“Per circa due anni, ogni volta che il tempo sembrava bello, mi sono svegliato alle 5, e ho guidato per 45 minuti verso i promontori di Marin, San Francisco, e ho puntato il mio obiettivo verso il Golden Gate Bridge”. Così l’artista Simon Christen è riuscito a raccontare la nebbia. Tra oceano e baia, alContinua a leggere “Christen, la poesia della nebbia”
Archivi dell'autore:Vita La Roux
Estate
Il problema di Berlino non è che d’estate è ancora inverno. Ma che d’estate, quando arriva l’inverno, tengono i riscaldamenti spenti. Ecco.
E poi ogni tanto succede
Piango con i musicisti dell’orchestra sinfonica di Atene. Piango con gli ustionati di piazza Taskim. Piango per mio padre. Pure se là fuori è estate e la notte sembra non arrivare mai.
E il vascello di Reykjavik salpa ancora
Ci sono stati giorni in cui avrei potuto spostare le montagne, andare all’altare e sbottonare la camicetta per fare entrare, meglio, le radiazioni nel cuore. Oggi mi riesce soltanto scrivere poesie silenziose, dipingere su tele con pennelli impregnati d’acqua, affettare lo zenzero. Mentre guardo il sole morire ad Admiralbrücke, ascolto Charlotte cantare, e combatto, senza muovereContinua a leggere “E il vascello di Reykjavik salpa ancora”
In questa notte che brilla come un impero di luce di Magritte
La mia consueta dedica a Berlino. Questa la musica per andare a dormire stasera. Lei è MimiCof, aka Midori Hirano, suona venerdì alle 9.30 al Mindpirates in Schlesische Str. 38. Naturalmente qui. E questo è il tardo tramonto di quasi estate che si è meritato la dedica.
Ricordiamoci sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del respirare
Nel ricordo di un amico che non c’è più, di un amico. Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce ilContinua a leggere “Ricordiamoci sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del respirare”
Ed eccone un’altra. Bella come il fondo del mare
Non ci posso credere, ecco un altro capolavoro marchiato Sigur Ros. Appena scoperto, come uno scrigno in fondo al mare. E’ tutta per voi. Livio, Alice e due cuoricini minuscoli che battete con me sotto il cielo di Berlino, tra Donaustrasse e Pappelalle. Hann er bæði um borði Sjó og landi bjargandi Flugunum sem farastContinua a leggere “Ed eccone un’altra. Bella come il fondo del mare”
Olympus Playground, giochiamo a fare i fotografi
E ora è tempo di giocare. E’ tempo di fare un salto al Playground dell’Olympus, siamo sempre a Berlino, dove fino al prossimo 2 giugno si può giocare a fare i fotografi. Chiaro come il freddo d’inverno: si tratta di una marchetta. La Corporation giapponese ci mette i soldi, prende in affitto uno degli edificiContinua a leggere “Olympus Playground, giochiamo a fare i fotografi”
Hue, l’ombra che dipinge nebulose
Ancora non ho video o foto che documentino questa storia. Ma vorrei provare a raccontarvela lo stesso. Immaginate una sala da ballo. Non una balera, ma la sala di una scuola di danza. Sulla quarta parete, come lo schermo di un cinema, arrivano le immagini sparate da un video proiettore. Assomigliano a quelle caotiche eContinua a leggere “Hue, l’ombra che dipinge nebulose”
Scacchi e neuroscienze, le passioni di Bottarelli
La differenza tra lui e Maurizio Cattelan, è che il primo è un pochino più cerebrale. E Cattelan è più vecchio. Ma non è detto che tra qualche anno ce lo troviamo al Moma di New York a farci inorgoglire ancora una volta, per essere italiani. Lui, il primo, si chiama Paolo Bottarelli, è natoContinua a leggere “Scacchi e neuroscienze, le passioni di Bottarelli”
La felicità è un muscolo
“Bisogna tenerlo allenato, ogni santo giorno. Così come la vita è una gita scolastica, di una scuola fatta solo di essenza”. cit. (un po’ libera) E.G.
Kapoor, come detriti di una discarica romantica
Dicono che sia la più grande restrospettiva su Anish Kapoor, la mostra inaugurata lo scorso 19 maggio al Martin Gropious Bau di Berlino. Di certo, considerata la sua estensione, è la più larga. Nel senso che il museo ha dovuto concedere tutto il piano terra per installare le oltre 70 opere del gigante di Mumbai.Continua a leggere “Kapoor, come detriti di una discarica romantica”
