
Insomma, chi legge crisalide d’aria sa che ho una simpatia particolare per Jean-Michel Basquiat: un po’ ragazzo i strada, un po’ figlio di papà, appassionato filoso e graffitaro di New York, clochard per scelta, don giovanni ed eroinomane per necessità. Bravo con i colori, bravissimo con le scritte, eccezionale con le idee. Le sue opere sono introvabili. Pure perché essendo crepato giovane giovane (27 anni), nonostante la sua spiccata produttività, non è che avesse avuto tempo di far girare tanta roba.
Risultato? Sta per andare all’asta il Pescatore (questo qua). Il 14 novembre da Christie’s. Si dice che saranno battuti tutti i record: 20 milioni di dollari per un pezzo soltanto. Quanto 20 attici belli in piena Milano, 10 a Londra, 5 a Manhattan.
Prelievo fiscale progressivo
“cazzo tutti i mesi puntuamlente, su 1.600 euro di stipendio, ‘ sti qua si tengono 300 euro. Non solo: piu’ straordinari faccio e meno soldi mi danno, che diamine!”
Benvenuta cara F. A. nel magico mondo del prelievo fiscale! #unmondodifficile
L’urlo della Siria: Daddy, please come back!
Daddy… Come back. Questo l’urlo disperato della bimba che ha perso il padre martire ucciso in una delle miriadi di rappresaglie del regime siriano di Bashar al Assad contro la popolazione siriana.

Questo il titolo dell’acquerello di Nora Alsheikh. Lei è poco più che conosciuta. Sappiano che è un po’ grafica, un po’ illustratrice, un po’ fotografa. Dal nome sembra araba. Sappiamo inoltre, che i suoi soggetti sono sempre individui. Esseri umani. E che questo dipinto, dall’enorme forza evocativa, porta la data del 25 febbraio scorso, quando ancora non era chiaro dove finivano le proteste e cominciava la guerra.
Sette mesi fa nessuno avrebbe potuto prevedere tanta ferocia da parte del rais inetto Assad. Non avevamo alcuni indizio delle ricorrenti stragi di donne e bambini ad Hama, nessun sospetto dei bombardamenti sulla popolazione civile di Damasco e Aleppo, nessun sentore dei massacri dei fedeli nelle moschee. Nessuno delle peggiori pronostici poteva farci immaginare più di 30 mila morti in pochi mesi. Grazie Nora che ha avuto la voglia di documentare l’urlo del dolore delle guerra più sanguinosa dai tempi di Slobodan Milošević.
Nora, I need to talk to you. Please contact me if you want: vita.lorusso@gmail.com
Come derattizzare un sito internet
Only love can leave such a mark
Tramonti d’estate
Corpi come architetture urbane
What Brezsny says (about me)
Il giornalista Sydney J. Harris ha raccontato questa storia. “L’altra sera ho accompagnato all’edicola un amico, che ha comprato un giornale e salutato educatamente l’edicolante, che non gli ha risposto. ‘Che persona scortese!’, ho commentato io. ‘Oh, è così tutte le sere’, ha detto il mio amico alzando le spalle. ‘E allora perché continui a essere così gentile con lui?’, gli ho chiesto. E lui mi ha risposto: ‘Perché dovrei lasciare che sia lui a decidere come devo comportarmi?’”. Già, perché.
Every child is an artist
Popplagid, quanto dura dura
come a Verona poco fa. Cuore piccolo così, lacrime.
Look at this pic!
C’e’ una cosa peggiore della morte di un figlio
Che lui voglia morire. Mar Adentro
Mare dentro, Mare dentro, senza peso nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà che fanno vero un desiderio nell’incontro. Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una saetta, il mio corpo cambiato non è più il mio corpo, è come penetrare al centro dell’universo: l’abbraccio più infantile, e il più puro dei baci fino a vederci trasformati in un unico desiderio. Il tuo sguardo, il mio sguardo, come un’eco che va ripetendo, senza parole: più dentro, più dentro, fino al di là del tutto, attraverso il sangue e il midollo. Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio essere morto, perché io con la mia bocca resti sempre impigliato dentro la rete dei tuoi capelli.





