12 agosto, un giorno come un altro

Oggi 25 anni fa moriva un genio, Jean Michel Basquiat. 100 e rotti anni prima ne nasceva un altro, Erwin Schrödinger. Il primo ha portato la streer art nei circoli filosofici, il secondo con una strana storia su un gatto chiuso in una stanza con radiazioni e una boccetta di veleno, ha dimostrato che hai vogliaContinua a leggere “12 agosto, un giorno come un altro”

Per chi si avesse dimenticato Zuccotti park

Là dove per qualche mese si è provato a combattere il capitalismo (un metro da Ground Zero, tre metri da Wall Street, cinque metri da casa mia), là dove il mio coinquilino, quel pazzo di Jordan, passava le giornate a esibire tonnellate di materiale cartellonistico-sovversivo preparato in quel loft puzzolente di Brooklyn sulla Flushing Avenue’,Continua a leggere “Per chi si avesse dimenticato Zuccotti park”

Berlino, non si vede a un metro

Brucia un palazzo sulla Skalitzer, non si vede a un metro. Hanno chiuso la U1 tra Kotti e Schlesische, non si vede a un metro. Tutto attorno è transennato, non si vede a un metro. Arrivano i vigili del fuoco, a dozzine, non si vede a un metro. Corrono le ambulanze, non si vede aContinua a leggere “Berlino, non si vede a un metro”

Christen, la poesia della nebbia

“Per circa due anni, ogni volta che il tempo sembrava bello, mi sono svegliato alle 5, e ho guidato per 45 minuti verso i promontori di Marin, San Francisco, e ho puntato il mio obiettivo verso il Golden Gate Bridge”. Così l’artista Simon Christen è riuscito a raccontare la nebbia. Tra oceano e baia, alContinua a leggere “Christen, la poesia della nebbia”

E il vascello di Reykjavik salpa ancora

Ci sono stati giorni in cui avrei potuto spostare le montagne, andare all’altare e sbottonare la camicetta per fare entrare, meglio, le radiazioni nel cuore. Oggi mi riesce soltanto scrivere poesie silenziose, dipingere su tele con pennelli impregnati d’acqua, affettare lo zenzero. Mentre guardo il sole morire ad Admiralbrücke, ascolto Charlotte cantare, e combatto, senza muovereContinua a leggere “E il vascello di Reykjavik salpa ancora”

In questa notte che brilla come un impero di luce di Magritte

La mia consueta dedica a Berlino. Questa la musica per andare a dormire stasera. Lei è MimiCof, aka Midori Hirano, suona venerdì alle 9.30 al Mindpirates in Schlesische Str. 38. Naturalmente qui. E questo è il tardo tramonto di quasi estate che si è meritato la dedica.

Ricordiamoci sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del respirare

Nel ricordo di un amico che non c’è più, di un amico. Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce ilContinua a leggere “Ricordiamoci sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del respirare”

Ed eccone un’altra. Bella come il fondo del mare

Non ci posso credere, ecco un altro capolavoro marchiato Sigur Ros. Appena scoperto, come uno scrigno in fondo al mare. E’ tutta per voi. Livio, Alice e due cuoricini minuscoli che battete con me sotto il cielo di Berlino, tra Donaustrasse e Pappelalle. Hann er bæði um borði Sjó og landi bjargandi Flugunum sem farastContinua a leggere “Ed eccone un’altra. Bella come il fondo del mare”

Olympus Playground, giochiamo a fare i fotografi

E ora è tempo di giocare. E’ tempo di fare un salto al Playground dell’Olympus, siamo sempre a Berlino, dove fino al prossimo 2 giugno si può giocare a fare i fotografi. Chiaro come il freddo d’inverno: si tratta di una marchetta. La Corporation giapponese ci mette i soldi, prende in affitto uno degli edificiContinua a leggere “Olympus Playground, giochiamo a fare i fotografi”