In Berlin, by the wall You were five foot ten inches tall It wasv ery nice Candlelight and Dubonnet on ice We were in a small cafe You could hear the guitars play It was very nice It was paradise You’re right and I’m wrong Hey babe, I’m gonna miss you now that you’reContinua a leggere “Devo salutare una persona”
Archivi dell'autore:Vita La Roux
Quella gran figa chiamata Philosophie
“Di Spinoza, Goethe diceva che tra i suoi pensieri si sente lo stormire degli alberi più alti”. E così oggi ho cominciato. Grazie B.g.
Zigaretten
Perché uno dovrebbe smettere di fumare, sapendo che così muore prima e che forse prossima vita sarà una stella alpina, un granello di sabbia nel deserto, una conchiglia in fondo al mare? Lo so, il cancro è una brutta storia, ma io accetto il compromesso.
L’apologia del maschio di Robert Fry @Galerie Kornfeld
Sarà il cambio di stagione, sarà la mollezza dell’autunno, sarà la nebbia per le strade, ma è un periodo che non riesco a farmi piacere quasi nessuna mostra. Ieri sera vado a questa mostra al D3LTA “They said caos, I say form” e nonostante il fascino del loft berlinese nella sconosciuta Moabit a nord diContinua a leggere “L’apologia del maschio di Robert Fry @Galerie Kornfeld”
Fisica quantistica (e buddismo)
Datemi un capolavoro, datemi qualcosa che mi faccia smuovere le budella e spiegatemi perché la fisica quantistica, deve stare lì a fare l’ombra addosso alla mia anima. La mia anima, scusatemi tanto, l’ombra non ce l’ha.
Lei si chiama Vanessa. Ritaglia con gli occhi. Pezzi di mondo
Lei si chiama Vanessa. Ha gli occhi grigi, proprio tanto belli, non ce la faceva a vivere a Berlino, se ne è tornata in Spagna. Fa di congome Iribarren. Oltre agli occhi color de mare porta addosso capelli densi come l’inchiostro. A fare le foto è molto brava. E mi manca.
Schlafstörung
Di notte, a fissare il soffito, da miopi, è più facile se si dorme sul soppalco.
Youvalle Levy, just too cool for school
Quando ho conosciuto Youvalle Levy, me ne sono subito innamorata. Esile nelle gonne lunghe e nei vecchi maglioni di lana, che quasi scompare. Spesso distratta, dietro quegli occhialoni da hypster, sembra sempre che da un momento all’altro ci faccia “ciao ciao” con la manina per mettersi a volare nel mondo dei sogni. Il volo èContinua a leggere “Youvalle Levy, just too cool for school”
Ecco a cosa somiglia Tempelhof!
Oggi due miei amici chiacchieravano tra di loro. Francesco dice: ma tu lo sai che Gorlitzer park era una stazione dei treni? Danny risponde: non mi stupisco, visto che Tempelhof prima era un aeroporto! Berlino osservata un giorno di autunno dal centro di Gorlitzer Park sembra New York osservata un giorno di autunno dal centroContinua a leggere “Ecco a cosa somiglia Tempelhof!”
La morte non si racconta. La morte si fa
Proprio non lo sapevo che Madonna avesse usato nel 2006 Between the Bars di Elliott Smith per una sua performace. La performance è discutibile. La musica no. Elliott Smith è morto suicida a 34 anni, due mesi e due settimane e un giorno, nel 2003. Credo si sia sparato un colpo in bocca. C’è chiContinua a leggere “La morte non si racconta. La morte si fa”
Inverno
Il rosso di certe foglie in autunno a Berlino, è una roba che neanche i pittori più bravi. E poco importa che oggi fa un freddo che potrebbe essere gennaio. A Palmi.
Ciao Carolyn, Berlino ti aspetta
Ricordo perfettamente il giorno in cui ho conosciuto Carolyn Carlson dieci anni fa. Era una calda giornata di luglio a Perugia. Di quelle che per corso Vannucci non ci sta nessuno. Lei era arrivata da Parigi, io le sarò sembrata una stagista universitaria goffa in cerca della sua approvazione. La Dance Gallery mi aveva chiestoContinua a leggere “Ciao Carolyn, Berlino ti aspetta”
