
Forse il problema è che oggi i poeti non bastano più. Quelli che vogliono farsi leggere devono fare qualcos’altro oltre a scrivere e pensare. Siamo nell’era del 2.0, i poeti mandano sms, scrivono su Twitter, poi su Facebook, gli specialisti si fanno addirittura un blog 😉 Il taccuino lo abbiamo dimenticato in soffitta. Impolverato lo era da già da un pezzo.
Sin dagli anni ’60 i poeti avevano a preso a scrivere con le luci a neon, gli slogan pubblicitari, sui muri delle stazioni di tutte le città.
Uno dei padri della poesia tridimensionale (che per esistere necessita di un’istallazione, di un supporto, o comunque di un nuovo mezzo per essere comunicata) John Giorno, verrà esposto da domani per un mese alla Nicole Klagsbrun Gallery, Chelsea 24esima strada, New York. Assieme a lui ci sono anche un 25enne, Oscar Mourillo, e una 30enne, Brie Ruais, titolo di tutto: Movement in three parts.
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