La caducità si fa un tuffo in piscina (che però è vuota)


Tracce di rossetto sui mozziconi di sigarette, tappeti di sterpaglie bruciacchiate che un tempo erano foresta, o sagome tenui di noi stessi che sembrano fantasmi che vediamo ogni volta che un autobus ci attraversa la strada, ma che poi, di colpo, dimentichiamo. O ancora: il relitto di una piscina olimpionica.
Questa è la poesia di Robert Montgomery, artista anglosassone che si è conquistato quattro mesi in vetrina alla Neue Berliner Räume, con l’esibizione dal titolo Echoes of Voices in the High Towers.
Montgomery cerca luoghi meravigliosi, trova parole per descrivere queste post-situations, dopo di ché scrive con caratteri fatte di luce, asticelle fatte di led. A volte inquadra il tutto nello spazio di una gigantografia pubblicitaria.
Scrive cose tipo questa: ALL OUR SPLENDID MONUMENTS / LIPSTICK TRACES ON A CIGARETTE / THE LIGHT COMES UP ON ONLY LAND / FOREST HERE ONCE / FOREST HERE AGAIN.
O questa: THERE IS NO HISTORY HERE / WE SEE GHOSTS OF OURSELVES PASS BY ON THE SIDES OF BUSES/ AND WE REMEMBER NOTHING,
O ancora questa: PEOPLE YOU LOVE/BECOME GHOSTS INSIDE/OF YOU AND LIKE THIS/YOU KEEP THEM ALIVE.

Alcuni suoi lavori sono esposti alla Neue Berliner Räume. Ma tutta la città si è inchinata al poeta visuale. Molti spazi pubblicitari stanno accogliendo i suoi led, mentre una piscina dimenticata dell’ex aeroporto di Tempelhof (la foto in apertura) dove scorsa settimana hanno deciso di impiantare la Berlin Art Week, è diventata la scenografia di ALL PALACES ARE TEMPORARY PALACES (‘mazza che botta di caducità umana con una frase luminosa su una piscina vuota, non trovate?) .Continua a leggere “La caducità si fa un tuffo in piscina (che però è vuota)”

Tasso di sensualità

“Il suo si poneva appena prima di quello di un comodino e poco dopo di quello di un elefante di peluche”. Cit. M.S.

Voglia di torta. Torta americana

20 milioni $ per un Basquiat (che vi avevo detto?)


Insomma, chi legge crisalide d’aria sa che ho una simpatia particolare per Jean-Michel Basquiat: un po’ ragazzo i strada, un po’ figlio di papà, appassionato filoso e graffitaro di New York, clochard per scelta, don giovanni ed eroinomane per necessità. Bravo con i colori, bravissimo con le scritte, eccezionale con le idee. Le sue opere sono introvabili. Pure perché essendo crepato giovane giovane (27 anni), nonostante la sua spiccata produttività, non è che avesse avuto tempo di far girare tanta roba.
Risultato? Sta per andare all’asta il Pescatore (questo qua). Il 14 novembre da Christie’s. Si dice che saranno battuti tutti i record: 20 milioni di dollari per un pezzo soltanto. Quanto 20 attici belli in piena Milano, 10 a Londra, 5 a Manhattan.

Prelievo fiscale progressivo

“cazzo tutti i mesi puntuamlente, su 1.600 euro di stipendio, ‘ sti qua si tengono 300 euro. Non solo: piu’ straordinari faccio e meno soldi mi danno, che diamine!”
Benvenuta cara F. A. nel magico mondo del prelievo fiscale! #unmondodifficile

L’urlo della Siria: Daddy, please come back!

Daddy… Come back. Questo l’urlo disperato della bimba che ha perso il padre martire ucciso in una delle miriadi di rappresaglie del regime siriano di Bashar al Assad contro la popolazione siriana.

Questo il titolo dell’acquerello di Nora Alsheikh. Lei è poco più che conosciuta. Sappiano che è un po’ grafica, un po’ illustratrice, un po’ fotografa. Dal nome sembra araba.  Sappiamo inoltre, che i suoi soggetti sono sempre individui. Esseri umani. E che questo dipinto, dall’enorme forza evocativa, porta la data del 25 febbraio scorso, quando ancora non era chiaro dove finivano le proteste e cominciava la guerra.
Sette mesi fa nessuno avrebbe potuto prevedere tanta ferocia da parte del rais inetto Assad. Non avevamo alcuni indizio delle ricorrenti stragi di donne e bambini ad Hama, nessun sospetto dei bombardamenti sulla popolazione civile di  Damasco e Aleppo, nessun sentore dei massacri dei fedeli nelle moschee. Nessuno delle peggiori pronostici poteva farci immaginare più di 30 mila morti in pochi mesi. Grazie Nora che ha avuto la voglia di documentare l’urlo del dolore delle guerra più sanguinosa dai tempi di Slobodan Milošević.
Nora, I need to talk to you. Please contact me if you want: vita.lorusso@gmail.com

Come derattizzare un sito internet

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Tramonti d’estate

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“io una di queste mattine mi alzo presto e voglio andarmi a vedere l’alba. Mi sembra un’ingiustizia che guardiamo sempre il tramonto”. Cit. A.r.

Corpi come architetture urbane

 

Gaby, Inwood, New York @ballerina project

What Brezsny says (about me)

Il giornalista Sydney J. Harris ha raccontato questa storia. “L’altra sera ho accompagnato all’edicola un amico, che ha comprato un giornale e salutato educatamente l’edicolante, che non gli ha risposto. ‘Che persona scortese!’, ho commentato io. ‘Oh, è così tutte le sere’, ha detto il mio amico alzando le spalle. ‘E allora perché continui a essere così gentile con lui?’, gli ho chiesto. E lui mi ha risposto: ‘Perché dovrei lasciare che sia lui a decidere come devo comportarmi?’”. Già, perché.

Every child is an artist

 

Ricordiamocelo quando quel figlio di puttana di Assad ne ammazza decine al giorno.