Mi padre decise di scappar via dalla svizzera tedesca il giorno che una bambina in bicicletta rimase con una ruota impigliata nei binari del tram, davanti all’indifferenza generale. Cadde a terra. Il tram si avvicinava. Nessuno l’aiuto’. Trentacinque anni dopo, a Berlino, tutti i pendolari di un vagone della U2 delle nove, col sorriso sulleContinua a leggere “Berlin vs Luzern”
Archivi dell'autore:Vita La Roux
Come ti metto in scena il dramma della libertà
Ecco se si dovesse una volta per tutte mettere in scena la liberazione dai legami, con tutto il dramma che la libertà si porta dietro, la si dovrebbe sempre rappresentare così: un vestito rosso di seta che cade morbido sulle curve di una donna che avanza lentamente, col volto cupo, verso l’ignoto. Passo dopo passoContinua a leggere “Come ti metto in scena il dramma della libertà”
Franziska Strauss: Grazia e movimento in un unico clic
SI possono amare tante cose. Si possono amare la spigolosità e la grazia dei movimenti di Pina Bausch. Si possono amare le fotografie leggermente fuori fuoco di Frank Capa. Si possono amare le linee scattanti del futurismo italiano. Oppure si possono amare tutte e tre le cose. Una sintesi perfetta di grazia, velocità e fuoriContinua a leggere “Franziska Strauss: Grazia e movimento in un unico clic”
Quel genietto di Mark Mayer, @Fellini Gallery
Mi sono perdutamente innamorata di Mark Mayer. Austriaco, classe 1983, sparge colore e senso estetico che ti entra dritto in pancia. Dai suoi lavori si capisce subito che ha lavorato per strada – street art, intendo – per una dozzina di anni. E che ha dosato sapientemente acrilico, grafite, ritagli di giornali, olio e pezziContinua a leggere “Quel genietto di Mark Mayer, @Fellini Gallery”
Di acne di rughe e di altre sciocchezze
“Io che sono donna punto nero” I.C. (www.donna.nero)
Berlino, albe e tramonti
certo, una capitale che ha visto per decenni sorgere il sole in uno stato e tramontare in un altro, non poteva che essere magica.
La caducità si fa un tuffo in piscina (che però è vuota)
Tracce di rossetto sui mozziconi di sigarette, tappeti di sterpaglie bruciacchiate che un tempo erano foresta, o sagome tenui di noi stessi che sembrano fantasmi che vediamo ogni volta che un autobus ci attraversa la strada, ma che poi, di colpo, dimentichiamo. O ancora: il relitto di una piscina olimpionica. Questa è la poesia diContinua a leggere “La caducità si fa un tuffo in piscina (che però è vuota)”
Tasso di sensualità
“Il suo si poneva appena prima di quello di un comodino e poco dopo di quello di un elefante di peluche”. Cit. M.S.
Voglia di torta. Torta americana
20 milioni $ per un Basquiat (che vi avevo detto?)
Insomma, chi legge crisalide d’aria sa che ho una simpatia particolare per Jean-Michel Basquiat: un po’ ragazzo i strada, un po’ figlio di papà, appassionato filoso e graffitaro di New York, clochard per scelta, don giovanni ed eroinomane per necessità. Bravo con i colori, bravissimo con le scritte, eccezionale con le idee. Le sue opereContinua a leggere “20 milioni $ per un Basquiat (che vi avevo detto?)”
Prelievo fiscale progressivo
“cazzo tutti i mesi puntuamlente, su 1.600 euro di stipendio, ‘ sti qua si tengono 300 euro. Non solo: piu’ straordinari faccio e meno soldi mi danno, che diamine!” Benvenuta cara F. A. nel magico mondo del prelievo fiscale! #unmondodifficile
L’urlo della Siria: Daddy, please come back!
Daddy… Come back. Questo l’urlo disperato della bimba che ha perso il padre martire ucciso in una delle miriadi di rappresaglie del regime siriano di Bashar al Assad contro la popolazione siriana. Questo il titolo dell’acquerello di Nora Alsheikh. Lei è poco più che conosciuta. Sappiano che è un po’ grafica, un po’ illustratrice, un po’Continua a leggere “L’urlo della Siria: Daddy, please come back!”
