Londra adorata, sei sempre più bella

No dico, guardate cosa è stato capace di fare Anish Kapoor (con Cecil Balmond) vicino allo stadio di Standford, che ospiterà le Olimpiadi di Londra 2012. Di fatto è l’opera d’arte pubblica più alta – 115 metri – del Regno Unito. E’ una torre di osservazione costata 20 milioni di sterline che porta il nome stramboContinua a leggere “Londra adorata, sei sempre più bella”

dOCUMENTA, la lotta ai fascismi del mondo

dOCUMENTA, con la d minuscola e tutto il resto maiuscolo, sta all’arte come i mondiali stanno al calcio. E’ considerata la kermesse più importante di contemporaneo al mondo. Solo Manifesta e Venezia (onore alla Serenissima!) sono considerate al suo pari per indipendenza commerciale e visione. dOCUMENTA ha però un paio di elementi di vantaggio. Primo,Continua a leggere “dOCUMENTA, la lotta ai fascismi del mondo”

Napalm girl

Quaranta anni fa la fotografia di Kim Phuc Phan Ti, bimba di nove anni che correva nuda e disperata, con addosso i segni del Napalm, contribuì a gonfiare l’opposizione della guerra in Vietnam e a decretarne l’esito. La bomba di fabbrica statunitense realizzata con un addensante miscelato al petrolio e ad altri combustibili, all’esplosione raggiunse iContinua a leggere “Napalm girl”

Undici settembre

Ne parlo sul blog privato o su quello pubblico… mumble mumble mumble. Ha vinto il blog privato. La devastazione dell’11 settembre per me è stata innanzitutto una devastazione privata. E l’emozione dei rivoli d’acqua che vengono inghiottiti dalle fondamenta di quelle che un tempo erano le due torri, pure. La foto l’ho presa in prestitoContinua a leggere “Undici settembre”

Do not forget Tienanmen

4 giugno 1989. Ventitré anni dopo la Cina è diventata il secondo Paese più ricco del mondo che con DUE MILIARDI di cinesi al suo interno, tiene in mano le redini del pianeta. Compra l’Africa, compra euro se le va, uccide decine e decine di migliaia di feti femmine ogni anno. Piazza Tienanmen è ilContinua a leggere “Do not forget Tienanmen”

La molletta nel prato

Pinzare il dosso di un prato, nel Chaudfontaine Park (Belgio), con una molletta di legno gigante, poteva venire in mente a pochi. Il primo è stato l’artista turco Mehmet Ali Uysal. Sembra – lo dicono i critici – che Mehmet abbia voluto interpretare il rapporto tra l’uomo e la natura. L’uomo-molletta stritola la povera natura-giardino, per i propri scopi.Continua a leggere “La molletta nel prato”