Il presente per sempre. Questa è Abramovic

Puntata n.10 Crisalide on Air, su I need Radio, martedì 29 aprile 2014 ore 19. In replica venerdì primo maggio 2014 ore 11. Ve l’ho già detto che vi amo, sì? Episode 10 on Air Chrysalis, I need on Radio, Tuesday, April 29th, 2014 7pm. In reply Friday, May the 1st, 2014 at 11 am. I love you all! Episode 10 on Air Chrysalis, IneedRadio, am Dienstag 29. April 2014 um 19 Uhr. Wiederholung am Freitag 1. Mai 2014 11 Uhr. Ich liebe euch! http://ineedradio.funkhaus-gruenau.de 1 Nummer EINS, brano italico, questa è la strada di due che si chiamano Ilaria … Continua a leggere Il presente per sempre. Questa è Abramovic

Se vi si strappa il cuore dal petto, da solo, non prendetevela con me

La Crisalide fatta d’aria ieri volava con gli aquiloni a Tempelhof Feld. E poi l’è venuta la febbre. Sicché non riesce a parlarvi oggi da INeeDRadio_a Lot of LOVe – la radio che si nutre e produce ammmore – come avrebbe desiderato di Marina Abramovic e l’amichetto berlinese di lei Bieniek. Ho pronta la replica di Jean Michel Basquiat in compenso, dalle 19 alle 21, tra poco da http://ineedradio.funkhaus-gruenau.de/ . La radio. Punto. Ciao Silvia, ciao Corrado, Ciao Domenico. Ciao Matteo di Francesco. Martedì prossimo vi faccio sentire questa canzone strappalacrime, in compenso. E se vi si strappa il cuore dal petto da solo, non prendetevela con … Continua a leggere Se vi si strappa il cuore dal petto, da solo, non prendetevela con me

Il doppio con pistola (Bieniek ancora e per sempre)

sempre meglio

Scusate, devo rilanciare l’intervista che ho fatto a Sebastian Bieniek qualche settimana fa. Lui continua a produrre idee divine, e a me continuano a chiedere di parlare di lui. E, lo ammetto, sono troppo orgogliosa di essere stata la prima italiana a intervistarlo. ❤

Tutto è nato dalle Doublefaced, facce doppie in una soltanto, un occhio è vero e uno dipinto, uno è blu l’altro e nocciola, uno è sveglio, uno addormentato. Mentre lei, la portatrice dell’occhio vero, esce dalla doccia, beve, un caffé, fuma una sigaretta. Le foto ritwittate e promosse da
Ai Weiwei nelle ultime due settimane hanno fatto impazzire la rete e sono state viste da più di 5milioni di persone. Alcuni, pagando il giusto prezzo, le hanno già comprate. Così ho deciso di incontrarlo, Sebastian Bieniek. Per scoprire chi è il genio che vive a Berlino entrato nelle grazie dell’artista contemporaneo più famoso del mondo. Nato il 24 aprile 1975 in Polonia da genitori tedeschi, lo considerano tedesco tra i polacchi, polacco tra i tedeschi. Lui, a prescindere dalla doppia nazionalità, si sente quello che gli altri vogliono. “Mir ist egal, cosa sta scritto sul passaporto”, dice, anche se sì, riconosce il sangue è slavo. Di certo non vive con il senso della frustrazione dei figli degli oppressi – Polonia – che vanno a vivere da grandi nel paese degli oppressori – Germania. “Certo, mi conviene passare per polacco in Israele o per tedesco in India, ma la nazionalità mi pare tanto una costruzione politica, inutile”.

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Bieniek, il genio del doppio

doubleface
Tutto è nato dalle Doublefaced, facce doppie in una soltanto, un occhio è vero e uno dipinto, uno è blu l’altro e nocciola, uno è sveglio, uno addormentato. Mentre lei, la portatrice dell’occhio vero, esce dalla doccia, beve, un caffé, fuma una sigaretta. Le foto ritwittate e promosse da
Ai Weiwei nelle ultime due settimane hanno fatto impazzire la rete e sono state viste da più di 5milioni di persone. Alcuni, pagando il giusto prezzo, le hanno già comprate. Così ho deciso di incontrarlo, Sebastian Bieniek. Per scoprire chi è il genio che vive a Berlino entrato nelle grazie dell’artista contemporaneo più famoso del mondo. Nato il 24 aprile 1975 in Polonia da genitori tedeschi, lo considerano tedesco tra i polacchi, polacco tra i tedeschi. Lui, a prescindere dalla doppia nazionalità, si sente quello che gli altri vogliono. “Mir ist egal, cosa sta scritto sul passaporto”, dice, anche se sì, riconosce il sangue è slavo. Di certo non vive con il senso della frustrazione dei figli degli oppressi – Polonia – che vanno a vivere da grandi nel paese degli oppressori – Germania. “Certo, mi conviene passare per polacco in Israele o per tedesco in India, ma la nazionalità mi pare tanto una costruzione politica, inutile”.

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Come ti metto in scena il dramma della libertà

Ecco se si dovesse una volta per tutte mettere in scena la liberazione dai legami, con tutto il dramma che la libertà si porta dietro, la si dovrebbe sempre rappresentare così: un vestito rosso di seta che cade morbido sulle curve di una donna che avanza lentamente, col volto cupo, verso l’ignoto. Passo dopo passo la musa triste – delusa, arrabbiata o forse solo disorientata – si stacca le ciocche di capelli che la tengono ancorata a un soffitto. Le forbici le ha in mano lei: Nezaket Ekici, una delle migliori allieve di Marina Abramovich, classe 1970, nata in Turchia, … Continua a leggere Come ti metto in scena il dramma della libertà

Abramovic, il metodo antitempo

Pac, Milano ore 12.15. La città si prepara alla più bizzarra grandinata primaverile della sua storia recente.
Firmi un contratto, poi deliziose ragazze vestite da infermiere ti accompagnano in una sala. Ti invitano a indossare un camice bianco, ti fanno sedere. Sullo schermo appare Marina. Spiega due o tre cose sul Metodo. Ti dice il senso del patto: Tu le dai due ore del tuo tempo lei ti insegna una tecnica per superarlo.
Ti accenna che dovrai attraversare un percorso fatto di tre cicli, che coincido con le tre dimensioni dello stare dell’essere umano. Lo star in piedi, lo star seduti lo star sdraiati.
Lei offre sedie, letti e cabine. Ti avverte: Puoi desistere, nessuno te lo impedisce, ma se non resisti fino alla fine il contratto decade e a te non viene tasca niente.

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Dedicato a chi non si fa governare da nessuno

E’ una primavera fuori dal comune, questa del 2012. Sarà che la viviamo con più entusiasmo dopo la stretta siberiana invernale, sarà che secondo i Maya dovrebbe essere l’ultima, o che per la prima volta abbiamo un presidente del consiglio diverso da quello di prima. Sarà che Bin Laden e Gheddafi sono morti ammazzati e che io sono stata colonizzata dalla E.Coli (motivo di tanta latitanza). Questa è la seconda primavera araba. La democrazia e la libertà sono esplose e con loro le belle arti.
E c’è tanto da vedere tutto in intorno. C’è il bello bello ma anche il suo lato oscuro. Quello degli ingovernabili.

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