Fukushima

Che dire di oggi. Che anche la Demi (urtas) ha smesso di fumare. E io in compenso sto per andare a Fukushima. E mi volevano ammazzare Verona. Bene così.

POWER

Oh, Sinnerman, where you gonna run to?
Sinnerman, where you gonna run to?
Where you gonna run to?
All along dem day

Well I run to the rock, please hide me
I run to the Rock, please hide me
I run to the Rock, please hide me, Lord
All along dem day

But the rock cried out, I can’t hide you
The Rock cried out, I can’t hide you
The Rock cried out, I ain’t gonna hide you guy
All along dem day

I said, “Rock, what’s a matter with you, Rock?”
“Don’t you see I need you, Rock?”
Lord, Lord, Lord
All along dem day

So I run to the river, it was bleedin
I run to the sea, it was bleedin’
I run to the sea, it was bleedin’
All along dem day

So I run to the river, it was boilin
I run to the sea, it was boilin’
I run to the sea, it was boilin’
Along dem day

So I run to the Lord, please hide me Lord
Don’t you see me prayin‘?
Don’t you see me down here prayin’?

But the Lord said, “Go to the devil
The Lord said, “Go to the devil”
He said, “Go to the devil”
All along dem day

So I ran to the devil, he was waitin
I ran to the devil, he was waitin’
Ran to the devil, he was waitin’
All on that day

I cried, power
(Power to da Lord)
Power

Auto atomica

“Sapere che tu possiedi un’auto mi dà la stessa tranquillità del sapere che il Pakistan ha l’atomica” ms

Quella volta del freno a mano

T. Ma che lavoro fa il tuo babbo?
B. Ma sai che non lo so… ora è in pensione.
T. E quando non era in pensione?
B. Bah, lavorava in un’industria tessile?
T. Ricordi il nome?
B. No non credo…
T. E che mansione?
B. Sai che forse non l’ho mai saputo? E’ che io e mio padre non ci siamo mai parlati molto. Cioè, non è che avessimo un brutto rapporto, semplicemente non ci parlavamo. Ma non discutevamo neanche. Tranne una volta, ora che ci penso… Sì, quella volta si arrabbiò con me. Forse fu l’unica volta. Avevo cinque anni, ero in macchina con lui in autostrada. E io ho tirato il freno a mano. Sì quella volta si arrabbiò un bel po’.

(riferimenti a fatti e persone sono puramente casuali)

Ecco perché non mi piacciono le vacanze al mare

Un elefante pur essendo 10 mila volte più grande di un porcellino d’india, ha bisogno di una quantità di energia solo mille volte superiore. Così anche le metropoli e i suoi micro abitanti, che siamo noi.

Le persone che vivono in luoghi densamente popolati hanno bisogno di meno riscaldamento e di meno chilometri di asfalto a testa, rispetto a chi vive in campagna. Ma nessuno si trasferisce a New York per risparmiare sulla bolletta del gas.
Perché sopportiamo appartamenti troppo cari, ingorghi di traffico, Pm10? Perché cerchiamo uomini e umanità. Più aumenta la concentrazione di persone per chilometro quadrato, più aumentano velocità di scambio delle idee e volontà di collaborare. (Vita e morte delle grandi città, Geoffrey West).

Ecco spigato perché non mi piacciono le vacanze al mare, il buio e il silenzio.

la vita si misura col peso delle scatole

Sono al trasloco numero 14. Ho cambiato in 31 anni e mezzo 14 case, 7 città, 4 nazioni. E mi manca ancora di stare a madrid, tokyo e bahia.
I traslochi di norma mi riempiono dell’adrenalina della novità. Ma ogni volta ho reciso pezzi di vita. Con la scusa di diventare sempre più leggera, alla fine non mi è rimasto quasi niente.

(la vita sarà anche una merda ma con l’iPhone 4 passa tutto).

e comunque a danza non ci vado più

Avevo quasi dimenticato di avere un blog. Poi ricordandomi che la mia amica geolin ne aveva uno, sono andata a leggiucchiare. Poi, toh! Ora che ci penso anche io ce l’ho il mio micro mondo.
Risultato, mi accorgo che erano quattro mesi – 120 giorni – che non passavo da queste parti. Per chi avesse da ridire, voglio solo ricordare, che nel frattempo c’è stata Marsiglia, piazza Tahrir, Hosni Mubarak e poi Ben Alì. C’è stata La Libia, Sarkò, l’Onu la Nato e le bombe. mediterraneo e yemen, terremoto e Fukushima, barre di uranio e barre di plutonio, pesce al cesio e creme all’idrogeno, divorzio povero e colica biliare, scatoletta incriminate col cacao amaro, petrolio dolce e teheran pericolosa, diari di damasco e lacrime di chernobyl.

