Dopo averlo rincorso per una vita, ora lo rifuggo…
Lucifero
Dopo averlo rincorso per una vita, ora lo rifuggo…
Dopo averlo rincorso per una vita, ora lo rifuggo…
Questo blog è nato su un volo New York – Milano nel marzo 2012. Con oggi è stato visitato 10mila volte. Piccole cose. Grazie tutti.
That blog was born when I was flying form New York to Milan, March 2012. Today I’ve got 10,000 visitors. Thank you all.
YES I AM. Non solo un titolo: una dichiarazione al mondo. Come quando a lezione di inglese, all’appello con la mano alzata, rispondevamo Here I am, Io sono qui. O come quando Barack Obama ha lanciato la sua campagna elettorale anti-Bush, affermando, con determinazione: Yes We Can. Sì noi possiamo.
L’opera di teatro che urla al mondo, SI’ IO SONO, debutterà all’Elfo Puccini di Milano il prossimo 30 ottobre. E replicherà ogni sera fino al 4 di novembre (qui il link che rimanda alla pagina Facebook)
Il giovane bello scugnizzo che ha ideato la performance – Alessandro Rugnone, 28 anni non ancora compiuti – è una di quelle rivelazioni del teatro italiano che non so quanti premi di miglior attore ha già portato a casa, nella sua Bagheria. Da due anni, tra un palcoscenico e un altro, lavora a una trasformazione. Privata. Ma di un senso universale. Che ha riversato in questo lavoro.
Non vuole, per scaramanzia o per creare il giusto grado di pathos che fa tanto bene a un’opera contemporanea nuova, rivelarne i contenuti. Ma qualcosa siamo riusciti a farci raccontare.
Sapessi com’è strano
Tu che sei di Tokyo io di Milano
Amarmi tra la gente che lavora
Non facendo niente qui a Milano
Sapessi com’è strano
Essere tossica dipendente di Milano
Bucarsi tra la gente che ti guarda e dice:
sto deficiente è di Milano
quand’è che vado in Inghilterra
quand’è che me ne vado dalla terra per
Milano
Sposami sai bene
Cambia il mio nome in Ariele di Milano
Tu sei l’amore bellissimo come sei tu
Sapessi com’è strano
Aspettare il tram qui a Milano
Io faccio dei ponteggi
Non mi piacciono le leggi di Milano
C’è anche San Vittore
Disintossicami dal panettone di Milano
Sono nata in un brefotrofio
Sono nata perché ero di troppo per Milano
Tu sei l’amore bellissimo
Come sei tu qui a Milano
Detto paesano: “la sfiga e’ assenza di figa”
La mia mansarda potrebbe trovarsi benissimo nel Panier a Marsiglia, o a Lavapies a Madrid. Lungo la Brick Lane a Londra o sulla Berford Ave, a Brooklyn. E invece sta qua. Galleggia nel cuore di questo accampamento romano che divide lo Stato Vaticano dal Regno delle due Sicilie.
Eppure anche qua, io dipingo dentro e il rumeno ride e beve birra fino all’alba, fuori. Di giorno, col sole allo zenith, la donna vecchia tira fuori lo sgabello e
Sciacqua i lupini. bimbi bianchi portano stufi paletta e secchiello nella macchina di mamma’, bimbi neri corrono allegri dalla parte opposta con un secchione di acqua sporca. Anche qui gli umani parlano di balcone in balcone e per certi di essi basta la tivu’ del vicino. A terra e’ selciato. I tramonti sono rosa. qualcuno sta friggendo le cipolle. E i gatti ti guardano stupiti.
“Delle diciassette medaglie finora conquistate nell’ambito della Campagna di Londra, sette provengono dagli spadaccini, cinque dai tiratori scelti e una dagli arcieri. Era dai tempi delle guerre puniche che l’Italia non forniva una prova simile di virtù militari. Non che la cosa inorgoglisca particolarmente il pacifista che è in me”. Massimo Gramellini, La Stampa, 7 agosto 2012
Avrebbe compiuto oggi 43 anni. Elliott Smith. E’ morto per quel maledetto male di vivere. Che a noi ci lascia annaspare nella merda. Questa è Waltz#(hashtag)2.