi picchiate pure le vostre donne. Io le sento quelle poverette urlare di notte
Gli amici rumeni reagiscono (traduco): brutta vecchia siamo rumeni non romperci le palle e fatti i cazzi tuoi

Il dibattito aristotelico prosegue con gli stessi toni e con gli stessi contenuti per, diciamo, 10 minuti abbondanti.
La donna italiana si sfoga con un pianto solitario e finisce lì. O almeno così sembra al pubblico della strada che ha assistito alla scena.
Cala la notte, il marito della donna rientra nel condominio degli screzi dopo una giornata di fatica in mezzo ai campi. La moglie rompe nuovamente in un pianto, racconta dei presunti insulti, lui le ammolla un cazzotto in un occhio – a momenti la cieca – e quindi le rompe uno zigomo. I rumeni nel frattempo stanno zitti al piano di sotto.
Passano i giorni. Cinque. Il vicinato viene interpellato per capire l’origine dello screzio. Chi-ha-insultato-chi chi ha cominciato per prima, chiamare o non chiamare la polizia.
Per ultima scende in campo la figlia della mamma mal menata. E’ molto arrabbiata. Ha tutte le intenzioni di rivolgersi alle forze dell’ordine. Questa volta si è superata la linea maginot della tolleranza: sua madre non può essere più trattata così. E, spiegherà alle forze dell’ordine, che è tutta colpa dei rumeni se suo padre è stato costretto a picchiarla a mollarle quel pugno in faccia. Fossero stati indiani non sarebbe successo.
Il teorema è quindi: se tuo padre picchia tua madre è tutta colpa del rumeno.

Commonwealth

C’è sempre un posto che soggiace a sua maestà imperiale regina di Inghilterra, che mi fotte. Amici fratelli sorelle me stessa. Londra, Hull, Dublino, Liverpool, New York. E ora Brisbane. Goodluck bros.

Ho visto Diaz

Proprio il film sulla scuola di Genova. siete dei porci. E qui chiudo.

L’arte libera la notte

Stanotte, a Venezia, c’è Art Night. Una specie di notte bianca della cultura. Ci vada chi può.

Lupin ruba (e poi restituisce) il Don Giovanni di Dalì


Hanno rubato un Dalì. Precisamente il Cartel des Don Juan Tenorio, realizzato nel 1949, del valore di 150 mila dollarazzi.
Il Cartel in questione era la locandina (Dalì è quello che ha disegnato l’incarto delle Chupa Chups. Sì, i lecca lecca) di una delle mille riedizioni teatrali del Don Giovanni. Nella fattispecie Dalì prestò la sua sapiente matita all’opera drammaturgica di José Zorilla (1844), quella che ricalca più fedelmente la versione numero uno del Don Giovanni. Ovvero: Il seduttore di Siviglia di Tirso de Molina (1630).
Martedì sera succede che la Venus gallery, Upper east side, Manhattan, New York, era in festa. Immaginate un opening con tanta gente, discreto champagne, finti sorrisi, e molti soldi.
Arsenio Lupin resta a fissare Don Juan Tenorio per un po’. Un po’ troppo, direi. A un certo punto, con leggerezza felina fa scivolare il dipinto nella borsa e, inosservato, se la dà a gambe.
La polizia lo sta cercando, grazie anche a un identikit ricavato dalle immagini delle telecamere e circuito chiuso che si trovano in strada. Il problema è che siccome pare che l’opera fosse patrimonio personale del proprietario della Venus, è probabile che non fosse assicurata. PS Meno di una settimana dopo, il 30 giugno successivo, l’impavido Lupin ha restituito la refurtiva via pacco postale.

Clio invasion

Ho scoperto che la gente sull’autobus, nel treno, in piazza, si mettono lo stesso smalto di Cliomakeup. E sì, sapevatelo, Clio mi era vicina di casa. A Brooklyn-state-of-mind.

La vita è una cosa meravigliosa

E non lo dico io. Ma Kristina Alisauskaite. Oil on canavas. Kristina Alisauskaite, tipa di Vilnius, che titola Wonderful everydaylife V.

Tempi moderni

Qua s’e’ scambiato il cimitero con la stazione… (detto paesano)

There’s a starman waiting in the sky

There’s a starman waiting in the sky
Hed like to come and meet us
But he thinks he’d blow our minds
There’s a starman waiting in the sky
Hes told us not to blow it
Cause he knows it’s all worthwhile
He told me:
Let the children lose it
Let the children use it
Let all the children boogie

La gente di Dublino stanno male

L “senti l’ultima: vado a dublino ad accompagnare un gruppo di 14enni milanesi scapestrati a farsi le vacanze. Non ne uscirò viva”.
S “fatti firmare un disclaimer in cui si dice che i genitori non potranno rivalersi su di te se i pargoli torneranno appassionati di guinness”

Fiori di primavera

Ciao, sono un fiore molto raro. Spunto dalle piante grasse una volta ogni mille mila anni. Di giorno ho gli occhi-petali aperti. Poi di notte li richiudo.