E poi anche Misurata. E se ne è andato Tim e se ne é andato Chis. Così, senza avvertire, prima che potessi dar loro un bacio.

Iran, l’arte della libertà

(da Lettera43.it) Sei anni fa il pittore iraniano Pooya Razi rischiò il carcere per aver deciso di aprire le porte della sua casa, nel centro di Teheran, a ragazze non sposate in cerca di un posto dove dormire. Oggi lavora con un gruppo di registi e animatori per realizzare un cortometraggio ispirato ai protagonisti dei suoi disegni.
Razi, classe 1984, è uno dei pochi indipendenti che resiste alla durezza del regime iraniano. E resiste in una città che, pur contando 12 milioni di abitanti, si trova con una scena artistica sempre più in ombra, pressata dall’incubo delle ritorsioni del presidente Mahmoud Ahmadinejad, sempre più intollerante a oppositori, dissidenti o a semplici voci fuori dal coro.

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Essere cigno. Nero. E tremare.

Ieri ho visto Black Swan, il cigno nero, un film che butta un occhio sul brutto modo con cui una danzatrice sente il proprio corpo, sul clima malsano che stagna dietro le quinte dei teatri, nella sale prove delle compagnie. Da danzatrice, ne sono rimasta sconvolta.

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Essere cigno. Nero. E tremare.


Ieri ho visto Black Swan, il cigno nero, un film che butta un occhio sul brutto modo con cui una danzatrice sente il proprio corpo, sul clima malsano che stagna dietro le quinte dei teatri, nella sale prove delle compagnie. Da danzatrice, ne sono rimasta sconvolta.
Ho ripensato ai film che più mi hanno sconvolta in passato. No quelli belli, no quelli tristi, no quelli che mi hanno insegnato qualcosa, ma quelli che mi hanno fatto fare gli incubi, che mi hanno terrorizzato, che mi hanno fatto tremare o scappare via dal cinema.
Black Swan è l’ultimo della lista.

1) Alive (avevo 17 anni);
2) The blair witch project (avevo 19 anni);
3) The hole (avevo 21 anni);
4) Memento (avevo 23 anni);
5) Dancer in the dark (forse 24 anni);

E’ molto probabile che le cose che mi causano incubi hanno a che fare con la pelle strappata e con le allucinazioni. Guardare la pelle strappata agli altri mi scatena dolore fisico, non trovare la linea di demarcazione tra le allucinazioni e la realtà mi manda in paranoia. E mi fa venire i conati di vomito.

Dio è morto, ad Haiti, nel 2010

Eccole le 10 canzoni del 2010. Quelle che hanno scandito l’anno, quelle che si sono incuneate in certe situazioni, si sono innestate nel mio cervello, me le sono portate dentro per giorni o mesi, e sono rimaste lì, a vegetare.
Io che però sono di palato fine, in quanto a musica, e anche troppo eclettica, mi sento di garantire sull’utilità oggettiva di certi brani. Tipo the Boss: lo prendi e lo usi sulle strade di un viaggio in auto, Sabina e Rodriguez ottimi per fare all’amore, Labradford per pensare ai massimi sistemi, Casabalancas e Broken Bells  per andare a un appuntamento a cui si è mezz’ora in ritardo. Notwist e Lali Puna, li porterei con me in paradiso, se solo esistesse.Continua a leggere “Dio è morto, ad Haiti, nel 2010”

Siamo soddisfatti dal lunedì al venerdì

1) we are more than overwhelmed
2) by hundreds of hugs and  a million good words

3) we are  satisfied  from monday ‘til friday
4) and on sunday we cry

5) but we like it from that point of view
6) so we stay here and bear until dawn everyday
7) and we stay here and bear everyday

8) we never ever lied from ten in the morning
9) we are honest ‘til nine we are overcute
10) we never will manage to be rude only twice