In morte delle illusioni

Thunder Road, something dying down on the highway tonight

C’è sempre un treno carico di santi e peccatori (che passa per Barca)

Grab your ticket and your suitcase
Thunder’s rolling down the tracks
You don’t know where you’re goin’
But you know you won’t be back
Darlin’ if you’re weary
Lay your head upon my chest
We’ll take what we can carry
And we’ll leave the rest

Big Wheels rolling through fields
Where sunlight streams
Meet me in a land of hope and dreams

I will provide for you
And I’ll stand by your side
You’ll need a good companion for
This part of the ride
Leave behind your sorrows
Let this day be the last
Tomorrow there’ll be sunshine
And all this darkness past

Big wheels roll through fields
Where sunlight streams
Meet me in a land of hope and dreams

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I need your heart/In this depression

Baby, I’ve been down
But never this down
I’ve been lost
But never this lost

This is my confession
I need your heart
In this depression
I need your heart

Baby, I’ve been low
But never this low
I’ve had my faith shaken
But never hopeless

This is my confession
I need your heart
In this depression
I need your heart

And I’ve always been strong
But I’ve never felt so weak
And all my prayers have gone for nothing
I’ve been without love
But never forsaken
Now the morning sun
The morning sun is breaking

This is my confession
I need your heart
In this depression
I need your heart

This is my confession
I need your heart
In this depression
I need your heart

This is my confession
I need your heart
In this depression
I need your heart”

Land of hope & dreams (the boss)

Ho bisogno di pioggia inglese, di ascoltare l’ultimo album di springsteen un miliardo di volte
Ho bisogno di riprendermi berlino
Di fare foto alle spose e sognare lands of hope and dreams.
Devo cominciare a dare retta ai semafori, a vomitare il glutine, a coltivare il glicine e ammazzare il polline. Devo togliermi gli scarponi, curare le vesciche e smetterla di ridere per un solletico che non esiste.
E’ arrivato il momento di fare i conti con le disarmonie. Accendere il climatizzatore e andare in letargo. Prima pero’ datemi un’ultima sigaretta.

Il senso di Caltanissetta per il burro

“salve signora, li avete ancora gli arancini?”
“si eccoli, sono rimasti solo quelli al burro”
Attimo di silenzio, indecisione del cliente, interviene la signora:
“no, ma non si preoccupi, questi son leggeri”

Giurisprudenza

Ma e’ legale somministrare in un vagone di un treno ben frequentato, un’intera playlist di musica di merda, ad alto volume?

A proposito di Neet (not in employment, education or training)

Certo, l’anagrafe alla fine vincera’, ma intanto lo spreco di speranze, di risorse e di futuro grida vendetta e dovrebbe farci vergognare. W. passerini, la stampa.

Il riscatto della De Keersmaeker: Dopo il plagio di Beyoncé, la coreografa riparte dalla Tate

Segnatevi in agenda queste tre date: 18, 19 e 20 luglio. Tate Modern, Londra.
Una delle icone viventi della danza contemporanea, Anne Teresa De Keersmaeker, presenterà al pubblico, gratuitamente, per quattro volte al giorno, un riadattamento, di una delle sue coreografie più note, Four movements del 1982.
La de Keersmaeker ha studiato danza al Mudra, la scuola diretta da Maurice Bejart a Bruxelles e poi alla Tisch School of the Arts di New York.
Nel 1983, ha fondato la compagnia Rosas e ha creato la pièce Rosas danst Rosas, un capolavoro di arte performativa che ha conquistato il Bessie Award, il premio alla coreografia più importante negli Stati Uniti.
Dopo diverse produzioni e numerosi premi, Anne e la sua compagnia decidono d’installarsi a La Monnaie, l’Opera National di Bruxelles nel 1992.
Fin qui, boring, direte voi.
Se vi dicessi però che la poveretta è stata vittima di plagio da parte di Beyoncé? La cantante pop le ha letteralmente copiato la coreografia di Rosas danst Rosas (il video in apertura) usandola nel video del singolo Countdouwn (a seguire).

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Obey the Giant, ti perdono perché skater

Per festeggiare il 50 anni, i Rolling Stones si sono fatti, come dire… re-inverdire il logo. Chiamando in causa Shepard Fairey, colui che ha stilizzato l’immagine di Barack Obama alla sua prima corsa alla Casabianca, nel 2008. Non è la prima vola che l’artista di Washington viene ingaggiato da musicisti per disegnare copertine loghi o locandine. Prima dei Rolling Stones, Shepard aveva già disegnato le copertine degli album di Tom Petty, Stone Temple Pilots, Smashing Pumpkins, fino ai Led Zeppelin, Neil Young e Crazy Horse.

E mentre tutti attendono tra un mese la conferenza stampa di Keith Richards che presenterà il nuovo album e il tour per festeggiare il 50esimo compleanno della band, io mi domando: ma qual è il valore aggiunto di Shepard? Il logo delle famose labbra fu originariamente disegnato da John Pasche nel 1971 e lanciato con l’album Sticky Fingers.

Ma Shepard, alias Obey the Giant, alla fine lo perdoni. Un restyling semplice per un ragazzo semplice che arriva dal mondo dello skateboarding di Charleston, Sud Carolina. Diventato famoso quasi per caso nel 2008 con un poster. Hope.

Un messaggio iconografico forte, che oggi dopo la consacrazione della riforma sanitaria di Obama, è più attuale che mai. Quasi quanto lo fu nell’estate 2008.

Mario, sposami #Balotelli

Ed eccolo il momento più bello di una notte già magica. Rientrare a casa nel paesotto della terronia e ascoltare questi bambini che fanno poco meno delle elementari, urlare all’unisono senza sosta B A – L O – T E L – L I.
Lo ha scritto la mia amica. E lo ripeto. Una sola partita è riuscita a fare all’Italia quello che per decenni migliaia di clandestini morti annegati nel canale di Sicilia, non sono riusciti a fare. Farli sentire come noi. Farci sentire come loro.
Nel dopo partita, anche nel paesotto della terronia ho visto il ghanese con la parrucca tricolore abbracciare il rumeno che passava la birra al pachistano che gridava POPOPOPOPOPO e baciava l’italiano. Che a sua volta stringeva la mano di una senegalese.
E’ probabile che l’Italia la perderà la finale contro la Spagna meravigliosa. Ma stasera l’Italia e’ campionessa di umanita’, fratellanza, we are the world.
Balotelli, con quegli addominali da star male, è uno di noi. Un figlio, un marito, un uomo. Il nostro. Mario, quindi, ti prego, sposami.