C’era una volta in via Margutta…

Ogni città ha il suo salotto buono. Ogni città nel suo salotto ha il suo angolo dedicato all’arte. Così a Milano quell’angolo di salotto si chiama Brera, a New York Chelsea, a Roma via Margutta, a Londra Myfair, a Napoli via Chiatamone. In questi quartieri esclusivi, piccoli, un po’ in disparte, si sono concentrati iContinua a leggere “C’era una volta in via Margutta…”

Thank you Mum, thank you Alejandro

Procter & Gamble mette i soldi, Londra mette le olimpiadi, Alejandro Inarritu la regia, Ludovico Einaudi le musiche. Nel mese della festa della mamma, nel giorno della festa del lavoro, ringraziamo colei che fai il mestiere più bello del mondo. Guardate questo video: è uno dei commercial più belli che abbia mai visto. Grazie Mamma.Continua a leggere “Thank you Mum, thank you Alejandro”

Ti sfanculano al Moma? Don’t worry, vai da Cattelan

Maurizio Cattelan per portare artisti freschi nella sua galleria newyorkese, Family Business, se ne è inventata un’altra delle sue. Nella pagina Facebook della galleria ha postato il rifiuto formale del Museum of Modern Art alle opere che Andy Warhol aveva spedito al museo negli anni ’50. Family Business specifica: “Got a refuse from MOMA collection? Don’tContinua a leggere “Ti sfanculano al Moma? Don’t worry, vai da Cattelan”

L’arte del voltastomaco: Il caso Tsykalov

Ecco qualcosa che vi farà venire il voltastomaco. L’artista moscovita Dimitri Tsykalov 49 anni, riflettendo sulle crudeltà del mondo, in particolare sulle crudeltà commesse dall’uomo contro i suoi simili, con le armi o con la finanza, spesso ha provocato conati di vomito. Nel 2008, con la serie Meat presentata alla Maison Européenne de la Photographie diContinua a leggere “L’arte del voltastomaco: Il caso Tsykalov”

Un Goya tre volte al giorno

Voglio proporvi un consiglio di Francesco Bonami, rischiando il linciaggio. Per evitare sindromi di boterismo acuto o di pomodorate cruente, lui suggerisce guardarsi un Francisco Goya tre volte al giorno. Tipo Saturno che divora i suoi figli. Ho intenzione seriamente di somministrarmi questo antidoto per un po’.

Roma ore 11

Era il 14 gennaio del 1951 – mio padre sarebbe nato un mese dopo – quando di primo mattino si radunarono a largo circense a Roma tante giovani donne. Potevano avere tra i 16 e i 26 anni. All’inizio erano in due, poi venti, poi duecento. Tutte col sogno di diventare dattilografe dal ragioniere diContinua a leggere “Roma ore 11”

A Toronto il riscatto dell’arte iraniana. Prossimamente.

Retaggio giornalistico. Quando leggo di artisti iraniani, vengo colta da un’irrefrenabile voglia di schierarmi con loro nella battaglia per la libertà. Io lo so, perché me lo hanno detto, che c’è poco spazio per la libera espressione, la creatività, la critica del sistema. A Teheran. E infatti gli artisti in genere, stanno altrove.  Se possonoContinua a leggere “A Toronto il riscatto dell’arte iraniana. Prossimamente.”

Spesso il male di vivere hanno incontrato

Vincent Van Gogh, alcolizzato, si è ucciso il 29 luglio del 1890 dopo essersi sparato un colpo di rivoltella al petto ad Auvers-sur-Oise, Francia, Aveva 27 anni. Paul Jackson Pollock, all’età di 44 anni dopo aver lottato con l’alcol per tutta la vita, si è andato a schiantare in stato di ebbrezza con la suaContinua a leggere “Spesso il male di vivere hanno incontrato”

Transavanguardia, la bella

L’anno scorso è stata la volta di Dalì, l’anno prima di Hopper, prima ancora di Magritte. Lo scorso inverno la grande mostra a Palazzo Reale a Milano è stata dedicata alla Transavanguardia. Un altro miracolo della storia dell’arte italiana, che meriterebbe da solo un capitolo intero nel sussidiario alle elementari. Attraverso quella produzione si riesceContinua a leggere “Transavanguardia, la bella”